Merriam-Webster ha aggiornato il proprio dizionario online aggiungendo circa 1.400 nuove parole, espressioni e accezioni entrate stabilmente nell’uso comune, con una presenza significativa di termini legati all’intelligenza artificiale, alla tecnologia e alla cultura sviluppatasi sui social media. Tra le nuove voci compare “vibe coding”, espressione utilizzata per descrivere un approccio allo sviluppo software nel quale l’utente formula in linguaggio naturale ciò che vuole ottenere e affida all’intelligenza artificiale una parte rilevante della scrittura del codice. È entrato ufficialmente anche l’acronimo AGI, Artificial General Intelligence, utilizzato per indicare un’intelligenza artificiale generale capace, in linea teorica, di affrontare un ampio insieme di attività cognitive a un livello comparabile con quello umano. L’aggiornamento comprende inoltre “compute” nella sua accezione nominale, ormai utilizzata nel settore AI per indicare le risorse computazionali necessarie ad addestrare ed eseguire i modelli, e “uncanny valley”, l’espressione con cui viene descritto il senso di disagio che può emergere quando un robot, un avatar o un altro soggetto artificiale appare molto simile a un essere umano senza risultare però completamente realistico.
L’ampliamento del dizionario interessa in modo consistente anche le espressioni nate o diventate popolari attraverso le piattaforme digitali. “Looksmaxxing” indica l’insieme delle pratiche utilizzate per massimizzare il proprio aspetto fisico attraverso cura personale, abbigliamento, esercizio o altri interventi, mentre “glow-up” descrive una trasformazione particolarmente evidente e positiva dell’aspetto o, più in generale, della condizione di una persona o di qualcosa. È stata inserita anche la voce “Rickroll”, relativa alla pratica online di indurre qualcuno ad aprire un collegamento che porta inaspettatamente al brano “Never Gonna Give You Up” di Rick Astley, insieme a “meme coin”, termine riferito alle criptovalute la cui notorietà e il cui valore sono fortemente influenzati da meme, comunità online e fenomeni virali. Tra le altre espressioni ormai consolidate nella comunicazione digitale compare “parasocial”, utilizzata per descrivere una relazione psicologica unilaterale sviluppata nei confronti di una persona, figura pubblica o altro soggetto conosciuto principalmente attraverso i media.
L’aggiornamento comprende anche numerosi termini utilizzati per descrivere fenomeni sociali, stati emotivi e comportamenti diventati comuni nel linguaggio online. “Sunday scaries” identifica il senso di ansia o disagio associato alla fine del fine settimana e all’avvicinarsi del lunedì, mentre “crashout” viene impiegato per indicare una perdita marcata del controllo emotivo o un crollo comportamentale. Sono entrati nel dizionario anche “Mandela Effect”, espressione riferita al fenomeno per cui gruppi di persone condividono lo stesso falso ricordo, “copium”, termine ironico nato dalla fusione concettuale tra “cope” e “opium” e utilizzato per descrivere giustificazioni o convinzioni adottate per affrontare una realtà sgradita, e “trash panda”, soprannome informale del procione diffuso soprattutto nella cultura di Internet. L’insieme delle nuove voci comprende inoltre parole provenienti da ambiti come alimentazione, relazioni, musica e stile di vita, confermando che l’aggiornamento non riguarda esclusivamente termini recentissimi ma anche espressioni già utilizzate da tempo che hanno raggiunto una diffusione sufficientemente stabile.
L’inserimento nel Merriam-Webster non avviene infatti semplicemente perché un termine diventa virale o registra un improvviso aumento di popolarità. Gli editor del dizionario raccolgono esempi d’uso e ne analizzano la provenienza, verificando che una parola o un determinato significato vengano utilizzati con sufficiente frequenza, in contesti abbastanza ampi e con un significato riconoscibile e consolidato. Le nuove voci vengono aggiunte soltanto quando esistono evidenze sufficienti di un impiego diffuso nel tempo, criterio che spiega perché alcune espressioni nate diversi anni fa possano essere formalizzate soltanto in una fase successiva. Merriam-Webster descrive infatti gli aggiornamenti del dizionario come uno strumento per registrare parole e significati che hanno raggiunto un uso esteso e che, nel loro insieme, forniscono una rappresentazione del mondo contemporaneo.
L’aggiornamento segue inoltre alcune scelte lessicali effettuate nel 2025, quando Merriam-Webster aveva indicato “slop” come parola dell’anno, termine diventato particolarmente diffuso per descrivere contenuti digitali di bassa qualità prodotti in grandi quantità, spesso attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Nello stesso anno Collins Dictionary aveva invece scelto proprio “vibe coding” come propria parola dell’anno. L’ingresso formale di termini come vibe coding, AGI e compute nel dizionario Merriam-Webster segna quindi il passaggio di una parte del vocabolario nato negli ambienti tecnologici e nell’industria dell’intelligenza artificiale verso un utilizzo sufficientemente diffuso da essere registrato nel lessico generale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
