Amazon Web Services ha annunciato l’integrazione della piattaforma di sicurezza Continuum direttamente negli ambienti di sviluppo Claude Code di Anthropic, Codex di OpenAI e Kiro di AWS, con l’obiettivo di portare l’analisi e la correzione delle vulnerabilità nel punto in cui il codice viene effettivamente scritto. L’iniziativa è stata presentata in occasione del Black Hat USA 2026 e consente agli sviluppatori di utilizzare le capacità di sicurezza di AWS indipendentemente dal modello di intelligenza artificiale impiegato nel proprio workflow. Parallelamente, AWS ha ampliato Security Hub Extended introducendo una decima categoria dedicata alla sicurezza della supply chain e aggiungendo Chainguard e Socket come partner.
Continuum è stato progettato per affrontare l’aumento del numero di vulnerabilità individuate dai modelli AI più avanzati e la conseguente difficoltà delle aziende nel classificarle, verificarle e correggerle rapidamente. AWS descrive questo passaggio come un’evoluzione dai tradizionali sistemi basati su telemetria, archiviazione, query e dashboard verso un approccio nel quale telemetria e contesto vengono utilizzati direttamente da agenti AI capaci di ragionare sui problemi e proporre azioni correttive. L’obiettivo operativo dichiarato è una sicurezza sempre più automatizzata e capace di funzionare alla velocità delle macchine.
Uno dei fattori che ha accelerato questa evoluzione è stato l’aumento delle capacità di cybersecurity dei modelli general-purpose. Claude Mythos Preview, annunciato da Anthropic nell’aprile 2026, ha mostrato durante i test la capacità di identificare migliaia di vulnerabilità zero-day precedentemente sconosciute nei principali sistemi operativi e browser. Secondo i dati riportati da Anthropic, oltre il 99% di queste vulnerabilità non risultava ancora corretto, mentre il tempo medio tra la scoperta di una falla e il suo sfruttamento, passato da 771 giorni nel 2018 a meno di quattro ore nel 2024, potrebbe scendere sotto un’ora entro la fine del 2026.
Continuum utilizza un’architettura definita da AWS come agent-team loop, nella quale più modelli AI vengono orchestrati e selezionati in base alla fase del processo e al tipo di attività da svolgere. Il sistema si collega all’ambiente del cliente, analizza il codice e combina più modelli per individuare vulnerabilità, stabilirne la priorità, verificarne concretamente la sfruttabilità e proporre modifiche già testate prima dell’applicazione.
La prima fase, denominata Discovery, utilizza diversi modelli di frontiera per esaminare il codice e costruire un inventario delle vulnerabilità rilevate. La fase successiva, Prioritization, contestualizza ogni problema rispetto all’ambiente reale in cui viene eseguito il software e al relativo rischio aziendale. L’obiettivo è evitare che il team di sicurezza debba trattare allo stesso modo centinaia o migliaia di risultati e permettere invece di concentrarsi sulle vulnerabilità realmente rilevanti per quel particolare sistema.
La terza fase, Validation, verifica se una vulnerabilità possa essere effettivamente sfruttata. Continuum crea exploit riproducibili ed esegue i test all’interno di ambienti isolati, in modo da simulare l’attacco senza compromettere i sistemi di produzione. La sandbox viene utilizzata anche per determinare il possibile impatto della vulnerabilità e il relativo raggio d’azione. Questa fase riguarda sia il codice proprietario sviluppato dall’azienda sia le dipendenze open source utilizzate dall’applicazione.
La fase finale, Remediation, genera e testa le possibili correzioni. Queste possono includere modifiche alle configurazioni di rete, aggiornamenti delle policy di sicurezza oppure patch direttamente applicabili al codice. Le soluzioni vengono provate nello stesso ambiente isolato impiegato per la validazione prima di essere presentate agli operatori. Il controllo umano non viene eliminato: le organizzazioni possono decidere quale livello di autonomia concedere al sistema e mantenere l’approvazione manuale delle modifiche quando necessario.
Il modello commerciale di Continuum prevede un unico prezzo pagato dal cliente ad AWS. È AWS a sostenere e gestire i costi dei token dei diversi modelli utilizzati internamente durante il processo, selezionando per ogni fase quello considerato più adatto. Il sistema può quindi impiegare modelli differenti per individuazione, prioritizzazione, validazione e correzione senza richiedere al cliente di acquistare o gestire separatamente l’accesso ai singoli provider.
L’integrazione con Claude Code e Codex consente a Continuum di operare direttamente all’interno di strumenti di programmazione sviluppati da Anthropic e OpenAI. AWS considera questa integrazione compatibile con una strategia multi-modello nella quale il valore principale non dipende dal controllo di un singolo modello ma dal livello di orchestrazione che collega modelli, strumenti, policy, memoria e workflow aziendali. La piattaforma può quindi utilizzare modelli provenienti da fornitori differenti e modificarne l’impiego nel tempo in base alle capacità disponibili.
