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Google sta sperimentando internamente un nuovo checkpoint della famiglia Gemini 4, identificato con il nome in codice Carbon, che avrebbe introdotto miglioramenti significativi nelle capacità di programmazione rispetto alle configurazioni precedenti. Le informazioni emerse il 10 ottobre 2026 indicano che il modello viene utilizzato da alcuni dipendenti attraverso Jetski, una piattaforma interna dedicata allo sviluppo e alla sperimentazione di strumenti di coding basati sull’intelligenza artificiale. Carbon si colloca nell’attività di sviluppo successiva alla presentazione di Gemini 4 Argon, annunciato ufficialmente il 30 settembre e inizialmente reso accessibile a un gruppo selezionato di partner impegnati nella sicurezza informatica. L’esistenza di sperimentazioni interne su Carbon è riportata sulla base di documentazione e testimonianze aziendali, mentre non risultano ancora una presentazione pubblica del checkpoint, specifiche tecniche definitive o benchmark indipendenti che consentano di quantificarne le prestazioni.

La famiglia Gemini 4 comprende diversi checkpoint sperimentali identificati attraverso nomi derivati dagli elementi chimici. Tra quelli emersi figurano Argon, Barium e Carbon, utilizzati durante differenti fasi dello sviluppo e della selezione dei modelli. Secondo le informazioni attribuite alla documentazione interna di Google, il checkpoint denominato Barium-B sarebbe stato selezionato come versione finale destinata al rilascio pubblico di Argon, mentre Carbon rappresenterebbe una configurazione distinta, sviluppata per ottenere un miglioramento più consistente delle prestazioni. La relazione precisa tra questi modelli non è stata descritta ufficialmente attraverso una documentazione architetturale e non è quindi possibile stabilire se Carbon impieghi una nuova base preaddestrata, un ulteriore ciclo di post-training, differenti procedure di reinforcement learning oppure una combinazione di interventi. Anche la definizione di Carbon come successore di Argon deve essere interpretata nel contesto della sequenza di sviluppo interna, senza considerarla una denominazione commerciale già confermata.

Argon è stato introdotto il 30 settembre come modello di nuova generazione della famiglia Gemini 4, con un programma iniziale di accesso limitato per partner specializzati nella sicurezza informatica. L’8 ottobre Google ha inoltre presentato Gemini Agent per le aziende, integrando Argon nell’offerta e avviandone la distribuzione presso alcuni partner. La sperimentazione di Carbon procede quindi mentre la diffusione di Argon è ancora in una fase circoscritta, precedente alla disponibilità generalizzata per utenti e sviluppatori. Le informazioni disponibili indicano che Google starebbe preparando un ampliamento dell’accesso ad Argon attraverso le API e gli abbonamenti AI Ultra nel corso di ottobre, ma il calendario preciso, le modalità di distribuzione e le eventuali limitazioni operative rimangono soggetti alle comunicazioni ufficiali dell’azienda. La presenza di Carbon nel percorso di sviluppo non costituisce, di conseguenza, la conferma di una sua distribuzione imminente o della sostituzione automatica del modello già annunciato.

Un ulteriore elemento tecnico riguarda l’evoluzione dell’ambiente Google Antigravity, utilizzato per attività di sviluppo software assistite dall’intelligenza artificiale. Nelle modifiche recentemente individuate nell’interfaccia di selezione dei modelli sono comparse tre opzioni di contesto, rispettivamente da 256.000, 512.000 e 900.000 token, accompagnate dalla possibilità di impostare il livello di elaborazione su tre configurazioni, bassa, media e alta. Tali elementi sono stati interpretati come possibili indicazioni relative alle capacità previste per Argon e alle configurazioni sperimentali della nuova famiglia. La presenza delle opzioni nell’interfaccia non dimostra tuttavia che tutte le finestre di contesto siano già disponibili in produzione o che Carbon supporti necessariamente ciascuno dei valori mostrati. Jetski risulterebbe collegato ad Antigravity e impiegato per verificare internamente funzionalità agentiche e prestazioni nello sviluppo del codice, ma non sono state rese pubbliche le modalità di gestione delle sessioni, le risorse computazionali assegnate o le limitazioni applicate durante le prove.

Le prime valutazioni informali attribuite ai dipendenti Google descrivono Carbon come un miglioramento sostanziale rispetto ai checkpoint precedenti. Uno degli utilizzatori avrebbe paragonato le sue capacità di coding a quelle di Claude Opus 5.5, modello di fascia alta sviluppato da Anthropic. Altri commenti interni riportano giudizi particolarmente positivi sul comportamento del nuovo checkpoint e sulla qualità complessiva della prossima generazione Gemini Pro. Queste osservazioni rappresentano tuttavia impressioni soggettive prodotte nell’ambiente aziendale e non misurazioni comparative standardizzate. Non sono disponibili risultati verificabili relativi a SWE-bench, capacità di risoluzione di problemi software, correzione autonoma degli errori, utilizzo degli strumenti, consumo di token o costo computazionale per operazione. Il confronto con Opus 5.5 deve quindi rimanere una valutazione preliminare attribuita agli utilizzatori interni, senza essere presentato come una parità prestazionale già dimostrata.

Le testimonianze raccolte indicano inoltre un atteggiamento prudente sulla maturità del checkpoint. Anche alcuni dipendenti che ne hanno valutato positivamente le prestazioni ritengono necessarie ulteriori verifiche prima di un impiego operativo. Questo aspetto distingue la qualità osservata in sessioni sperimentali dalla stabilità richiesta a un modello distribuito attraverso prodotti e API. In un ambiente di sviluppo, infatti, le capacità di programmazione devono essere verificate non soltanto attraverso la generazione di codice funzionante, ma anche nella gestione di progetti estesi, nell’esecuzione di modifiche su più file, nella conservazione del contesto, nell’identificazione dei difetti e nell’interazione con strumenti esterni. Per Carbon, al momento, non risultano pubblicati dati sufficienti a stabilire il comportamento su queste attività o a confrontarlo in maniera riproducibile con quello dei modelli già disponibili.

Rimane aperta anche la questione della collocazione commerciale del progetto. Carbon potrebbe essere utilizzato come aggiornamento di Argon, diventare un modello distinto nella famiglia Gemini 4 oppure contribuire a una configurazione finale con un nome differente da quello impiegato internamente. Google non ha confermato quale di queste possibilità verrà adottata, né ha comunicato parametri, architettura, costi API o data di rilascio. Le informazioni attualmente verificabili riguardano quindi l’annuncio e la distribuzione limitata di Argon, mentre i progressi attribuiti a Carbon, il confronto con Claude Opus 5.5 e la sua futura disponibilità rimangono elementi provenienti dalle indiscrezioni sui test aziendali. L’effettiva entità del miglioramento potrà essere valutata soltanto quando Google presenterà specifiche tecniche, protocolli di confronto e risultati misurabili del nuovo checkpoint.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy