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OpenAI ha avviato ChatGPT for Academic Researchers, un programma internazionale che offrirà gratuitamente a 100.000 ricercatori universitari l’accesso ai modelli e agli strumenti più avanzati dell’azienda. L’iniziativa è rivolta alle attività scientifiche, matematiche e ingegneristiche e partirà durante l’estate del 2026 con una prima platea di 10.000 partecipanti, per poi estendersi progressivamente fino a raggiungere il numero previsto entro la fine del 2027. L’accesso iniziale è già disponibile presso istituzioni come l’Institute for Advanced Study negli Stati Uniti e l’École normale supérieure in Francia.

I ricercatori selezionati potranno utilizzare gratuitamente per un anno i modelli della famiglia GPT-5.6 attraverso ChatGPT, ChatGPT Work e Codex. Al momento del lancio il pacchetto comprende GPT-5.6 Sol Pro, la variante destinata ai problemi scientifici, matematici e tecnici più complessi, oltre a limiti di utilizzo superiori, finestre di contesto più ampie e un accesso potenziato alle funzioni di ricerca approfondita. Ogni partecipante potrà inoltre invitare fino a quattro collaboratori appartenenti alla stessa istituzione, purché anche questi verifichino la propria affiliazione accademica.

GPT-5.6 Sol è il modello più potente della famiglia per le attività che richiedono ragionamento prolungato e analisi scientifica articolata, mentre GPT-5.6 Terra è destinato a bilanciare capacità ed efficienza nei flussi di ricerca quotidiani. GPT-5.6 Luna privilegia invece la rapidità nelle operazioni meno complesse. Nel benchmark FrontierMath Tier 4, costruito per misurare il ragionamento matematico a livello di ricerca, GPT-5.6 Sol ha ottenuto un punteggio dell’83%, rispetto al 72,5% raggiunto da GPT-5.5. Su GeneBench Pro, dedicato all’analisi di dati biologici complessi e al ragionamento scientifico, la versione Sol Pro ha risolto il 31,5% delle attività.

ChatGPT potrà essere utilizzato per interrogare idee, approfondire argomenti, generare ipotesi, confrontare risultati e preparare testi scientifici. ChatGPT Work è invece progettato per seguire progetti più lunghi e composti da numerose fasi, come l’individuazione di finanziamenti, la preparazione delle domande per i bandi, la revisione della letteratura, la redazione di manoscritti e la creazione di materiali destinati alla comunicazione dei risultati. Il sistema può mantenere il contesto del progetto, lavorare su file e documenti e coordinare attività che normalmente richiederebbero il passaggio continuo tra differenti applicazioni.

Codex sarà impiegato soprattutto nella parte esecutiva e computazionale della ricerca. I ricercatori potranno utilizzarlo per scrivere e correggere codice, analizzare dataset, eseguire procedure statistiche, costruire pipeline e predisporre flussi di lavoro riproducibili. L’agente può lavorare su basi di codice e ambienti di calcolo, individuare errori, modificare file e documentare le operazioni svolte, riducendo il tempo necessario per trasformare un’ipotesi scientifica in un’analisi effettivamente eseguibile.

Il pacchetto comprende oltre 75 skill dedicate alle scienze della vita, distribuite tra genetica, genomica, sequenziamento, analisi delle singole cellule, modellazione delle proteine e scoperta di farmaci. Le skill forniscono istruzioni e procedure specializzate che permettono a ChatGPT e Codex di affrontare attività scientifiche seguendo metodi più strutturati rispetto a una normale conversazione con un modello generalista. La piattaforma potrà così supportare l’intero percorso che va dalla preparazione dei dati biologici all’interpretazione dei risultati.

I connettori permetteranno di collegare gli strumenti di OpenAI alla letteratura scientifica, ai database genomici e clinici pubblici, alle immagini satellitari, ai notebook computazionali, alle piattaforme di gestione dei dati e ai software utilizzati per organizzare le fonti bibliografiche. Il modello potrà quindi lavorare sui materiali effettivamente impiegati dal ricercatore, evitando che tutte le informazioni debbano essere copiate manualmente nella conversazione. L’accesso alle fonti e agli ambienti di calcolo rimarrà subordinato alle autorizzazioni concesse dall’utente e dall’istituzione.

Le applicazioni previste comprendono l’analisi genomica, la modellazione delle proteine, la revisione della letteratura, la verifica delle ipotesi e la preparazione delle pubblicazioni. Un ricercatore potrà utilizzare ChatGPT per individuare studi rilevanti e ricostruire lo stato della ricerca, trasferire successivamente i dati a Codex per eseguire un’analisi e utilizzare ChatGPT Work per organizzare risultati, materiali e bozze all’interno dello stesso progetto. La piattaforma riunisce quindi le funzioni di ricerca informativa, ragionamento, programmazione e produzione documentale.

I partecipanti lavoreranno all’interno di workspace dedicati dotati di protezioni per la privacy e la sicurezza di livello aziendale. I dati inseriti dai ricercatori non verranno utilizzati per addestrare i modelli di OpenAI per impostazione predefinita. Questa separazione è necessaria per consentire l’impiego degli strumenti su dati ancora non pubblicati, manoscritti in preparazione, risultati sperimentali e altri materiali che non possono essere trasferiti in un ambiente consumer privo delle garanzie richieste dalle istituzioni accademiche.

Per le università che utilizzano già ChatGPT Edu, gli accessi gratuiti saranno coordinati attraverso il workspace dell’istituzione. I ricercatori potranno quindi utilizzare le credenziali, le autorizzazioni e le procedure di gestione già adottate dall’ateneo, evitando la creazione di ambienti separati. Anche gli eventuali collaboratori invitati dovranno appartenere alla stessa istituzione e ogni account aggiunto sarà conteggiato nel limite complessivo del programma.

L’iniziativa comprende attività formative differenziate in base all’esperienza dei partecipanti. I ricercatori che utilizzano per la prima volta sistemi generativi potranno ricevere supporto sulla configurazione dei flussi di lavoro, sulla formulazione delle richieste e sulla verifica dei risultati, mentre gli utenti più avanzati potranno approfondire l’integrazione degli strumenti nelle procedure scientifiche. Saranno inoltre disponibili specialisti con esperienza nei processi di ricerca, incaricati di assistere i partecipanti nell’adattamento dei modelli alle rispettive discipline.

OpenAI intende utilizzare i riscontri dei ricercatori per individuare gli ambiti nei quali i modelli risultano effettivamente utili, i problemi nei quali continuano a produrre errori e le modifiche necessarie per renderli più adatti al lavoro scientifico. Il programma prevede momenti di confronto tra i partecipanti, condivisione delle procedure sviluppate e presentazione dei casi d’uso emersi nelle differenti discipline. L’obiettivo non è assegnare ai modelli la scelta delle domande scientifiche da affrontare, ma fornire strumenti che permettano ai ricercatori di sviluppare più rapidamente le proprie linee di lavoro.

Le domande sono aperte ai ricercatori appartenenti alle istituzioni accademiche selezionate. Le università devono essere riconosciute, autorizzate a rilasciare titoli di studio e caratterizzate da un livello elevato di attività di ricerca. L’appartenenza a un’istituzione ammessa non garantisce automaticamente l’accesso: ogni candidato deve presentare una richiesta individuale, verificare la propria affiliazione e descrivere la ricerca attualmente svolta e il modo in cui intende utilizzare gli strumenti.

Nell’area Asia-Pacifico sono state individuate 70 università e istituzioni ammesse al programma. La Corea del Sud dispone del numero più elevato di enti selezionati, con 17 organizzazioni comprendenti la Seoul National University, il Korea Advanced Institute of Science and Technology e gli altri principali istituti nazionali specializzati nelle discipline scientifiche e tecnologiche. La distribuzione iniziale sarà quindi concentrata su università e centri dotati di infrastrutture e programmi di ricerca sufficientemente sviluppati per integrare rapidamente gli strumenti nei propri progetti.

OpenAI stima che circa 1,3 milioni di persone utilizzino ogni settimana ChatGPT per attività avanzate nelle scienze e nella matematica, generando complessivamente circa 8,4 milioni di messaggi. L’impiego riguarda quasi tutte le fasi del lavoro scientifico, dalla comprensione preliminare del problema alla costruzione delle ipotesi, fino alla scrittura del codice e alla comunicazione dei risultati. Nei sei mesi precedenti al lancio del programma è aumentato in particolare l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca matematica, con un numero crescente di pubblicazioni che riconoscono esplicitamente il contributo di ChatGPT.

I ricercatori che utilizzano più intensamente questi strumenti tendono inoltre ad affidare ai modelli attività più articolate. Tra gli utenti appartenenti al 20% con il maggiore impiego dell’intelligenza artificiale nel proprio settore, quasi il 7% delle richieste riguarda operazioni che richiederebbero almeno quattro ore di lavoro umano. La percentuale scende al 3,5% tra gli altri ricercatori della stessa disciplina. L’aumento non riguarda quindi soltanto la frequenza delle domande, ma anche la complessità e la durata dei compiti assegnati ai sistemi.

ChatGPT for Academic Researchers rientra in un investimento complessivo superiore a 250 milioni di dollari che OpenAI intende destinare entro il 2027 alla ricerca scientifica esterna. Il programma si affianca a NextGenAI, iniziativa da 50 milioni di dollari rivolta alle istituzioni di ricerca, e alla partecipazione alla Genesis Mission del Dipartimento dell’Energia statunitense, che prevede l’impiego dei modelli di frontiera nei laboratori nazionali e nelle università.

La disponibilità gratuita elimina per i gruppi selezionati il costo diretto degli abbonamenti più avanzati, ma non sostituisce le procedure scientifiche di controllo. I risultati prodotti dai modelli dovranno continuare a essere verificati dai ricercatori, documentati e sottoposti ai normali processi di revisione. La piattaforma può accelerare la consultazione delle fonti, l’analisi dei dati e la preparazione degli esperimenti, ma la responsabilità delle ipotesi, dei metodi e delle conclusioni rimane in capo agli autori della ricerca.

L’iniziativa porta così ChatGPT oltre l’impiego come assistente generalista, riunendo modelli di ragionamento, agenti operativi, strumenti di programmazione, skill scientifiche e connessioni ai dati in un unico ambiente. Il programma partirà con 10.000 ricercatori e verrà ampliato fino a 100.000 partecipanti attraverso il 2027, con l’obiettivo di rendere disponibili anche ai gruppi accademici privi di grandi risorse computazionali gli stessi strumenti avanzati utilizzati nei laboratori e nelle aziende tecnologiche più strutturate.

Di Fantasy