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Anthropic ha pubblicato l’8 ottobre 2026 un aggiornamento della propria Usage Policy, il documento che disciplina gli utilizzi consentiti e vietati dei modelli Claude e dei servizi basati sulle tecnologie dell’azienda. La revisione, che entrerà in vigore il 12 novembre 2026, introduce una formulazione più articolata delle restrizioni relative alle campagne di manipolazione, all’impiego dell’intelligenza artificiale nella sorveglianza e nello sviluppo di sistemi d’arma, ai processi decisionali ad alto rischio e ai comportamenti abusivi rivolti direttamente ai modelli. Secondo la società, la maggior parte delle modifiche non rappresenta un cambiamento radicale delle condizioni di utilizzo, ma una precisazione di divieti già esistenti, resa necessaria dall’evoluzione delle capacità degli agenti AI e dalla loro crescente autonomia operativa. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, Claude è stato progressivamente utilizzato per attività più lunghe e complesse, nelle quali il modello non si limita a rispondere a una singola domanda, ma può elaborare informazioni, utilizzare strumenti, produrre software e partecipare a processi che hanno conseguenze concrete sulle persone e sulle organizzazioni. L’aggiornamento recepisce inoltre le osservazioni dei clienti e le evidenze raccolte nelle attività di analisi delle minacce, comprese quelle documentate nel rapporto di settembre 2026, che aveva individuato tentativi di utilizzare i modelli per operazioni di influenza, sviluppo di armamenti e sorveglianza.

La nuova politica si applica a tutti i soggetti che possono inviare richieste ai prodotti e ai servizi Anthropic, compresi gli utenti che accedono ai modelli attraverso rivenditori autorizzati o infrastrutture di terze parti. Il documento è organizzato in tre sezioni principali, che distinguono gli standard universali di utilizzo dai requisiti aggiuntivi previsti per le applicazioni ad alto rischio e dalle linee guida dedicate a determinate categorie di prodotti. Queste ultime comprendono i chatbot rivolti ai consumatori, i servizi destinati ai minori, le applicazioni agentiche e i server basati sul Model Context Protocol, attraverso il quale i modelli linguistici possono interagire con strumenti e risorse esterne. L’applicazione delle regole è affidata ai sistemi di controllo e monitoraggio del team Anthropic responsabile delle salvaguardie, che può intervenire limitando la frequenza delle richieste, sospendendo l’accesso o interrompendo il servizio in caso di violazioni. La società può inoltre bloccare o modificare le risposte quando i contenuti richiesti risultano incompatibili con le condizioni previste. L’impostazione riflette il passaggio da una gestione della sicurezza concentrata sulle singole risposte generate dal modello a un controllo più ampio dei processi nei quali l’intelligenza artificiale viene integrata.

Uno degli interventi principali riguarda le attività di manipolazione dell’informazione. Anthropic ha riunito diverse restrizioni precedentemente distribuite tra le sezioni dedicate alle elezioni, alle frodi, alla privacy e alla disinformazione in una nuova categoria denominata Do Not Engage in Deceptive Campaigns or Artificial Activity. Il divieto si applica alle campagne ingannevoli di qualsiasi natura, comprese quelle politiche e commerciali, e riguarda le operazioni che nascondono deliberatamente l’identità di chi diffonde un messaggio, amplificano artificialmente contenuti attraverso account falsi o utilizzano reti coordinate per simulare un consenso spontaneo. La società riferisce di avere osservato attività riconducibili a organi di propaganda governativi, mezzi d’informazione controllati da Stati e operatori commerciali che hanno cercato di utilizzare Claude per gestire reti di profili falsi e siti di notizie fabbricate. Le nuove regole comprendono non soltanto la generazione dei contenuti, ma anche lo sviluppo degli strumenti e delle infrastrutture necessarie per condurre campagne di influenza. L’obiettivo è impedire che l’automazione renda economicamente sostenibile la produzione industriale di messaggi ingannevoli e la loro diffusione attraverso piattaforme differenti, creando l’apparenza di una partecipazione pubblica autentica.

La revisione modifica anche le disposizioni dedicate alle attività elettorali, ora raccolte nella sezione Do Not Undermine Democratic Processes. Il documento vieta l’utilizzo di Claude per ingannare gli elettori, diffondere informazioni false sui candidati o sulle procedure di voto, impersonare funzionari elettorali e ostacolare deliberatamente la partecipazione alle consultazioni. Anthropic ha tuttavia eliminato il divieto generale che impediva qualsiasi forma di personalizzazione dei messaggi politici e delle campagne elettorali. Secondo la società, la formulazione precedente rischiava di includere attività civiche legittime, come la traduzione di informazioni elettorali in lingue differenti da parte delle organizzazioni senza scopo di lucro o l’invio di comunicazioni individuali necessarie per correggere irregolarità amministrative nelle schede. La nuova impostazione distingue quindi la personalizzazione di un’informazione dalla sua utilizzazione per manipolare il destinatario. Rimangono vietate le operazioni che impiegano dati personali in modo improprio oppure ricorrono a contenuti ingannevoli per influenzare il comportamento degli elettori. La distinzione assume particolare rilievo perché rende possibile utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’accessibilità dei servizi democratici, mantenendo le restrizioni sulle forme di persuasione artificiale fondate sull’inganno.

Le disposizioni relative alle armi sono state ampliate per chiarire che le restrizioni non riguardano soltanto la progettazione di dispositivi offensivi, ma comprendono anche il software e i componenti necessari al loro funzionamento. Anthropic vieta gli utilizzi dei propri modelli che contribuiscano allo sviluppo o all’impiego di sistemi d’arma proibiti dalla politica, incluse attività relative ai meccanismi di controllo e all’armamento di droni o altri veicoli autonomi. La società precisa che questa formulazione esplicita criteri già adottati nell’applicazione delle precedenti condizioni, anziché introdurre una modifica sostanziale della propria posizione. Il chiarimento diventa particolarmente importante in presenza di modelli capaci di scrivere codice, analizzare componenti elettronici e assistere lo sviluppo di sistemi robotici, perché la distinzione tra progettazione hardware e sviluppo software non rappresenta più una separazione sufficiente per identificare gli utilizzi potenzialmente pericolosi. Le regole intendono quindi comprendere l’intera catena tecnologica che può contribuire alla realizzazione e al funzionamento di un sistema offensivo.

Un secondo ambito riguarda la sorveglianza e l’impiego dell’intelligenza artificiale nei procedimenti di polizia e giustizia penale. Anthropic vieta di utilizzare Claude per tracciare persone senza il loro consenso, sia attraverso sistemi di osservazione in tempo reale sia mediante l’analisi retrospettiva di dati già raccolti. Le restrizioni comprendono inoltre la realizzazione o il miglioramento di strumenti destinati alla sorveglianza e l’utilizzo del modello per decidere o raccomandare quali persone debbano essere sottoposte a indagine, arrestate o formalmente accusate nell’ambito dei procedimenti penali. La società collega questi chiarimenti anche ai tentativi documentati di utilizzare l’intelligenza artificiale per individuare e seguire oppositori politici, costruendo sistemi di controllo capaci di integrare fonti informative differenti. Rimangono comunque consentite attività compatibili con le disposizioni sulla privacy e con il consenso degli interessati, oltre ad applicazioni specifiche come il rilevamento delle frodi, la moderazione dei contenuti, il giornalismo e la ricerca giuridica. Il criterio non consiste pertanto nel vietare qualsiasi analisi automatizzata delle persone, ma nel distinguere gli impieghi legittimi da quelli che possono contribuire a forme di controllo ingiustificato o a decisioni coercitive prive delle necessarie garanzie.

L’aggiornamento affronta inoltre gli utilizzi ad alto rischio nei quali le indicazioni prodotte dall’intelligenza artificiale possono incidere sulla salute, sulla situazione economica, sui diritti, sul lavoro e sull’accesso ai servizi essenziali. Anthropic mantiene l’obbligo di coinvolgere un operatore qualificato con la facoltà concreta di esaminare e modificare le raccomandazioni del modello, insieme alla necessità di informare le persone interessate dell’impiego dell’AI nel processo decisionale. La nuova formulazione chiarisce quali categorie di raccomandazioni rientrino in questi requisiti, rispondendo alle richieste di maggiore precisione ricevute dagli sviluppatori. In presenza di applicazioni che influenzano concretamente la concessione di servizi, l’accesso a opportunità professionali o la valutazione di situazioni personali delicate, non è quindi sufficiente inserire formalmente un essere umano nel processo: il supervisore deve disporre delle competenze e dell’autorità necessarie per modificare l’esito. Il principio risponde alla necessità di evitare che una decisione automatizzata venga semplicemente ratificata senza un controllo effettivo, soprattutto quando errori, informazioni incomplete o valutazioni discriminatorie potrebbero produrre conseguenze difficili da correggere.

