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OpenAI ha annunciato la creazione dell’Advisory Group on Mathematics and Artificial Intelligence, un organismo esterno ospitato dall’Institute for Advanced Study di Princeton e composto da matematici di primo piano, con il compito di fornire una valutazione indipendente sul modo in cui i risultati matematici prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale vengono interpretati, presentati e comunicati alla comunità scientifica. L’iniziativa arriva mentre OpenAI sta utilizzando modelli interni sempre più avanzati nella ricerca matematica e ha dichiarato che un nuovo sistema ancora in fase di addestramento ha ottenuto risultati su oltre cento problemi rimasti aperti a lungo in differenti aree della disciplina, oltre al lavoro recentemente pubblicato sul problema del Millennio relativo all’esistenza e alla regolarità delle equazioni di Navier–Stokes. Secondo OpenAI, la velocità con cui stanno emergendo questi risultati ha sorpreso anche i matematici che lavorano all’interno dell’azienda e ha reso necessario affrontare in modo più strutturato questioni come l’effettiva importanza scientifica delle soluzioni generate, il momento opportuno per divulgarle e il rapporto tra i risultati prodotti dai modelli e il normale processo di verifica della ricerca matematica.

La costituzione del gruppo arriva inoltre dopo le critiche espresse pubblicamente da una parte della comunità matematica. Venticinque vincitori della Medaglia Fields, insieme ad altri matematici, hanno sottoscritto una lettera nella quale viene contestato l’impiego indiscriminato di problemi matematici famosi e ancora irrisolti come strumenti per misurare le prestazioni dei sistemi AI, sostenendo che questa pratica possa avere conseguenze negative sulla ricerca e sul funzionamento della comunità accademica. Il nuovo organismo dovrà quindi esaminare la rilevanza dei risultati ottenuti con l’AI, fornire indicazioni sulle modalità e sui tempi della loro pubblicazione e contribuire alla definizione di criteri accademici e professionali adeguati a un contesto nel quale i modelli possono partecipare direttamente alla produzione di nuova matematica. Il gruppo avrà anche il compito di valutare come gli strumenti di intelligenza artificiale possano essere utilizzati a supporto della ricerca e dell’insegnamento, fungendo da canale di comunicazione tra le aziende che sviluppano i modelli e la comunità matematica. L’Institute for Advanced Study descrive infatti il progetto come un’iniziativa destinata a consigliare le società di AI nelle loro interazioni con la ricerca matematica, con particolare attenzione alla presentazione responsabile e alla diffusione dei risultati.

L’Advisory Group è stato impostato in modo da mantenere una propria autonomia rispetto a OpenAI. I membri potranno formulare osservazioni anche senza una richiesta preventiva da parte dell’azienda ed esprimersi sugli effetti dell’intelligenza artificiale sulla matematica e sulla relativa comunità scientifica. Non riceveranno compensi per questa attività e lo stesso gruppo potrà modificare autonomamente la propria composizione. Questa indipendenza non implica tuttavia un potere decisionale sulle attività interne di OpenAI: l’organismo non potrà stabilire la direzione della ricerca dell’azienda, rallentare lo sviluppo dei modelli o determinare il ritmo con cui vengono condotti gli esperimenti. OpenAI ha precisato esplicitamente che il gruppo non avrà il compito di consigliare come modulare la velocità dei progressi interni nel campo della matematica, mentre l’Institute for Advanced Study ha chiarito che il proprio ruolo rimane consultivo e che le decisioni finali, insieme alle relative responsabilità, restano in capo alle aziende che sviluppano i sistemi di intelligenza artificiale.

Il gruppo iniziale comprende nove matematici provenienti da alcune delle principali istituzioni di ricerca internazionali: François Charles dell’ENS-PSL, Camillo De Lellis dell’Institute for Advanced Study e del Gran Sasso Science Institute, Timothy Gowers del Collège de France e dell’Università di Cambridge, Martin Hairer dell’EPFL e dell’Imperial College London, Nikhil Srivastava dell’Università della California a Berkeley e del Simons Institute, Ulrike Tillmann dell’Università di Oxford e dell’Isaac Newton Institute, Ravi Vakil della Stanford University, Edward Witten dell’Institute for Advanced Study e Melanie Matchett Wood dell’Università di Harvard. La presenza di figure provenienti da settori differenti della matematica mira a fornire una valutazione più ampia rispetto a quella che potrebbe essere ottenuta da un singolo gruppo interno a un laboratorio AI, soprattutto quando un sistema produce risultati che attraversano ambiti specialistici diversi e richiedono competenze molto specifiche per essere verificati e contestualizzati.

L’iniziativa si inserisce in una fase nella quale OpenAI sta attribuendo un ruolo crescente ai propri modelli nella ricerca matematica. Nell’agosto 2026 la società aveva già pubblicato una raccolta di dieci risultati in matematica e informatica teorica, comprendente soluzioni o progressi sostanziali su problemi rimasti aperti per lungo tempo, mentre a settembre ha reso pubblica una dimostrazione relativa al problema di Navier–Stokes prodotta da un sistema interno significativamente più capace di GPT-6 Astra e formalizzata anche in Lean. In quell’occasione OpenAI aveva sottolineato che la capacità dei sistemi AI di contribuire direttamente alla ricerca scientifica pone questioni che non possono essere affrontate esclusivamente da un’azienda tecnologica. Il nuovo gruppo consultivo viene quindi presentato come un primo passo verso un meccanismo più stabile attraverso il quale matematici esterni possano intervenire non sulla progettazione dei modelli, ma sulla valutazione dell’importanza dei risultati, sul modo in cui questi vengono presentati alla comunità scientifica e sulle conseguenze più ampie dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione di nuova conoscenza matematica.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy