Durante l’AI Impact Summit tenutosi a Nuova Delhi, un episodio apparentemente marginale ha catalizzato l’attenzione mediatica internazionale, trasformandosi in simbolo delle tensioni latenti tra due dei principali protagonisti dell’intelligenza artificiale contemporanea: OpenAI e Anthropic. Sul palco dell’evento, il primo ministro indiano Narendra Modi ha invitato i leader aziendali presenti a unirsi in una posa fotografica simbolica, stringendosi le mani in segno di unità. Mentre la maggior parte dei 13 dirigenti ha aderito al gesto, Sam Altman e Dario Amodei, posizionati uno accanto all’altro, hanno alzato le mani senza stringersele, evitando persino il contatto visivo. Il momento, ripreso dalle telecamere, è diventato rapidamente virale sulle piattaforme social indiane, in particolare su X, alimentando interpretazioni che vanno dall’ironia alla lettura geopolitica.
L’episodio è stato percepito da molti osservatori come manifestazione plastica di una “Guerra Fredda dell’IA”, una competizione non solo commerciale ma anche ideologica tra le due aziende. Le radici di questa tensione risalgono al 2021, quando Amodei lasciò OpenAI per divergenze relative alla sicurezza dei modelli, alla velocità di commercializzazione e allo stile di leadership di Altman. In seguito fondò Anthropic insieme ad altri ex dipendenti di OpenAI, costruendo una realtà focalizzata su modelli linguistici avanzati con un’enfasi marcata sull’allineamento e sulla sicurezza. Da allora, il confronto tra le due organizzazioni si è intensificato, sia sul piano tecnico sia su quello comunicativo.
Le differenze tra OpenAI e Anthropic non sono soltanto personali o simboliche, ma riflettono approcci distinti allo sviluppo dei modelli di frontiera. OpenAI ha adottato una strategia di implementazione iterativa, rilasciando versioni successive di sistemi sempre più potenti e raccogliendo feedback in tempo reale dal mercato globale. Anthropic, invece, ha posto maggiore enfasi sulla ricerca di meccanismi di controllo interno, come tecniche di interpretabilità e addestramento costituzionale, volte a ridurre i rischi di comportamenti indesiderati dei modelli. Le critiche pubbliche di Amodei agli “investimenti rischiosi” e alla rapidità di rilascio di sistemi avanzati hanno contribuito ad alimentare la percezione di un divario filosofico tra le due aziende.
Un momento emblematico di questa rivalità è stato lo scontro mediatico legato agli spot del Super Bowl. Quando Anthropic ha diffuso un messaggio pubblicitario percepito come critico nei confronti di ChatGPT, Altman ha reagito definendolo “ingannevole”. Sebbene lo spot sia stato successivamente attenuato, l’episodio ha consolidato l’immagine di una competizione che trascende il semplice confronto di prodotto, assumendo contorni reputazionali e narrativi.
L’AI Impact Summit si è svolto in un contesto strategico particolarmente rilevante: l’India è oggi uno dei mercati più ambiti per l’espansione delle tecnologie AI, grazie alla combinazione di popolazione giovane, vasta base di sviluppatori e ambiziosi programmi governativi di digitalizzazione. Durante i sei giorni dell’evento, gli impegni di investimento in infrastrutture AI hanno superato i 200 miliardi di dollari, con un piano da 110 miliardi annunciato da Reliance Industries. Questo quadro testimonia la volontà dell’India di posizionarsi come hub globale per data center, modelli linguistici multilingue e applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale.
In tale scenario, OpenAI e Anthropic stanno adottando strategie di penetrazione differenziate. OpenAI ha stretto partnership con Tata Group per integrare le proprie tecnologie nei servizi e nelle infrastrutture digitali indiane, mentre Anthropic ha collaborato con Infosys per distribuire e personalizzare i propri modelli nei contesti enterprise. Queste alleanze riflettono una competizione non solo tecnologica ma anche ecosistemica, in cui il successo dipende dalla capacità di integrarsi con grandi conglomerati locali e di adattare i modelli alle esigenze linguistiche e normative del Paese.
La presenza sul palco di altri leader come Sundar Pichai e Alexander Wang Mehta ha ulteriormente evidenziato la centralità dell’India nella geopolitica dell’AI. L’assenza dell’ultimo momento di Bill Gates, dovuta a vicende extratecnologiche, ha aggiunto un elemento di complessità mediatica a un evento già carico di simbolismi.
Dal punto di vista tecnico ed economico, la competizione tra OpenAI e Anthropic si inserisce in un contesto di crescente concentrazione delle risorse computazionali e dei capitali necessari per addestrare modelli di frontiera. La costruzione di data center, l’accesso a GPU di ultima generazione e la capacità di sostenere costi di addestramento miliardari costituiscono barriere all’ingresso significative. In questo senso, la scena della mancata stretta di mano assume una dimensione che va oltre il gesto individuale, diventando metafora di una competizione strutturale per leadership, governance e controllo dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
