Google ha annunciato l’estensione delle funzionalità di protezione antifrode di Android, introducendo nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale per identificare tentativi di truffa attraverso messaggi, chiamate telefoniche e interazioni con applicazioni potenzialmente compromesse. L’aggiornamento comprende una modalità Enhanced Protection per Google Messages, nuovi controlli sulle notifiche delle applicazioni di messaggistica, protezioni durante la condivisione dello schermo, limitazioni all’inoltro delle chiamate e sistemi di autenticazione delle comunicazioni provenienti dagli istituti finanziari. Secondo i dati comunicati dall’azienda, gli strumenti Scam Detection già disponibili su Android individuano complessivamente oltre cinque milioni di chiamate e messaggi sospettati di essere fraudolenti ogni mese. Le nuove funzionalità sono progettate per riconoscere anche schemi di ingegneria sociale sviluppati attraverso conversazioni articolate, nei quali l’intenzione fraudolenta può emergere progressivamente durante lo scambio di messaggi.
Enhanced Protection sarà distribuita nelle prossime settimane come impostazione attivabile volontariamente all’interno di Google Messages. Una volta abilitata, la funzionalità permetterà a Scam Detection di utilizzare i modelli Gemini eseguiti nell’ambiente cloud Private AI Compute, integrando l’analisi effettuata direttamente sul dispositivo. Il sistema è progettato per esaminare il contesto dei messaggi ricevuti da interlocutori sconosciuti e identificare segnali associati a richieste fraudolente, attraverso un’elaborazione più approfondita delle relazioni tra i diversi elementi della conversazione. Google indica che i contenuti elaborati da Private AI Compute vengono cifrati e gestiti all’interno di un ambiente dedicato e protetto, progettato per impedire l’accesso ai dati anche da parte della stessa azienda. L’analisi cloud viene quindi utilizzata come componente aggiuntiva rispetto ai meccanismi locali di rilevamento, con particolare attenzione alle modalità di truffa più sofisticate.
La protezione viene estesa anche alle notifiche delle applicazioni di messaggistica, attraverso una funzione che analizza direttamente sul dispositivo gli elementi potenzialmente fraudolenti prima che l’utente apra la conversazione. Già introdotta sui dispositivi Pixel, questa capacità sarà distribuita nel corso del 2026 attraverso collaborazioni con produttori quali HONOR, Infinix, iQOO, itel, JOVI, Motorola, OPPO, OnePlus, realme, TECNO, vivo e Xiaomi, con disponibilità differenziata in funzione del modello e del produttore. Google prevede che l’estensione raggiunga centinaia di milioni di utenti aggiuntivi. Android introduce inoltre un aggiornamento delle protezioni relative alla condivisione dello schermo, estendendo a Chrome e Android WebView l’occultamento automatico delle informazioni sensibili, come campi di autenticazione e schermate di pagamento, durante le sessioni attive di screen sharing. La distribuzione di questa funzionalità è prevista nell’ottobre 2026 sui dispositivi con Android 15 o versioni successive.
Un ulteriore intervento riguarda la manipolazione delle funzioni di inoltro delle chiamate, utilizzate in alcune campagne fraudolente per intercettare comunicazioni e codici di autenticazione temporanei. Android impedirà alle applicazioni di attivare silenziosamente il trasferimento delle chiamate in background e visualizzerà un avviso quando l’utente inserisce manualmente nel tastierino telefonico un codice MMI capace di modificare le impostazioni di inoltro. La distribuzione delle nuove protezioni è programmata a partire dai primi giorni di dicembre 2026 sui dispositivi Pixel e su una selezione di altri modelli Android. Google ha affiancato l’annuncio con i risultati di una valutazione commissionata a Leviathan Security Group, relativa alle funzionalità gratuite di protezione attive per impostazione predefinita su Pixel 11 Pro, iPhone 18 Pro, Galaxy S26 e Motorola Razr 2026. La valutazione ha rilevato prestazioni favorevoli per i dispositivi Android nelle funzioni integrate di identificazione delle truffe, pur con differenze di disponibilità geografica tra le varie tecnologie.
Google ha inoltre presentato i risultati di un’indagine realizzata con YouGov tra giugno e luglio 2026, su un campione di 4.500 utenti adulti di smartphone distribuiti tra Stati Uniti, Australia e Canada. Il 40% degli intervistati ha dichiarato un livello di preoccupazione elevato o molto elevato riguardo alle frodi mobili; l’indagine ha inoltre rilevato differenze tra gli utenti Pixel e iPhone nelle esperienze dichiarate di truffa e nella percezione dell’efficacia delle protezioni. Il campione comprendeva 2.400 intervistati statunitensi, 1.200 australiani e 900 canadesi, selezionati tra persone che avevano già incontrato tentativi di frode mobile e utilizzavano Google Messages o Apple Messages per almeno un quarto delle proprie comunicazioni. Le domande comparative relative alle esperienze di truffa hanno interessato un sottogruppo qualificato di 2.658 partecipanti.
Nel settore finanziario, Android ha introdotto un programma di verifica in tempo reale delle chiamate bancarie, sviluppato in collaborazione con Banco do Brasil, Itaú Unibanco e altri istituti di credito. La funzionalità utilizza le applicazioni bancarie ufficiali per verificare se una chiamata in arrivo sia stata effettivamente avviata dall’istituto dichiarato dall’interlocutore; quando il controllo rileva una mancata corrispondenza, Android interrompe la comunicazione e avvisa immediatamente l’utente. Secondo Google, dall’introduzione del sistema nel giugno 2026 sono state bloccate oltre tre milioni di chiamate falsificate riconducibili all’imitazione delle linee di Banco do Brasil e Itaú Unibanco, comprese numerazioni che normalmente ricevono soltanto chiamate e non vengono utilizzate per contattare i clienti. La Federazione bancaria brasiliana FEBRABAN ha segnalato un aumento del 195,7% delle truffe basate sull’impersonificazione degli istituti di credito nell’arco di dodici mesi. La protezione coinvolge già ulteriori operatori, tra cui Revolut, e Google ha reso disponibile la documentazione tecnica necessaria all’integrazione da parte di altre banche e applicazioni finanziarie.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
