Dopo sette anni trascorsi al centro di una delle organizzazioni più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale, Jerry Twerk ha annunciato la sua uscita da OpenAI, segnando la fine di una fase che ha contribuito in modo determinante alla traiettoria recente dell’AI moderna. L’annuncio è arrivato il 6 gennaio, attraverso un messaggio pubblicato su X, in cui Twerk ha spiegato di voler “esplorare tipologie di ricerca difficili da svolgere presso OpenAI”, una frase che ha immediatamente acceso il dibattito nella comunità tecnologica e accademica.
Twerk non è una figura qualunque nel panorama dell’AI. Entrato in OpenAI nel 2019, ha progressivamente assunto un ruolo sempre più centrale fino a diventare vicepresidente della ricerca e, dal 2022, responsabile di uno dei team di ricerca più strategici dell’azienda. Nel corso di questo periodo ha guidato direttamente o supervisionato lo sviluppo di alcune delle linee di prodotto più importanti della storia recente dell’intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT, GPT-4 e il primo modello di inferenza avanzata dell’azienda, noto come o1. Il suo percorso professionale è sempre stato caratterizzato da una forte attenzione ai fondamenti teorici, dall’apprendimento per rinforzo applicato alla robotica fino allo sviluppo di modelli pionieristici nel campo della codifica e del ragionamento.
Nel messaggio di addio, Twerk ha voluto chiarire subito un punto: la sua decisione non è legata a conflitti interni o a problemi con l’azienda. Al contrario, ha elogiato apertamente OpenAI, definendola “un’azienda speciale e un luogo speciale nella storia dell’umanità”. Ha sottolineato come per lui sia stato un privilegio costruire e far crescere quello che considera “il team di machine learning più potente al mondo”. Le reazioni non si sono fatte attendere: numerosi ricercatori e dirigenti del settore hanno espresso pubblicamente stima e riconoscenza, tra cui figure di primo piano come Noam Brown e Logan Kilpatrick, a conferma del peso che Twerk ha avuto nella comunità AI globale.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, il tempismo della sua uscita ha alimentato diverse interpretazioni. In particolare, molti osservatori collegano la sua decisione alla conclusione di un importante progetto di ricerca che Twerk stava guidando da tempo: lo sviluppo di un modello avanzato di ragionamento matematico, noto per aver raggiunto prestazioni da medaglia d’oro alle Olimpiadi Internazionali di Matematica. Già lo scorso novembre, Twerk aveva accennato pubblicamente a questo modello, rispondendo alle critiche del professore Gary Marcus, che aveva sollevato dubbi sul fatto che, a distanza di mesi dall’annuncio, il modello non fosse ancora stato rilasciato.
In quell’occasione, Twerk aveva invitato alla pazienza, spiegando che completare e pubblicare un prototipo di ricerca di questo livello richiede tempo e un lavoro meticoloso. Aveva anche chiarito che non si trattava di un modello specializzato per un singolo compito, ma di un sistema generalista, proprio per questo più complesso da finalizzare. Questa precisazione aveva attirato molta attenzione, perché suggeriva l’esistenza di un nuovo paradigma di inferenza e verifica, potenzialmente destinato a superare i limiti delle architetture precedenti.
Le sue dichiarazioni si inserivano in un contesto già carico di aspettative. Qualche mese prima, infatti, Sam Altman aveva parlato dell’arrivo imminente di un servizio ad altissima intensità di calcolo, alimentando le speculazioni su un modello di inferenza avanzato dotato di un “verificatore universale”. Quando però il rilascio non si era concretizzato nei tempi ipotizzati, erano emerse critiche pubbliche, tra cui quelle di Marcus, che aveva definito premature e probabilmente errate le affermazioni sulla superiorità di un modello non ancora disponibile rispetto ai migliori modelli pubblici esistenti.
Alla luce di questi eventi, l’uscita di Twerk viene interpretata da molti come il segnale che il ciclo di sviluppo del cosiddetto modello “IMO gold” sia ormai completato o comunque vicino alla conclusione. In passato, diversi ricercatori di alto profilo hanno lasciato OpenAI proprio dopo aver portato a termine progetti chiave, passando a nuove sfide una volta chiuso un capitolo tecnologico rilevante. Resta però aperta la domanda se questo modello coincida con il sistema di nuova generazione che OpenAI dovrebbe presentare nei prossimi mesi, o se rappresenti una linea di ricerca distinta, magari destinata a essere integrata in modo selettivo nei prodotti futuri.
Un altro elemento che emerge con forza dalle parole di Twerk riguarda la tensione crescente tra ricerca di frontiera e pressioni commerciali. Quando afferma di voler esplorare ricerche “difficili da fare in OpenAI”, lascia intendere che l’attuale fase dell’azienda, sempre più orientata alla distribuzione e alla monetizzazione dei modelli, possa rendere più complesso dedicare risorse a paradigmi radicalmente nuovi, soprattutto se non hanno un ritorno immediato sul piano dei prodotti. È una dinamica che molti osservatori riconoscono come tipica delle organizzazioni che, dopo una fase di pura ricerca, entrano in una fase di maturità industriale.
L’uscita di Jerry Twerk non rappresenta quindi soltanto un cambio di ruolo individuale, ma un momento simbolico per OpenAI e per l’intero settore. Da un lato segna la fine di un periodo in cui l’azienda ha spinto con forza sull’evoluzione dei grandi modelli generalisti e sull’inferenza avanzata; dall’altro apre interrogativi su dove nasceranno le prossime grandi innovazioni di paradigma, e se queste troveranno spazio all’interno delle grandi organizzazioni commerciali o in contesti di ricerca più indipendenti. Qualunque sarà la prossima destinazione di Twerk, il suo contributo ha già lasciato un’impronta profonda nella storia recente dell’intelligenza artificiale.