OpenAI ha segnalato il 22 settembre 2026 un aumento del tasso di errore per gli utenti ChatGPT Plus e Pro, classificando l’incidente come un caso di prestazioni degradate e indicando come unico componente direttamente coinvolto Conversations, cioè il sistema che gestisce le conversazioni all’interno di ChatGPT. La segnalazione iniziale è stata pubblicata alle 9:58 UTC e riportata nella pagina di stato con l’orario locale delle 5:58, mentre l’incidente risultava ancora nello stato Investigating. OpenAI ha dichiarato di aver identificato che gli utenti stavano riscontrando un numero elevato di errori nei servizi interessati e di essere al lavoro sull’implementazione di una mitigazione, senza però indicare nell’avviso iniziale la causa tecnica del problema, il numero di utenti coinvolti o una stima dei tempi necessari per il completo ripristino. La pagina principale dello stato dei servizi mostrava contemporaneamente un avviso generale relativo a problemi in corso e riportava l’incidente sotto la sezione ChatGPT, specificando che l’impatto era circoscritto agli abbonamenti Plus e Pro.
Il componente Conversations interessato dall’incidente fa parte dei 15 elementi monitorati all’interno del gruppo ChatGPT nella pagina di stato di OpenAI. Per il periodo compreso tra giugno e settembre 2026, ChatGPT viene indicato con una disponibilità aggregata del 99,65%, mentre Conversations registra il 99,96%. Altri componenti come Login, Codex in ChatGPT Desktop, Compliance API, Search, caricamento dei file, GPTs, Deep Research, Agent, ChatGPT Atlas e Sites risultano al 99,98%, mentre ChatGPT Work viene indicato al 99,84%, Voice mode e Connectors/Apps al 99,96% e Image Generation al 99,79%. OpenAI precisa tuttavia che queste metriche vengono calcolate in maniera aggregata considerando insieme piani, modelli e differenti tipologie di errore, per cui la disponibilità effettivamente percepita dal singolo cliente può variare in funzione dell’abbonamento utilizzato, del modello selezionato e delle funzionalità attive nella sessione.
Nello stesso periodo la piattaforma API risultava monitorata separatamente e mostrava una disponibilità aggregata del 99,93% su 12 componenti. Images era indicato al 99,95%, Login al 99,995% e Sora al 99,97%, mentre Chat Completions, Responses, Fine-tuning, Embeddings, Batch, Audio, Moderations, Realtime e Files risultavano tutti al 100%. Il gruppo Codex, composto da Codex Web, Codex API, CLI ed estensione per Visual Studio Code, riportava invece una disponibilità del 100%, così come il singolo componente FedRAMP. Questo quadro confermava che l’incidente del 22 settembre non era stato presentato come un problema generalizzato dell’infrastruttura OpenAI né come un malfunzionamento dell’API, ma come un degrado specifico delle conversazioni ChatGPT sui piani Plus e Pro.
L’episodio seguiva di meno di due settimane un incidente molto simile. Il 9 settembre OpenAI aveva registrato un aumento del tasso di errore nelle conversazioni degli utenti Pro e Plus, anche in quel caso con Conversations come unico componente interessato. La segnalazione era stata aperta alle 10:51, era passata allo stato Monitoring alle 11:44 dopo l’applicazione di una mitigazione ed era stata chiusa alle 12:21 con l’indicazione che tutti i servizi coinvolti erano tornati completamente operativi. Il 17 settembre si era verificato invece un problema distinto sui modelli API, che aveva coinvolto tutti i 12 componenti del relativo gruppo, tra cui Chat Completions, Responses, Realtime e Sora: OpenAI aveva identificato l’anomalia alle 16:20, applicato una mitigazione entro le 17:20 e dichiarato il ripristino completo alle 17:50.
La cronologia di settembre comprende inoltre un’interruzione più ampia verificatasi il 3 settembre, quando errori elevati avevano interessato 15 componenti di ChatGPT e quattro componenti di Codex; il problema era stato risolto alle 12:55 e OpenAI aveva successivamente pubblicato un resoconto tecnico, segnalando anche che alcuni utenti della funzione di remote control di Codex avrebbero potuto dover associare nuovamente il proprio dispositivo mobile. Nel corso dello stesso mese erano stati registrati errori elevati per gli utenti ChatGPT in Europa l’11 e il 13 settembre, problemi relativi a GPT-5.6 e GPT-5.6 Instant sui piani a pagamento il 15 settembre, diversi incidenti di ChatGPT Work il 2, 10, 14 e 16 settembre, problemi di accesso SSO e provisioning SCIM il 18 settembre, un caso di sovrafatturazione dei container ospitati da OpenAI nell’Agent API il 19 settembre e un’interruzione regionale nell’area APAC il 4 settembre che aveva coinvolto ChatGPT, Work, generazione delle immagini, caricamento dei file, Voice e Codex Cloud.
Dodici minuti dopo la pubblicazione iniziale dell’incidente del 22 settembre, la voce Investigating risultava ancora l’unico aggiornamento disponibile: OpenAI non aveva ancora comunicato l’applicazione di una mitigazione né il completo recupero dei servizi. In quella fase, quindi, l’unica informazione tecnica confermata era la presenza di un aumento degli errori nelle conversazioni degli utenti Plus e Pro, con Conversations come unico componente ufficialmente indicato tra quelli colpiti e con il team di OpenAI impegnato nell’identificazione e nell’applicazione della correzione necessaria.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
