Lumo è l’assistente di intelligenza artificiale sviluppato da Proton, la società svizzera che gestisce anche Proton Mail e Proton VPN. Il servizio è stato progettato intorno alla protezione dei dati e utilizza una crittografia ad accesso zero per le conversazioni salvate, in modo che neppure Proton possa leggerne il contenuto. Le chat non vengono impiegate per addestrare i modelli, il codice del servizio è open source e l’elaborazione avviene attraverso modelli ospitati sui server europei dell’azienda, nel quadro delle normative svizzere e dell’Unione europea sulla tutela dei dati.
Lumo può essere utilizzato dal browser e attraverso le applicazioni per iOS e Android. È possibile provarlo come ospite senza creare un account: in questo caso le richieste non vengono associate a un profilo personale e vengono eliminate dopo la sessione. La creazione di un account permette invece di sincronizzare le conversazioni tra dispositivi, caricare documenti da Proton Drive, organizzare le attività in progetti e attivare una memoria capace di conservare preferenze e informazioni tra chat differenti. Nel piano gratuito la cronologia rimane disponibile per sette giorni e i limiti di utilizzo sono più restrittivi rispetto alle formule a pagamento.
Durante la registrazione viene generata una frase di recupero necessaria per ripristinare l’account in caso di perdita dell’accesso. Proton non può recuperare autonomamente i contenuti protetti se l’utente perde questa chiave, conseguenza diretta dell’architettura ad accesso zero. La frase deve quindi essere conservata in un luogo sicuro e separato dall’account.
La funzione Ghost Mode permette di aprire conversazioni temporanee che non vengono salvate né nella cronologia locale né nell’account. Alla chiusura della scheda del browser o della sessione mobile, le chiavi temporanee di cifratura e i dati conservati nella memoria operativa vengono eliminati. Questa modalità può essere utilizzata per separare una ricerca occasionale dalle conversazioni permanenti o per elaborare informazioni che non devono influire sulla memoria e sui progetti salvati.
Lumo 2.0 offre due configurazioni principali del modello. Lumo 2.0 Max è destinato alle attività più complesse, mentre la versione Lite è pensata per le operazioni quotidiane. Il Thinking Mode scompone i problemi in più passaggi per produrre risposte maggiormente elaborate. L’assistente può scrivere e correggere testi, riassumere documenti, analizzare dati, spiegare o correggere codice, rispondere a domande articolate e generare contenuti come messaggi, articoli e script. La versione 2.0 può inoltre comprendere immagini e produrne di nuove.
La ricerca sul web è disponibile come strumento opzionale e può essere attivata soltanto quando servono informazioni aggiornate. Disabilitandola, il lavoro rimane circoscritto ai dati già disponibili al modello e ai materiali caricati dall’utente. Questa separazione consente di utilizzare documenti riservati senza mescolarli necessariamente con ricerche esterne, riattivando il web soltanto per le verifiche che richiedono fonti recenti.
I file possono essere aggiunti direttamente dal dispositivo, importati da Proton Drive oppure creati attraverso uno strumento di disegno. Il sistema supporta documenti come PDF e file CSV, che possono essere usati come contesto per estrarre informazioni, confrontare dati e produrre sintesi. L’integrazione con Proton Drive permette di accedere ai materiali già archiviati nell’ecosistema Proton senza doverli prima scaricare e caricare nuovamente.
I progetti raccolgono chat, documenti e istruzioni permanenti all’interno di un unico spazio di lavoro sincronizzato. Per ogni progetto possono essere definite regole specifiche, come la struttura delle risposte, gli elementi da privilegiare durante l’analisi o il formato richiesto per tabelle e dati. La memoria a lungo termine può invece ricordare preferenze e dettagli tra conversazioni differenti, ma rimane facoltativa e protetta dalla stessa architettura crittografica delle chat.
In una prova basata sull’analisi di alcuni rapporti finanziari, Lumo 2.0 Max ha elaborato i documenti in pochi secondi e ha prodotto una risposta in gran parte corretta, ma ha introdotto alcune affermazioni non sostenute dai dati e un errore nel confronto dei margini operativi. La precisione complessiva stimata nella prova è stata di circa il 75%. Anche durante una ricerca web in Ghost Mode, la maggior parte delle informazioni è risultata utilizzabile, ma alcune affermazioni richiedevano fonti più solide. I risultati devono quindi essere verificati quando riguardano questioni legali, normative, finanziarie o altre attività nelle quali un errore può incidere sulle decisioni successive.
Le protezioni applicate alle conversazioni non eliminano la necessità di elaborare temporaneamente i prompt per generare una risposta. La crittografia limita l’accesso ai contenuti salvati e impedisce che le chat vengano impiegate per la profilazione o l’addestramento, ma l’assistente deve comunque ricevere ed elaborare le informazioni inserite durante la sessione. Lumo può inoltre adottare un comportamento più prudente rispetto ad altri chatbot e rifiutare alcune richieste che piattaforme concorrenti eseguono, mentre le sue capacità di ragionamento avanzato, programmazione e scrittura rimangono inferiori a quelle dei modelli AI più potenti.
Rispetto a Duck.ai, Lumo offre un ambiente di lavoro più strutturato, con crittografia ad accesso zero, progetti, memoria e collegamento a Proton Drive. Duck.ai privilegia invece un accesso anonimo più semplice a diversi modelli linguistici senza richiedere un account. Kagi è orientato soprattutto alla ricerca privata senza pubblicità, al blocco dei sistemi di tracciamento e all’integrazione dei modelli AI con i risultati del proprio motore di ricerca, mentre Lumo è progettato principalmente come assistente per conversazioni, scrittura, analisi di file e organizzazione delle attività.
Venice.ai propone una gamma più ampia di modelli e strumenti creativi, comprendente generazione di immagini, video e musica, API per sviluppatori e configurazioni meno restrittive. Lumo concentra invece le proprie funzioni sulla protezione delle conversazioni, sulla semplicità dell’interfaccia e sull’integrazione con i servizi Proton. Il sistema è quindi adatto soprattutto a professionisti, sviluppatori, ricercatori, studenti e autori che trattano documenti o idee riservate e considerano la protezione dei dati più importante dell’accesso alle capacità generative più avanzate disponibili sul mercato.
