Google ha introdotto nuove funzionalità nell’applicazione Gemini che permettono di creare, visualizzare e modificare documenti direttamente all’interno delle conversazioni con l’intelligenza artificiale, senza dover trasferire necessariamente i contenuti in un editor esterno. L’aggiornamento estende il sistema di generazione dei file presentato nell’aprile 2026, integrando un ambiente di lavoro nel quale gli utenti possono intervenire manualmente sui documenti oppure richiedere a Gemini modifiche specifiche attraverso istruzioni in linguaggio naturale. Le nuove funzioni comprendono l’anteprima dei file nella chat, l’apertura dei documenti a schermo intero, la modifica diretta del testo e la possibilità di selezionare porzioni di contenuto sulle quali formulare domande o richiedere interventi. Il sistema supporta documenti, file PDF, presentazioni, fogli di calcolo, codice e altri formati, con una disponibilità che varia in funzione della piattaforma utilizzata. Google ha comunicato che l’aggiornamento è destinato a tutti gli utenti e a tutte le lingue nelle quali l’applicazione Gemini è disponibile, senza indicare limitazioni legate a specifici livelli di abbonamento.
L’interfaccia introduce tre modalità principali di intervento sui contenuti. La prima permette di espandere un file a schermo intero e modificarlo direttamente, digitando le correzioni senza abbandonare la conversazione. La seconda consente di evidenziare un passaggio del documento e utilizzare quella selezione come riferimento per una domanda o un’istruzione, concentrando l’elaborazione su una parte determinata del contenuto. La terza permette di chiedere direttamente a Gemini di rielaborare il file, apportando modifiche al testo oppure, quando supportato dal documento, ai relativi elementi visivi. Google ha illustrato il funzionamento attraverso un esempio dedicato alla preparazione di materiale didattico: uno studente può caricare appunti manoscritti di una lezione e chiedere a Gemini di trasformarli in una guida allo studio in formato PDF. Una volta generato il documento, può aprirlo, correggere manualmente le informazioni, evidenziare alcuni passaggi e chiedere all’intelligenza artificiale di modificarne il contenuto o la rappresentazione grafica. Tutte queste operazioni possono essere effettuate nella stessa sessione, mantenendo il collegamento tra le istruzioni iniziali, il documento prodotto e le revisioni successive.
La disponibilità delle nuove funzioni presenta alcune differenze tra la versione web e le applicazioni mobili. La visualizzazione e la modifica dei PDF sono supportate sia sul web sia sui dispositivi mobili, consentendo di intervenire sui documenti PDF anche da smartphone e tablet. Le funzionalità di editing integrate per gli altri formati, tra cui Google Docs, Google Sheets, presentazioni, file Markdown, documenti di testo TXT e codice, sono invece disponibili soltanto nell’interfaccia web di Gemini. Questa distinzione riguarda specificamente il nuovo sistema di modifica interna alla conversazione e non deve essere confusa con la più ampia compatibilità dei formati utilizzati per la generazione e l’esportazione dei file. Google ha indicato che le funzionalità sono in distribuzione per tutti gli utenti nei mercati in cui Gemini è disponibile, senza comunicare un calendario differenziato per lingua o categoria di utenza. L’obiettivo operativo dell’aggiornamento è consentire all’utente di alternare istruzioni impartite al modello e interventi manuali sul documento, evitando di interrompere il processo di revisione per passare continuamente da un’applicazione all’altra.
Le nuove possibilità si aggiungono alle funzioni di creazione dei file introdotte il 29 aprile 2026, quando Gemini aveva acquisito la capacità di generare direttamente nella chat documenti Microsoft Word, fogli Microsoft Excel, PDF e file delle applicazioni Google Workspace. Il sistema consentiva già di trasformare una richiesta testuale o una conversazione in un documento completo, producendo materiali come proposte di budget esportabili in Excel, bozze strutturate a partire da appunti non organizzati e riepiloghi sintetici di collaborazioni prolungate in formato PDF o Word. I formati supportati comprendevano Google Docs, Sheets e Slides, oltre a PDF, DOCX, XLSX, CSV, LaTeX, testo semplice, RTF e Markdown. I file potevano essere scaricati sul dispositivo oppure, per i formati compatibili, esportati in Google Drive, mentre le modifiche successive richiedevano generalmente l’utilizzo di un’applicazione dedicata. Con l’aggiornamento di ottobre la fase di revisione viene integrata nella conversazione stessa, consentendo di mantenere un processo continuo dalla generazione iniziale alla versione modificata del documento. Rimane comunque distinta la disponibilità dei diversi formati nelle funzioni di creazione rispetto al supporto effettivo per l’editing diretto, che attualmente risulta più ampio nella versione web.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
