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Claude Code è stato progettato da Anthropic come un assistente di codifica agente-centrico altamente interattivo che consente agli sviluppatori di delegare operazioni complesse direttamente dal terminale o dall’ambiente di sviluppo integrato, compresa la lettura e la scrittura di file, l’esecuzione di comandi e la comprensione profonda della struttura di un progetto software. L’innovazione tecnica chiave che distingue Claude Code da molti altri strumenti simili è l’adozione del prompt caching come principio architetturale fondamentale piuttosto che come semplice livello di ottimizzazione prestazionale. In altre parole, l’intero meccanismo operativo di Claude Code è costruito attorno alla capacità di memorizzare e riutilizzare parti significative del prompt dell’AI per ridurre drasticamente l’elaborazione ripetitiva e migliorare costi e latenza.

Il prompt caching va oltre la semplice memorizzazione di risposte o parti statiche di un dialogo: si tratta di catturare e salvare lo stato interno della rappresentazione elaborata dal modello fino a un determinato punto nel prompt. In pratica, quando un’applicazione come Claude Code invia una richiesta al modello Claude, spesso contiene blocchi consistenti di testo che non cambiano tra richieste successive, come istruzioni di sistema, definizioni di strumenti, o ampi riassunti di un progetto. L’idea è di contrassegnare tali sezioni con checkpoint di cache in modo che il modello possa saltare la rielaborazione di quella parte in richieste successive se la porzione del prompt è identica. Questo approccio non memorizza il testo grezzo, bensì rappresentazioni crittografiche e stati di cache del modello stesso, riducendo sia il tempo di risposta sia il costo di elaborazione quando si verificano corrispondenze di prefisso.

Per comprendere l’importanza di questa strategia, è utile considerare il tipo di carico di lavoro per cui Claude Code è impiegato. Gli assistenti di codifica AI, specialmente quelli agentici in grado di navigare e manipolare progetti software reali, operano spesso su contesti molto ampi che contengono migliaia o decine di migliaia di token di testo, corrispondenti a file sorgente, documentazione o istruzioni di progetto. Senza un meccanismo di caching, ogni nuova richiesta del modello richiederebbe di ricalcolare interamente l’attenzione e il contesto su quella grande massa di informazioni, generando un carico computazionale ed economico significativo, oltre ad aumentare la latenza delle risposte. Con il prompt caching attivo, Claude Code può ricaricare uno stato di contesto precedentemente calcolato ogni volta che una sezione di prompt condivisa persiste, evitando la ripetizione inutile di calcoli costosi.

Questa caratteristica assume un ruolo particolarmente critico nelle sessioni prolungate e iterative, tipiche dei flussi di lavoro di sviluppo software. In tali scenari, gli sviluppatori possono esplorare, generare, correggere e rifinire il codice attraverso molteplici interazioni con l’assistente. Senza prompt caching, ogni nuova iterazione richiederebbe la rielaborazione completa del contesto accumulato. Con caching, invece, il modello può mantenere la memoria del progetto o delle istruzioni nelle porzioni di prompt che non cambiano, migliorando notevolmente l’efficienza. Gli sviluppatori e gli architetti di sistemi che lavorano con Claude Code osservano che un alto tasso di cache hit, cioè la percentuale di richieste in cui una grande porzione del prompt viene recuperata dalla cache, si traduce in un abbattimento sensibile dei costi e in tassi di risposta più rapidi, consentendo di offrire anche limiti di velocità di utilizzo del servizio più generosi agli utenti finali.

Dal punto di vista architetturale, questo approccio comporta due considerazioni tecniche rilevanti. La prima riguarda la gestione delle variazioni nei prefissi del prompt: il caching è basato su un principio di “prefix match”, ovvero che qualsiasi modifica nel prefisso del testo invalida la cache per le parti successive del prompt. Questo vincolo impone una disciplina progettuale nell’organizzazione del prompt, con blocchi coerenti e ordinati in modo tale da massimizzare l’efficacia della cache preservando al contempo la correttezza logica dell’interazione con il modello. La seconda riguarda la durata e il controllo della cache, che nei sistemi moderni come Claude può essere configurata per durate differenti a seconda delle esigenze applicative, con opzioni che consentono cache più durature per uso intensivo in casi di sviluppo prolungato o sessioni di conversazione complesse.

Di Fantasy