Turing ha aggiornato GPAI, la propria piattaforma agentica specializzata nelle discipline scientifiche e ingegneristiche, introducendo nuove funzioni per generare immagini tecniche destinate a pubblicazioni accademiche, analisi e presentazioni. L’aggiornamento comprende tre agenti visivi dedicati rispettivamente alla produzione di diagrammi matematici e fisici, schemi elettrici ed elettronici e rappresentazioni chimiche, con l’obiettivo di creare materiali utilizzabili direttamente all’interno di documenti scientifici senza ricorrere a software grafici separati.
Il primo agente gestisce figure geometriche, sistemi di coordinate, grafici e altri diagrammi impiegati in matematica e fisica, mentre il secondo è destinato alla costruzione di circuiti contenenti componenti come resistenze e amplificatori; il terzo produce immagini chimiche, comprese formule e strutture molecolari. La suddivisione in agenti specializzati consente alla piattaforma di applicare strumenti e regole differenti in base al tipo di rappresentazione richiesta, invece di affidare ogni compito a un unico modello generalista.
A differenza dei comuni generatori di immagini basati prevalentemente sulla sintesi visiva, GPAI utilizza pacchetti reali di LaTeX e librerie scientifiche verificate, cioè gli stessi strumenti normalmente impiegati nella redazione di articoli accademici e documenti tecnici. Il sistema produce quindi le figure attraverso codice strutturato, mantenendo maggiore controllo su formule, coordinate, connessioni e simbologie, elementi che nei modelli di generazione generalista possono risultare incoerenti o graficamente plausibili ma tecnicamente errati.
Dopo la generazione iniziale, GPAI verifica automaticamente il codice utilizzato per costruire l’immagine, individua eventuali errori e modifica il risultato attraverso un processo agentico iterativo. Questo meccanismo di autocorrezione è stato introdotto per migliorare l’accuratezza delle figure e affrontare in particolare i problemi riscontrati nei sistemi generativi generici, come formule rappresentate in modo scorretto, collegamenti mancanti nei circuiti, dettagli geometrici inconsistenti o strutture scientifiche prive della precisione necessaria per una pubblicazione.
Le immagini completate possono essere modificate attraverso comandi vocali o indicazioni espresse in linguaggio naturale. L’utente può, per esempio, chiedere di aumentare lo spessore delle linee senza intervenire direttamente sul codice o ricostruire l’intera figura, mentre l’agente interpreta la richiesta, aggiorna i parametri pertinenti e genera una nuova versione del contenuto. La funzione permette quindi di mantenere un flusso conversazionale anche durante la fase di revisione grafica.
Secondo i dati comunicati da Turing, l’utilizzo di GPAI ha ridotto da circa tre ore a meno di dieci minuti il tempo necessario per produrre un’immagine destinata a una pubblicazione scientifica. Le immagini generate attraverso la piattaforma hanno inoltre superato complessivamente quota 3,8 milioni, un volume che comprende i materiali creati dagli utenti prima e dopo l’introduzione dei nuovi agenti visivi.
La società prevede di ampliare GPAI trasformandolo in una piattaforma capace di seguire un’attività scientifica dall’interpretazione iniziale del problema fino all’analisi dei dati e alla visualizzazione dei risultati. Tra le funzioni previste rientra anche uno strumento che organizzerà automaticamente contenuti di ricerca e immagini all’interno di presentazioni, collegando la produzione dei materiali visivi alla preparazione delle slide utilizzate per illustrare esperimenti e risultati.
Le co-CEO Shin Ji-eun e Kim Ji-yoon hanno spiegato che l’aggiornamento è stato concentrato sulla produzione dei materiali visivi, una delle attività che assorbono più tempo nel lavoro dei ricercatori scientifici e ingegneristici. Turing intende continuare a sviluppare GPAI come piattaforma dedicata alle discipline STEM, integrando strumenti specializzati per scienza, tecnologia, ingegneria e matematica anziché limitarsi alle normali funzioni conversazionali dei chatbot generalisti.
