Buzzni ha lanciato ufficialmente Saycode, una piattaforma di vibe coding progettata specificamente per gli ambienti aziendali e pensata per consentire la creazione di software attraverso semplici istruzioni in linguaggio naturale. Il sistema non è rivolto esclusivamente agli sviluppatori: anche i dipendenti senza competenze di programmazione possono creare servizi, modificarli e distribuirli internamente. La piattaforma integra inoltre una serie di skill preconfigurate basate sul know-how accumulato da Buzzni, tra cui controlli sul codice e istruzioni operative per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di permettere anche agli utenti meno esperti di verificare autonomamente la qualità dei risultati prodotti.
Uno degli elementi centrali di Saycode riguarda la gestione del codice e dei prompt come asset dell’organizzazione. La piattaforma è costruita attorno ai concetti di collaborazione e registrazione continua del lavoro e permette a più persone di operare nello stesso progetto attraverso uno spazio condiviso. Product manager, sviluppatori e responsabili di funzione possono quindi lavorare sullo stesso ambiente, riprendere il lavoro realizzato da altri membri del team, modificarlo e sottoporlo a revisione senza dover trasferire manualmente file, prompt o informazioni di contesto tra strumenti differenti.
Saycode consente inoltre di collegare direttamente database e fonti informative interne senza richiedere necessariamente l’intervento di un team di sviluppo dedicato. La piattaforma può integrarsi con Google Drive, Gmail, Notion e Slack, oltre che con Knoi, il servizio di verbalizzazione e gestione delle riunioni sviluppato da Buzzni. Attraverso queste connessioni, gli utenti possono recuperare direttamente documenti, messaggi e contenuti delle riunioni necessari per svolgere un’attività, mantenendo tali informazioni all’interno dello stesso ambiente nel quale vengono realizzati software e automazioni.
L’intero processo di lavoro viene registrato automaticamente in una memoria testuale basata su file in formato Markdown. Questa memoria non rimane associata al computer personale o all’account del singolo dipendente, ma viene conservata all’interno della “machine” dell’organizzazione che utilizza Saycode. In questo modo, se una persona cambia reparto o lascia l’azienda, il contesto delle attività svolte, i prompt utilizzati, le decisioni prese e il know-how generato durante lo sviluppo non vengono persi insieme al suo account, ma restano disponibili come patrimonio operativo riutilizzabile dall’organizzazione.
La piattaforma supporta anche l’utilizzo di diversi strumenti AI all’interno dello stesso workspace. Gli utenti possono scegliere, in funzione dell’attività da svolgere, tra sistemi come Claude e Codex: Buzzni cita per esempio Codex per automazioni e attività di coding e Claude per la produzione di presentazioni PowerPoint e documenti PDF. L’obiettivo è evitare che l’azienda debba concentrare tutte le attività su un unico modello o servizio, permettendo invece di assegnare ogni compito allo strumento ritenuto più adatto.
Per controllare i costi associati all’utilizzo di più modelli, Saycode introduce una modalità denominata Auto Mode. Il sistema seleziona automaticamente modelli con differenti livelli di capacità di ragionamento in base alla complessità e alla natura del compito, evitando di utilizzare modelli più potenti e costosi quando la richiesta può essere gestita da una soluzione meno onerosa. Questa selezione automatica serve a limitare il consumo inutile di token e a ridurre il ricorso a capacità di reasoning elevate per operazioni semplici.
Accanto all’Auto Mode, Buzzni ha integrato nella piattaforma un sistema denominato Harness, costituito da istruzioni operative derivate dai propri processi aziendali reali. L’Harness definisce come l’AI deve affrontare determinate attività e introduce vincoli destinati a eliminare passaggi considerati inefficienti. Alcune fasi, come la pianificazione o la revisione del codice, vengono mantenute perché necessarie, mentre ricerche eccessive o cicli di analisi ripetuti senza utilità concreta possono essere limitati dal sistema. Combinando Auto Mode e Harness, Buzzni sostiene che le aziende possano ridurre fino a circa il 50% i costi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Saycode viene quindi proposto non soltanto come ambiente per generare applicazioni tramite prompt, ma come infrastruttura aziendale nella quale sviluppo, collaborazione, memoria operativa e utilizzo dei modelli vengono gestiti nello stesso spazio. La differenza rispetto a un normale strumento di vibe coding risiede soprattutto nella persistenza del contesto: codice, prompt e informazioni raccolte durante il lavoro non rimangono legati ai singoli utenti, ma vengono conservati e resi riutilizzabili dall’organizzazione anche nel tempo.
Secondo Nam Sang-hyeop, CEO di Buzzni, la piattaforma è rivolta in particolare alle aziende che stanno avviando o valutando una trasformazione basata sull’intelligenza artificiale e alle organizzazioni nelle quali i costi degli abbonamenti AI e la complessità della loro gestione stanno aumentando. Saycode punta quindi a concentrare in un unico ambiente la creazione di software tramite linguaggio naturale, l’accesso ai dati aziendali, l’utilizzo coordinato di più modelli e la conservazione del know-how generato durante le attività quotidiane.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
