Anthropic ha introdotto una serie di ottimizzazioni nell’infrastruttura di Claude Code che hanno ridotto sensibilmente i tempi di attesa durante l’utilizzo dell’assistente di programmazione, raggiungendo un miglioramento fino a tre volte rispetto alle prestazioni registrate nell’agosto 2026. Le nuove misurazioni indicano una velocità triplicata nelle sessioni locali, un miglioramento di 2,8 volte nelle sessioni cloud e un incremento di 1,5 volte negli ambienti API, chat e Cowork. Una delle modifiche tecniche principali consiste nell’impiego di gzip per comprimere il contenuto delle conversazioni prima della trasmissione al modello. Poiché Claude Code deve comunicare ripetutamente con il sistema remoto durante l’esecuzione di un’attività, la riduzione della quantità di dati trasferiti permette di contenere la latenza associata all’invio del contesto conversazionale. Nelle sessioni cloud è stata inoltre modificata la procedura di avvio, che ora comincia mentre l’utente sta ancora digitando, anticipando parte delle operazioni necessarie per rendere disponibile l’ambiente di esecuzione.
I miglioramenti riportati per Claude Code sono misurati al novantesimo percentile, indicato come p90, considerando il tempo di attesa precedente alla generazione del primo token ed escludendo il tempo impiegato dal modello per elaborare la richiesta. Questa distinzione è rilevante perché i valori descrivono prevalentemente la riduzione dei ritardi legati alla trasmissione delle conversazioni, all’inizializzazione delle sessioni e all’infrastruttura di comunicazione, non un’accelerazione equivalente del calcolo interno del modello. La misurazione relativa alla Claude API adotta invece un criterio differente, basato sulla mediana, o p50, del tempo necessario alla produzione del primo token, includendo anche l’elaborazione del modello. Le percentuali e i fattori di accelerazione non sono pertanto direttamente confrontabili senza considerare la diversa metodologia di rilevazione.
La soluzione utilizzata per comprimere le conversazioni è particolarmente consolidata: gzip è un programma pubblicato nell’ottobre 1992 da Jean-Loup Gailly e Mark Adler come alternativa libera all’utility Unix compress, che utilizzava l’algoritmo LZW, allora interessato da vincoli brevettuali. A 34 anni dalla sua introduzione, gzip continua a essere impiegato per diminuire le dimensioni dei dati destinati all’archiviazione e alla trasmissione. Il suo utilizzo nell’infrastruttura di Claude Code mostra come una parte dei miglioramenti operativi possa essere ottenuta intervenendo sul trasferimento del contesto e sull’organizzazione delle richieste, mantenendo separata questa componente dalle prestazioni computazionali dei modelli.
L’intervento segue un precedente programma di ottimizzazione condotto da Anthropic sulle interfacce web e desktop di Claude, che aveva prodotto un’accelerazione fino a tre volte. In quell’occasione, una sessione intensiva di sviluppo durata due settimane aveva portato all’integrazione di oltre 3.000 modifiche software, riducendo al settantacinquesimo percentile il tempo necessario per caricare Claude.ai fino alla disponibilità di una pagina utilizzabile da 3,1 a 0,55 secondi. Le modifiche infrastrutturali accompagnano gli aggiornamenti della famiglia di modelli Claude: Opus 5.5 è orientato alla programmazione agentica e alle attività professionali ad alta complessità, con prestazioni dichiarate paragonabili a Claude Fable 5.1 nella maggior parte delle attività e costi operativi inferiori del 40% rispetto a Opus 5; Sonnet 5.5 presenta invece una velocità superiore di oltre il 30% e costi ridotti fino al 30% nella maggior parte dei carichi di lavoro, mentre Haiku 5.5 è destinato ad applicazioni ad alto volume sensibili ai costi di esecuzione.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
