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Bubble Share ha presentato VIVI, una soluzione per analizzare la visibilità dei brand nei principali ambienti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, con un approccio che non si limita a verificare quanto spesso un marchio compaia nelle risposte, ma misura anche se venga descritto correttamente e soprattutto se le fonti ufficiali dell’azienda vengano effettivamente utilizzate come riferimento. Il sistema monitora ambienti come ChatGPT, Gemini, Perplexity, Google AI Mode, Google AI Overviews e Naver AI Briefing e permette di selezionare per ogni progetto i canali da analizzare separatamente, in modo da evidenziare le differenze tra le modalità di risposta e i pattern di citazione delle diverse piattaforme. La visibilità viene suddivisa in quattro livelli distinti: “AI Existence”, che verifica se una determinata domanda genera effettivamente una risposta AI; “Mention Opportunity”, che misura la possibilità che nella risposta compaiano il brand analizzato o i suoi concorrenti; “Mention”, che rileva la presenza concreta del nome dell’azienda o del prodotto; e “Citation”, che identifica il livello più significativo, cioè l’utilizzo come fonte di URL appartenenti al sito ufficiale o ai canali proprietari del brand. L’impostazione nasce dal fatto che la semplice media delle menzioni non descrive più in modo sufficiente la posizione di un’azienda all’interno dei sistemi AI, perché le risposte possono cambiare notevolmente in funzione della domanda, del mercato, della lingua e della piattaforma utilizzata.

L’analisi viene quindi costruita partendo non soltanto da keyword generiche, ma anche dall’intento della domanda e dalla posizione dell’utente nel percorso di acquisto. Nella fase informativa diventano rilevanti i contenuti che spiegano una categoria o risolvono un problema; nella fase di confronto tra alternative assumono maggiore importanza gli elementi differenzianti rispetto ai concorrenti e i casi d’uso; nella fase di decisione entrano invece in gioco fattori come prezzo, funzionalità, fonti affidabili, pagine ufficiali e recensioni. Per costruire il set di interrogazioni da monitorare, VIVI utilizza seed keyword, URL, nome del brand e informazioni sui concorrenti fornite dal cliente e organizza successivamente le domande in base a intenti come esplorazione, confronto e decisione d’acquisto. I progetti possono inoltre essere configurati per paese, lingua, canale AI e marchi concorrenti. L’obiettivo è quindi spostare l’analisi dalla domanda generica “quanto spesso compare il brand?” a una valutazione molto più vicina al comportamento reale di un potenziale cliente: quali risposte riceve quando sta cercando informazioni, quando confronta alternative e quando è vicino alla scelta finale, quali aziende vengono suggerite dall’AI e quali fonti vengono considerate sufficientemente autorevoli da essere citate.

VIVI non si limita alla misurazione, ma collega i risultati direttamente alle attività di ottimizzazione dei contenuti. Dopo aver individuato i prompt con prestazioni più basse e i gap informativi, il sistema segnala le pagine che richiedono un intervento e produce bozze di miglioramento dei contenuti. Nei casi in cui l’analisi evidenzi la necessità di attività ulteriori, come contenuti video, collaborazioni con soggetti esterni o iniziative di PR, Bubble Share può affiancare il cliente tramite account manager e progetti dedicati. L’impostazione differisce quindi dai tradizionali strumenti SEO, che normalmente misurano ranking, traffico generato dalle keyword, backlink e prestazioni tecniche delle pagine: qui il parametro centrale diventa il modo in cui un sistema AI comprende il brand, lo inserisce nelle proprie risposte e decide eventualmente di utilizzare i suoi contenuti come fonte. La logica operativa è quella di trasformare la visibilità nelle risposte AI in un ciclo misurabile di osservazione, intervento sui contenuti e successiva verifica dei risultati, invece di considerare la semplice comparsa del marchio come indicatore sufficiente di performance.

Bubble Share, fondata nel 2023 e specializzata nel content marketing globale, utilizza questa metodologia per collegare l’analisi della presenza nei motori AI alle attività di contenuto, advertising e reporting. L’azienda prevede di ampliare in particolare la propria presenza nei mercati giapponese e indiano, concentrandosi sui clienti del settore software, mentre sul mercato sudcoreano intende rafforzare le attività rivolte ai retailer e all’ottimizzazione delle pagine prodotto. È inoltre previsto per il 30 ottobre alle 16:00 un primo webinar dedicato alla diagnosi e al miglioramento dei contenuti nell’ambiente della ricerca AI: verranno presentati casi basati sui dati interni relativi alla variazione degli score di visibilità e del traffico, insieme ad analisi dal vivo dei siti delle aziende partecipanti. Ai partecipanti verranno forniti anche una checklist gratuita e l’estensione “VIVI Content Assistant”, con l’obiettivo di mostrare in maniera operativa come passare dalla semplice misurazione delle risposte generate dai sistemi AI all’individuazione delle pagine e dei contenuti da modificare per aumentare la probabilità di essere non soltanto menzionati, ma utilizzati come fonte nelle risposte.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy