Il mondo della robotica umanoide vede l’annuncio di Helix 02, la nuova versione del modello di intelligenza artificiale e controllo sviluppato da Figure AI. Questo sistema rappresenta un salto di qualità rispetto alle generazioni precedenti di robot umanoidi proprio perché non si limita a controllare parti isolate del corpo, ma coordina l’intero robot — camminando, bilanciandosi e manipolando oggetti con un unico sistema neurale integrato. In una dimostrazione resa pubblica dall’azienda è emerso con chiarezza quanto questa tecnologia sia avanzata: un robot della serie Figure 03, dotato di Helix 02, ha completato in autonomia un compito complesso come svuotare e riempire una lavastoviglie in una cucina completa, senza alcun reset o intervento umano durante l’intera sequenza elettrizzante di circa quattro minuti.
Il vero significato di Helix 02 risiede nelle fondamenta stesse del suo design. Storicamente, ottenere dai robot umanoidi movimenti fluidi e naturali ha rappresentato una delle sfide più dure per ingegneri e ricercatori: camminare da soli con due gambe resta una questione delicata di equilibrio, e combinare questo equilibrio con la capacità di afferrare oggetti o interagire con l’ambiente ha reso le soluzioni tradizionali lente, frammentate e spesso fragili. Helix 02 rovescia questo paradigma grazie a un’architettura neurale unica che unisce percezione, movimento e ragionamento fisico in un’unica rete neurale. Invece di avere moduli separati per camminare, bilanciarsi e afferrare, il sistema lavora come un tutto unico, analizzando direttamente i dati provenienti da telecamere, sensori tattili e informazioni propriocettive per determinare ogni movimento del corpo robotico in tempo reale.
La chiave di questo approccio è la struttura gerarchica di Helix 02. Immaginandola come una mente suddivisa in livelli, il sistema di più alto livello si occupa di comprendere la scena e tradurre istruzioni complesse in obiettivi concreti. Sotto di esso, un secondo strato neurale processa l’informazione visiva e tattile per generare movimenti coerenti del corpo. Infine, c’è un livello fondamentale che opera con una frequenza estremamente elevata, responsabile di mantenere l’equilibrio e coordinare ogni singolo grado di libertà della struttura articulare, proprio come fa il nostro sistema nervoso quando camminiamo senza pensarci. Questo strato di base è stato addestrato su oltre mille ore di dati di movimento umano e si occupa di tutte le regolazioni fini necessarie affinché ogni passo, ogni afferrare, ogni oscillazione di peso appaia naturale e automatico.
Il risultato è stupefacente: Helix 02 orchestrando sensori e attuatori in modo sinergico consente esecuzioni continue di compiti complessi, senza soluzione di continuità tra camminata e manipolazione. Nella dimostrazione con la lavastoviglie, il robot non solo ha camminato agilmente attraverso l’ambiente, ma ha afferrato oggetti, li ha posizionati correttamente e ha saputo adattarsi alle variazioni di posizione di piatti e utensili, mantenendo l’equilibrio per l’intera durata dell’attività. Questo livello di coordinazione è ciò che molti nel settore definiscono “loco-manipulation”, ovvero la capacità di combinare locomozione e manipolazione in un’unica strategia di controllo continuo, superando le tradizionali soluzioni a stati separati che dominano da decenni la robotica.
Risulta evidente che Helix 02 non si limita alle dimostrazioni di laboratorio. L’integrazione di sensori palmari e feedback tattile di precisione permette al robot di percepire forze minime — dell’ordine di pochi grammi — e di reagire di conseguenza, una caratteristica fondamentale per operazioni di precisione in ambienti reali. Questi sensori, integrati con la visione diretta dalla testa e dalle mani, creano un quadro sensoriale completo che consente alla macchina non solo di “vedere” ma di “sentire” e adattare il proprio comportamento sulla base di informazioni ricche e complesse.
La presentazione pubblica di Helix 02 sottolinea una visione ambiziosa della robotica generale, dove macchine capaci di apprendere e reagire agli stimoli del mondo reale non siano soltanto dimostrazioni occasionali ma strumenti capaci di operare in spazi domestici e industriali. Pur mantenendo una dimensione di avanguardia tecnologica, questa evoluzione segnala quanto la ricerca nel campo stia rapidamente superando vecchie barriere: i robot umanoidi non sono più relegati a compiti brevi e preprogrammati, ma possono gestire compiti prolungati e complessi che richiedono decisioni sensibili al contesto, equilibrio dinamico e coordinazione sensoriale estesa.