L’AI Impact Summit di Nuova Delhi rappresenta un momento di svolta nel posizionamento dell’India all’interno dell’ecosistema globale dell’intelligenza artificiale. Per la prima volta un evento di questa portata, che riunisce i CEO delle principali aziende di IA del mondo insieme a leader politici di primo piano, si svolge in un paese in via di sviluppo con l’obiettivo dichiarato di coniugare governance, investimenti infrastrutturali e applicazioni concrete su scala di mercato. L’iniziativa si inserisce in una sequenza di summit internazionali iniziata nel 2023 a Bletchley Park nel Regno Unito, proseguita a Seul nel 2024 e a Parigi nel 2025, appuntamenti incentrati soprattutto sulla sicurezza e sulla regolamentazione dei modelli di frontiera. L’evento indiano, invece, si distingue per un’impostazione fortemente orientata al business e alla scalabilità applicativa.
La conferenza e la mostra si tengono presso il Bharat Mandapam, un centro congressi di oltre 70.000 metri quadrati, con la partecipazione di più di 300 aziende e una previsione di oltre 250.000 visitatori, un numero superiore a quello tradizionalmente registrato dal CES di Las Vegas. L’impatto logistico e simbolico dell’evento è amplificato dalla presenza di figure istituzionali di massimo livello. Il Primo Ministro indiano Narendra Modi partecipa personalmente, mentre il Presidente francese Emmanuel Macron è atteso sul palco come parte di una strategia di dialogo internazionale sulla governance dell’IA. La presenza simultanea dei vertici delle principali aziende tecnologiche globali sottolinea ulteriormente la centralità dell’India nello scenario attuale.
Tra i leader aziendali figurano Sundar Pichai, CEO di Google, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, Sam Altman, CEO di OpenAI, e Dario Amodei, CEO di Anthropic. A questi si aggiunge Mukesh Ambani, presidente di Reliance Group e figura chiave dell’industria indiana. La concentrazione di leadership industriale e politica evidenzia una convergenza di interessi che va oltre la semplice vetrina tecnologica: l’India intende posizionarsi come hub strategico per l’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale, facendo leva sulla dimensione del proprio mercato interno.
Dal punto di vista strutturale, l’India non dispone ancora di un modello fondazionale di frontiera competitivo con quelli sviluppati negli Stati Uniti o in Europa. Tuttavia, il paese vanta il più grande bacino di consumatori digitali al mondo. Le proiezioni indicano che entro la fine del 2025 gli utenti giornalieri di ChatGPT in India supereranno i 72 milioni, superando gli Stati Uniti e consolidando il primato indiano come mercato di consumo dell’IA generativa. Questo dato modifica l’asse della competizione globale: se la corsa ai modelli di frontiera resta concentrata in pochi poli tecnologici, la competizione sull’adozione e sull’implementazione applicativa si gioca sempre più nei mercati emergenti ad alta densità demografica.
Un recente rapporto suggerisce che il governo indiano dovrebbe concentrarsi sull’“innovazione basata sulle applicazioni” piuttosto che tentare di competere direttamente nello sviluppo di modelli di frontiera. Questa strategia implica un’attenzione prioritaria alle soluzioni verticali, all’integrazione nei settori industriali esistenti e alla costruzione di ecosistemi di startup e servizi che sfruttino modelli pre-addestrati sviluppati altrove. In questo quadro, l’India si propone come laboratorio su larga scala per l’adozione industriale dell’IA, in ambiti che spaziano dai servizi finanziari alla sanità, dall’aviazione al settore pubblico.
Le multinazionali tecnologiche hanno risposto con impegni di investimento significativi. Google, Microsoft e Amazon hanno annunciato piani per investire complessivamente 68 miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale e cloud in India entro il 2030. Tali investimenti sono cruciali per sostenere la crescita della domanda locale, che richiede data center, reti ad alta capacità, capacità di calcolo per l’addestramento e l’inferenza dei modelli, oltre a servizi di cloud ibrido e edge computing. Senza un’infrastruttura adeguata, l’espansione dell’adozione dell’IA su scala nazionale risulterebbe limitata da vincoli di latenza, costi e sovranità dei dati.
Parallelamente agli eventi ufficiali del summit, le aziende stanno organizzando incontri bilaterali, summit per sviluppatori e sessioni di lavoro in diverse città indiane. Dario Amodei, intervenendo al Builder Summit di Bengaluru, ha dichiarato che le vendite di Anthropic in India sono raddoppiate negli ultimi quattro mesi. Ha inoltre evidenziato casi concreti di adozione enterprise, come l’utilizzo di Cloud Code da parte di Air India per accelerare lo sviluppo di software personalizzato e l’impiego della stessa tecnologia da parte di Cognizant per la modernizzazione di sistemi legacy. Questi esempi dimostrano come il mercato indiano non sia soltanto un bacino di utenti finali, ma anche un ambiente di sperimentazione e implementazione enterprise su larga scala.
Tuttavia, la dimensione straordinaria dell’evento ha messo in luce anche criticità organizzative. Fin dal giorno inaugurale sono emerse segnalazioni di caos logistico e gestione inesperta. Secondo Reuters, una sede è stata improvvisamente sgomberata per controlli di sicurezza in vista di una visita VIP, costringendo i partecipanti a recuperare in fretta i propri effetti personali. Alcuni relatori avrebbero ricevuto conferme sulle proprie sessioni solo poco prima dell’inizio, mentre diverse aree espositive sono state temporaneamente chiuse per eccesso di affluenza. Le lamentele online hanno evidenziato interruzioni nelle attività degli stand e nelle riunioni di lavoro, sottolineando le difficoltà di coordinamento di un evento di tale portata.
L’impatto sull’infrastruttura urbana è stato tale che, in previsione della congestione del traffico nei pressi del centro congressi, la Corte Suprema dell’India ha emesso un avviso che consente agli avvocati di partecipare alle udienze tramite videoconferenza. Anche il settore alberghiero ha risentito della pressione della domanda: i prezzi delle suite di lusso hanno registrato aumenti vertiginosi, con casi emblematici come quello del Taj Palace, dove una suite normalmente quotata 2.200 dollari a notte ha raggiunto i 33.000 dollari durante il summit.
Nonostante le criticità, l’AI Impact Summit di Nuova Delhi segna un passaggio simbolico e operativo rilevante nella geopolitica dell’intelligenza artificiale. L’India utilizza l’evento per amplificare la propria voce nella governance globale dell’IA, proponendosi non tanto come sviluppatore primario di modelli di frontiera, quanto come epicentro dell’adozione, dell’implementazione e della scalabilità di soluzioni basate sull’IA. In un contesto in cui la competizione tecnologica è sempre più intrecciata con dinamiche economiche e demografiche, la capacità di mobilitare un mercato di centinaia di milioni di utenti e di attrarre investimenti infrastrutturali su larga scala rappresenta un fattore strategico di primo piano.
Il summit evidenzia quindi una duplice traiettoria: da un lato la necessità di consolidare standard di sicurezza e regolamentazione a livello globale, dall’altro la crescente importanza dei mercati emergenti come motori di crescita e adozione tecnologica. Se le edizioni precedenti dei summit internazionali sull’IA erano focalizzate principalmente sui rischi e sulle salvaguardie, l’evento di Nuova Delhi pone al centro la dimensione economica e applicativa, mostrando come la prossima fase dell’intelligenza artificiale globale potrebbe essere guidata non solo dall’innovazione di laboratorio, ma dalla capacità di implementazione su scala di mercato.
