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Microsoft ha annunciato un ampliamento delle funzionalità di Copilot sui computer Copilot+ PC, introducendo la possibilità di utilizzare informazioni presenti direttamente sul dispositivo, eseguire operazioni attraverso il sistema operativo e sfruttare modelli di intelligenza artificiale installati localmente. Le novità, presentate il 7 ottobre 2026, rappresentano un’evoluzione dell’architettura di Copilot introdotta il 25 settembre precedente e organizzata attorno a tre ambienti operativi denominati Home, Code e Autopilot. Il nuovo approccio, definito hybrid intelligence, combina elaborazione locale e capacità dei modelli cloud, selezionando le risorse computazionali in funzione del compito da svolgere. L’aggiornamento permette a Copilot di utilizzare, previa autorizzazione dell’utente, il contenuto dei file presenti sul computer e le informazioni relative alle attività recenti, senza limitarsi alle conversazioni o ai documenti precedentemente caricati nell’interfaccia. Microsoft intende rendere così possibile l’esecuzione di incarichi che richiedono la conoscenza del contesto effettivo di lavoro, come recuperare materiali utilizzati durante un progetto, organizzare documenti, diagnosticare problemi del dispositivo e intervenire direttamente su alcune funzioni di Windows.

Le nuove funzionalità locali vengono organizzate in tre categorie. Local context permette a Copilot di comprendere il contenuto rilevante dei file e delle attività svolte recentemente dall’utente, ricostruendo le informazioni necessarie a completare un incarico. Local actions consente invece di eseguire operazioni sul sistema operativo, comprese organizzazione dei file, analisi diagnostica del dispositivo, risoluzione di problemi, attività di programmazione e gestione di workflow locali. Local models introduce infine la possibilità di affidare determinate elaborazioni a modelli eseguiti direttamente sul computer, utilizzando GPU, NPU e CPU senza richiedere necessariamente una chiamata a un servizio remoto. L’integrazione delle tre componenti modifica il rapporto tra assistente e sistema operativo: Copilot non si limita a produrre istruzioni che l’utente deve successivamente eseguire, ma può intervenire sulle risorse autorizzate e restituire un risultato operativo. L’accesso al contesto personale rimane subordinato alle autorizzazioni concesse, mentre l’esecuzione delle attività è destinata a essere controllata attraverso i meccanismi di sicurezza disponibili nell’infrastruttura Windows.

Le tre modalità di Copilot incorporano queste capacità secondo obiettivi differenti. Home utilizza le informazioni locali per individuare file e attività recenti, collegandoli alla produzione di contenuti e materiali pronti per la collaborazione. Code estende la generazione software fino alla creazione di applicazioni Windows native a partire da una singola istruzione testuale, sfruttando modelli locali per contenere il consumo di token e Microsoft Execution Containers per eseguire il codice in ambienti controllati. Autopilot assume invece il ruolo di agente personale persistente e proattivo, capace di combinare conoscenza del contesto, strumenti di sistema e modelli locali durante workflow articolati. Questa organizzazione è stata progettata per rendere disponibile un’assistenza che non si esaurisce nella singola domanda, ma può accompagnare lo svolgimento di operazioni successive mantenendo il contesto operativo. La distribuzione delle nuove funzionalità di hybrid intelligence sui Copilot+ PC inizierà nei prossimi mesi e sarà progressiva, con disponibilità differenziata in base al dispositivo, al mercato geografico e alla piattaforma hardware utilizzata.

Una parte rilevante dell’aggiornamento riguarda la possibilità di eseguire localmente modelli di dimensioni considerevoli attraverso nuove tecniche di quantizzazione. Microsoft ha annunciato l’arrivo sui dispositivi di MAI Code 1.1 Flash, modello di programmazione presentato durante Build e caratterizzato da 137 miliardi di parametri complessivi, dei quali 6,8 miliardi attivi. L’utilizzo di una rappresentazione a 3 bit permette, secondo l’azienda, di ridurne l’occupazione di memoria di quasi l’80% preservando la qualità nelle attività di programmazione e supportando una finestra di contesto locale di 256.000 token. Sono inoltre previsti un modello NVIDIA Nemotron con oltre 70 miliardi di parametri, quantizzato a 2 bit per occupare poco più di 20 GB di memoria, e DeepSeek V4 Flash, caratterizzato da 284 miliardi di parametri. Questi sistemi verranno resi utilizzabili sull’hardware RTX Spark, progettato per eseguire modelli di grandi dimensioni attraverso memoria unificata e accelerazione GPU. L’esecuzione locale non implica necessariamente l’eliminazione del cloud: Microsoft prevede infatti che i modelli residenti sul computer vengano utilizzati insieme ai sistemi remoti, sulla base delle caratteristiche dell’elaborazione richiesta.

Il coordinamento delle risorse viene affidato anche a HydraFusion, la tecnologia sviluppata nell’ambiente GitHub per selezionare dinamicamente il modello più appropriato in funzione del compito. L’estensione a Windows permetterà al sistema di instradamento di prendere in considerazione non soltanto modelli ospitati nel cloud, ma anche quelli disponibili localmente sul dispositivo. L’integrazione è prevista in anteprima sperimentale nella seconda parte di ottobre 2026 per l’applicazione GitHub Copilot, GitHub Copilot CLI e Visual Studio Code. Parallelamente, Microsoft ha annunciato il supporto a llama.cpp attraverso Windows ML, l’ambiente di esecuzione che permette di distribuire modelli su GPU, NPU e CPU. L’inclusione di questo runtime amplia le possibilità di utilizzare modelli aperti e configurazioni locali, evitando di limitare l’elaborazione a un insieme ristretto di sistemi proprietari. La scelta tra esecuzione locale e remota viene collegata anche a considerazioni economiche: Microsoft evidenzia che la domanda di elaborazione AI cresce più rapidamente dei budget cloud disponibili per molte organizzazioni e che l’intelligenza ibrida può contribuire a contenere tali costi. Secondo i dati comunicati dall’azienda, i Copilot+ PC eseguono già complessivamente oltre duemila miliardi di inferenze locali al mese e più del 40% dei portatili progettati per il mercato aziendale appartiene alla categoria Copilot+.

La nuova impostazione si accompagna alla disponibilità generale di Microsoft Execution Containers, o MXC, su Windows 11. L’infrastruttura permette di definire quali risorse possano essere utilizzate dagli agenti AI e di applicare le restrizioni direttamente durante l’esecuzione, mantenendo le policy di sicurezza separate dal codice dell’agente. Gli sviluppatori descrivono le risorse richieste attraverso uno schema JSON comune e SDK multiliguaggio, mentre MXC traduce le autorizzazioni in differenti forme di isolamento, comprese sessioni separate, processi isolati, ambienti virtualizzati e infrastrutture Windows 365 for Agents. Il session container, disponibile specificamente su Windows, assegna all’agente una sessione del sistema operativo con identità locale, desktop, appunti e confini di input separati. Sono previste modalità Enforcement, Learning e Permissive; sui sistemi Windows i contenitori di processo possono inoltre produrre rapporti sulle risorse alle quali l’agente ha tentato di accedere, facilitando la definizione di policy basate sul minimo privilegio. Tra i sistemi che già supportano MXC figurano OpenAI Codex, GitHub Copilot, OpenClaw, Replit, LM Studio, NVIDIA OpenShell e Unsloth AI, mentre sono previste integrazioni con Claude Code, Box, Egnyte, Heidi Health, Hermes Agent, Manus, Perplexity, Raycast e Simular. Microsoft ha inoltre annunciato future integrazioni con Entra, Agent 365 e Intune per distinguere le attività degli agenti da quelle degli utenti e gestirne centralmente le autorizzazioni.

L’aggiornamento comprende infine una revisione di Windows Search, attraverso la quale sarà possibile eseguire migliaia di azioni direttamente dalla barra delle applicazioni. Le prime funzioni comprendono l’attivazione della modalità scura, la gestione di Non disturbare e della modalità aereo, la regolazione della luminosità, il controllo dell’audio, la disposizione delle finestre e l’invio di messaggi. È prevista anche un’integrazione facoltativa di Copilot nella ricerca di Windows, con risposte immediate e possibilità di aprire l’applicazione completa per proseguire l’attività. Le prime funzioni sono entrate in distribuzione sperimentale nel canale Windows Insider il 7 ottobre 2026, mentre l’integrazione più ampia arriverà inizialmente in mercati selezionati entro la fine dell’anno. Le novità software sono state presentate insieme ai nuovi computer Windows equipaggiati con RTX Spark, compreso Surface Laptop Ultra, disponibile dal 16 ottobre con configurazioni fino a 128 GB di memoria unificata e capacità dichiarata di eseguire localmente modelli superiori a 120 miliardi di parametri. Microsoft ha inoltre anticipato workstation basate su NVIDIA DGX Station, tra cui Dell Pro Precision con GB300 e HP ZGX Fury AI Station, destinate a portare sui sistemi Windows l’esecuzione locale di modelli di frontiera con oltre mille miliardi di parametri.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy