Nella capitale italiana sta prendendo forma una novità significativa nel modo in cui l’istruzione si confronta con la tecnologia e con il patrimonio culturale. All’Istituto Santa Maria di Roma è stata avviata una sperimentazione che intreccia l’uso dell’intelligenza artificiale con lo studio dei classici greci, in particolare della tragedia Edipo Re di Sofocle. Questa iniziativa, tra le prime in Italia di applicazione concreta dell’IA nella didattica umanistica, è frutto di una collaborazione tra l’istituto scolastico e la società di consulenza EY (Ernst & Young), che ha messo a disposizione competenze tecnologiche e metodologiche per guidare gli studenti in un percorso formativo innovativo.
L’obiettivo di questo progetto va ben oltre l’applicazione superficiale di strumenti digitali: si tratta di “portare l’IA in classe in modo responsabile e operativo”, in conformità con il Piano Scuola 4.0 e con le recenti linee guida ministeriali che invitano a integrare l’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche promuovendo competenze digitali, critiche e interpretative. Gli studenti del V anno del liceo classico hanno così avuto l’opportunità di confrontarsi con i Large Language Models (LLM) più diffusi, apprendendo come costruire richieste (prompt) efficaci, verificarne i risultati e migliorare progressivamente la qualità delle interazioni con l’IA.
Il progetto è stato strutturato in diverse fasi integrate, che hanno combinato lo studio tradizionale del testo antico con un uso guidato e critico dell’intelligenza artificiale. Dopo una lettura approfondita e collettiva dell’Edipo Re per individuare i temi portanti come identità, libertà, conoscenza, dolore e colpa, gli studenti sono stati formati sulla natura e sulle potenzialità degli LLM. Sotto la guida degli esperti di EY, hanno imparato a costruire e affinare i prompt per esplorare interpretazioni generate dall’IA, confrontando queste ultime con analisi umane e discutendo criticamente limiti, errori e “allucinazioni” del modello.
Questa esperienza non si è fermata alla mera generazione automatica di testi, ma si è trasformata in un vero e proprio processo di apprendimento critico: i giovani sono stati incoraggiati a riflettere sulle differenze tra interpretazioni prodotte dall’IA e quelle frutto di lettura umana, valorizzando la propria capacità di giudizio e creatività. Al termine del percorso, gli studenti hanno realizzato contenuti multimediali originali, tra cui video che immaginano un dialogo tra Edipo e l’intelligenza artificiale, dimostrando come la tecnologia possa stimolare approcci nuovi allo studio dei classici piuttosto che sostituirsi alla riflessione personale.
Per i promotori dell’iniziativa, questa sperimentazione rappresenta un primo esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere inserita nella didattica con un metodo strutturato, replicabile e scalabile. Carlo Chiattelli, responsabile della People Consulting di EY Italia, ha sottolineato che l’IA può diventare un vero e proprio metodo didattico, non limitandosi a un semplice supporto tecnologico, ma arricchendo il processo di apprendimento grazie a un utilizzo critico e consapevole. Livia Brienza, dirigente scolastico dell’Istituto Santa Maria, ha rimarcato l’impegno della scuola nel promuovere l’innovazione educativa e nell’avviare un progetto sperimentale che possa offrire nuove prospettive per lo studio dei grandi testi classici alla luce delle tecnologie emergenti.
Un elemento centrale di questa esperienza è proprio la dimensione critica e dialogica dell’interazione con l’IA: gli studenti non si limitano a chiedere risposte ai modelli di linguaggio, ma imparano a formulare domande efficaci, a mettere in discussione le risposte ricevute e a rielaborarle alla luce del proprio giudizio umano. Questo tipo di approccio ha lo scopo di sviluppare competenze trasversali, in particolare nel campo della alfabetizzazione digitale, dell’interpretazione dei testi e del pensiero critico, elementi sempre più necessari in un mondo in cui le tecnologie di intelligenza artificiale sono destinate a permeare numerosi ambiti della vita personale e professionale.
La sperimentazione romana si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella scuola, tema che molte istituzioni stanno esplorando con progetti analoghi basati sull’uso responsabile e creativo delle tecnologie digitali. Iniziative come “Edipo Re ai tempi dell’intelligenza artificiale” diventano così laboratori di innovazione pedagogica, in cui la tecnologia non sostituisce il docente né il ruolo centrale dell’allievo, ma diventa strumento di arricchimento didattico, spingendo verso un apprendimento sempre più critico e partecipato.