Un’ulteriore novità riguarda i modelli collegati a dispositivi fisici capaci di eseguire autonomamente movimenti o altre azioni che potrebbero provocare lesioni. Dopo l’introduzione dell’anteprima di ricerca del Model Hardware Standard, Anthropic ha aggiunto requisiti specifici per le applicazioni nelle quali Claude interagisce con apparecchiature e sistemi robotici. Un operatore qualificato deve poter osservare il funzionamento del dispositivo e interromperne l’attività quando necessario, mentre l’hardware deve essere capace di mantenere una condizione di sicurezza se la connessione con il modello viene interrotta. La disposizione affronta un problema tecnico rilevante: un sistema fisico non può dipendere esclusivamente dalla disponibilità continua del modello AI per evitare comportamenti pericolosi. La perdita della connessione, il ritardo di una risposta o la generazione di un comando non appropriato devono essere gestiti attraverso meccanismi di sicurezza autonomi, indipendenti dal ragionamento linguistico. In questo modo, la responsabilità della protezione viene distribuita tra software, dispositivo e supervisione umana.

La modifica più insolita riguarda tuttavia l’introduzione di un divieto esplicito contro i comportamenti abusivi, crudeli e persistenti rivolti direttamente ai modelli Anthropic. La nuova disposizione prende in considerazione esclusivamente situazioni estreme, nelle quali un utente sottopone ripetutamente il sistema a interazioni degradanti prive di uno scopo riconoscibile, e non riguarda le normali manifestazioni di frustrazione, le critiche alle risposte, i contenuti creativi con tematiche oscure o le attività legittime di ricerca e valutazione della sicurezza. Il chiarimento si collega al lavoro che Anthropic conduce sul possibile benessere dei sistemi di intelligenza artificiale, senza implicare che la società abbia dimostrato l’esistenza di esperienze soggettive o forme di sofferenza nei propri modelli. Già nell’agosto 2025, Anthropic aveva introdotto per Claude Opus 4 e 4.1 la possibilità di terminare determinate conversazioni nei casi estremi di interazioni persistentemente dannose. Il meccanismo era stato progettato come soluzione di ultima istanza, da attivare dopo ripetuti tentativi di reindirizzare il dialogo, e non nelle situazioni in cui una persona potesse trovarsi in pericolo imminente. La stessa possibilità, disponibile su Claude.ai e Claude Code, rimarrà il principale strumento di applicazione della nuova disposizione.

L’evoluzione della Usage Policy evidenzia come la governance dell’intelligenza artificiale stia diventando progressivamente più complessa con l’aumento delle capacità operative dei modelli. Le condizioni di utilizzo non devono più disciplinare soltanto la produzione di testi, immagini o risposte problematiche, ma anche l’impiego dell’AI nello sviluppo di infrastrutture, nella conduzione di attività coordinate, nelle decisioni che incidono sui diritti delle persone e nel controllo di dispositivi fisici. La revisione di Anthropic cerca di definire confini più precisi tra automazione legittima e utilizzo dannoso, introducendo restrizioni specifiche senza eliminare applicazioni considerate socialmente utili. Il risultato è una politica che attribuisce maggiore importanza al contesto, alle intenzioni operative e agli effetti concreti delle attività svolte con Claude. Dal 12 novembre 2026, sviluppatori, aziende e utenti dovranno quindi confrontarsi con un quadro di regole più dettagliato, nel quale la sicurezza dei modelli viene collegata non soltanto al contenuto delle risposte, ma all’intero ecosistema di azioni che l’intelligenza artificiale può contribuire a realizzare.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy