Intrix ha sviluppato Intrix-CT, acronimo di Citation Trace, un sistema proprietario progettato per analizzare perché un determinato marchio o sito web non viene citato nelle risposte prodotte dai sistemi di ricerca generativa. Lo strumento viene utilizzato nei progetti GEO dell’azienda con un approccio differente dalle piattaforme che si limitano a misurare quante volte un brand compare nelle risposte di servizi come ChatGPT o Gemini: l’obiettivo è ricostruire il processo che porta un motore AI a trovare determinate fonti, selezionarle come candidate e infine utilizzarle o escluderle dalla risposta.
La distinzione è importante perché due siti classificati entrambi come “non citati” possono trovarsi in situazioni tecnicamente molto diverse. In un caso il contenuto potrebbe non essere stato recuperato durante la fase di ricerca dell’AI; in un altro, la pagina potrebbe essere stata effettivamente trovata e presa in considerazione, ma successivamente esclusa dalle fonti utilizzate per costruire la risposta finale. Intrix-CT cerca quindi di identificare in quale punto della sequenza di discovery, retrieval, selezione e citazione si verifica lo svantaggio rispetto ai concorrenti, in modo da collegare il problema osservato a interventi differenti.
Il sistema parte da gruppi di domande che gli utenti potrebbero rivolgere ai modelli AI, organizzate in base al settore e all’intento della ricerca. Le query vengono eseguite ripetutamente osservando i termini utilizzati dall’AI durante la ricerca e le fonti che vengono selezionate nelle risposte. Intrix-CT analizza poi l’espansione delle query, i domini e le singole pagine recuperate, la presenza o meno del marchio nelle risposte e le differenze rispetto ai documenti dei concorrenti che sono stati effettivamente citati.
Menzioni e citazioni vengono trattate come metriche distinte. Una menzione indica la presenza del nome di un marchio nel testo generato dall’AI, mentre una citazione corrisponde all’utilizzo di una specifica pagina web come fonte o elemento di supporto della risposta. Intrix evita di combinare automaticamente le due misure perché un modello può conoscere e menzionare un brand senza averne recuperato il sito durante la ricerca, mentre la scelta di una determinata pagina come fonte implica un processo differente di reperimento e selezione documentale.
Anche i risultati prodotti dai diversi modelli vengono mantenuti separati. Intrix-CT misura attualmente GPT e Gemini in modo indipendente invece di calcolare un unico tasso medio di citazione AI. La scelta deriva dal fatto che modelli differenti possono utilizzare strategie di ricerca e insiemi di fonti molto diversi anche quando ricevono esattamente la stessa domanda. Nei test interni dell’azienda sono stati osservati anche casi nei quali i domini citati da GPT e Gemini per una stessa query non presentavano alcuna sovrapposizione.
Aggregare questi comportamenti in una sola percentuale potrebbe quindi nascondere la causa del risultato. Se un brand viene recuperato e citato frequentemente da un modello ma ignorato da un altro, una media complessiva descriverebbe soltanto il risultato numerico senza indicare dove si trovi effettivamente il problema. Intrix considera invece le differenze tra i modelli come una parte dell’analisi stessa, confrontandone separatamente processi di ricerca, fonti selezionate e risultati di citazione.
Secondo il CEO Jung Sung-hoon, conoscere soltanto il numero di volte in cui un marchio appare nella ricerca AI non permette di stabilire quali elementi del sito debbano essere modificati. È necessario distinguere innanzitutto tra un contenuto che non entra nemmeno nell’insieme dei documenti candidati e uno che viene recuperato durante il processo di ricerca ma perde successivamente il confronto con altre fonti. Intrix concentra quindi l’analisi sulla domanda “perché il concorrente è stato selezionato e noi no”, confrontando il comportamento del sistema AI, la struttura tecnica del sito analizzato e le caratteristiche delle pagine concorrenti effettivamente citate.
I risultati prodotti da Intrix-CT vengono utilizzati insieme agli strumenti proprietari di diagnostica SEO tecnica e GEO dell’azienda. Intrix sta lavorando a un framework che permetta di mettere in relazione, all’interno della stessa analisi, ciò che avviene durante la ricerca generativa con la struttura tecnica del sito, così da verificare se i problemi osservati derivino dalla scoperta delle pagine, dalla loro interpretazione, dalla selezione come fonte oppure da una fase successiva del processo.
Il sistema verrà utilizzato sia nei progetti GEO destinati ai clienti sia per studiare direttamente il comportamento dei motori AI attraverso piattaforme controllate da Intrix. Una delle principali è K-DermZip, piattaforma informativa dedicata alle strutture dermatologiche che l’azienda ha progettato fin dall’origine con caratteristiche orientate alla leggibilità da parte dei sistemi AI. Il servizio utilizza dati pubblici strutturati, markup Schema.org, documentazione dedicata ai crawler e sistemi che permettono di osservare direttamente le visite dei bot AI. Il sito ufficiale di Intrix indica inoltre che K-DermZip viene utilizzata come ambiente operativo per verificare sul campo strutture e strategie GEO.
L’impiego di piattaforme proprietarie consente all’azienda di confrontare i pattern osservati nei progetti dei clienti con dati ottenuti su servizi dei quali controlla direttamente architettura, contenuti e log. Intrix intende utilizzare questo approccio per studiare separatamente le diverse fasi attraverso cui un sistema AI scopre una pagina, la recupera, la considera tra le possibili fonti e infine decide se citarla nella risposta.
Intrix sottolinea inoltre che l’analisi GEO presenta ancora numerose aree non completamente osservabili. Per questo il sistema distingue tra fenomeni verificabili direttamente e interpretazioni formulate a partire dai dati, evitando di presentare come certe le cause che possono essere soltanto inferite. L’obiettivo dichiarato è continuare a confrontare query reali, processi di ricerca, crawling, selezione delle fonti e citazioni per individuare in quali condizioni questi passaggi producono risultati differenti.
L’attività di Intrix parte dalla SEO tecnica e dall’ottimizzazione delle strutture che permettono a motori di ricerca e sistemi generativi di scoprire, interpretare e utilizzare i contenuti di un sito. Oltre a Intrix-CT, l’azienda utilizza il proprio sistema Probe per analizzare il comportamento della ricerca AI e dispone di strumenti dedicati alla diagnostica SEO e GEO. La piattaforma K-DermZip viene parallelamente utilizzata come ambiente reale sul quale misurare il comportamento dei crawler e verificare sperimentalmente le strutture sviluppate per la ricerca generativa.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