AWS ha inoltre ampliato Security Hub Extended con una nuova categoria dedicata alla sicurezza della supply chain software. Il servizio, lanciato nel febbraio 2026, raccoglie soluzioni di sicurezza di partner selezionati e le rende disponibili attraverso un unico rapporto commerciale e una fatturazione integrata con AWS. Con l’aggiunta della nuova categoria, Security Hub Extended comprende 23 soluzioni distribuite in 10 aree: endpoint, identità, email, rete, dati, browser, cloud, intelligenza artificiale, security operations e supply chain.
Per la protezione della catena di fornitura AWS ha scelto Chainguard e Socket, due soluzioni con funzioni differenti e complementari. Chainguard fornisce immagini container e pacchetti software rinforzati e ricostruiti partendo da codice sorgente verificato, con l’obiettivo di ridurre il rischio introdotto da dipendenze compromesse o componenti non sicuri. Socket opera invece sul comportamento dei pacchetti scaricati nell’ambiente di sviluppo e cerca segnali associati a tecniche come typosquatting, compromissione degli account dei manutentori e inserimento di codice dannoso offuscato.
I due strumenti sono pensati per coprire superfici di attacco differenti. Un pacchetto malevolo può essere pubblicato senza contenere vulnerabilità già note e quindi non essere individuato da strumenti basati esclusivamente su database di CVE; Chainguard affronta questo scenario attraverso il controllo della provenienza e la ricostruzione pulita dei componenti. Un pacchetto precedentemente affidabile può invece diventare dannoso dopo la compromissione dell’account del suo manutentore e la pubblicazione di un aggiornamento alterato; in questo caso l’analisi comportamentale di Socket può rilevare l’anomalia.
La sicurezza della supply chain diventa particolarmente rilevante nei workflow basati su agenti AI, perché gli agenti possono scaricare autonomamente librerie e dipendenze con gli stessi rischi affrontati dagli sviluppatori umani. Un agente può quindi essere indotto a installare un pacchetto con un nome simile a quello corretto oppure utilizzare una dipendenza precedentemente legittima ma successivamente compromessa.
Security Hub Extended non è stato progettato come semplice replica dell’AWS Marketplace. AWS limita deliberatamente il numero di partner per ciascuna categoria e punta a proporre una selezione ridotta di soluzioni con approcci differenti. La strategia prevede normalmente una coppia di offerte che non siano concorrenti dirette, ma che affrontino lo stesso problema da prospettive diverse. Nella categoria delle security operations, ad esempio, AWS combina Splunk, piattaforma consolidata, con Seven AI, che adotta un’impostazione differente e maggiormente orientata all’automazione tramite AI.
La decisione tra sviluppo interno e partnership viene effettuata in base al tipo di servizio. Per endpoint detection and response AWS si affida soprattutto a partner esterni, mentre per la sicurezza cloud sviluppa strumenti proprietari grazie alla conoscenza diretta della propria infrastruttura, mantenendo comunque alternative offerte da partner come Upwind. L’obiettivo è permettere ai clienti di utilizzare un insieme ristretto di strumenti già selezionati invece di dover scegliere autonomamente tra centinaia di prodotti differenti.
Tutte le offerte di Security Hub Extended dispongono inoltre di prezzi pubblici a consumo, senza obbligo di sottoscrivere contratti pluriennali. Questo consente alle aziende di iniziare con implementazioni limitate, testare i servizi e aumentare progressivamente l’utilizzo senza seguire necessariamente un ciclo di vendita tradizionale.
AWS sta contemporaneamente aumentando le funzionalità dedicate alla gestione degli agenti AI non registrati, spesso indicati come shadow agents. Questi sistemi possono essere eseguiti all’interno delle organizzazioni senza essere presenti nelle directory o nei cataloghi ufficiali e risultano quindi difficili da individuare e controllare. Security Hub dispone ora di un inventario AI gratuito che utilizza diverse fonti di telemetria per individuare servizi e workload basati sull’intelligenza artificiale.
AWS Config viene utilizzato per identificare servizi collegati all’AI come SageMaker, Bedrock e AgentCore all’interno dell’organizzazione. Amazon Inspector analizza istanze di calcolo e container alla ricerca di software riconducibile a workload AI, mentre GuardDuty confronta log DNS, richieste e risposte con strumenti di intelligenza artificiale e carichi agentici conosciuti. La combinazione di questi segnali permette di costruire una visione più completa dei sistemi AI presenti all’interno dell’ambiente cloud.
GuardDuty è stato inoltre esteso per monitorare eventi del data plane relativi all’intelligenza artificiale, compresi prompt, volume delle richieste e costi di inferenza. Uno degli scenari che AWS sta cercando di rilevare è il cosiddetto cost harvesting, nel quale un attaccante compromette credenziali cloud e utilizza l’account per effettuare il maggior numero possibile di inferenze AI prima che l’attività venga individuata.
Questo tipo di abuso è concettualmente simile al cryptomining non autorizzato che ha caratterizzato numerosi attacchi cloud negli anni precedenti. Invece di utilizzare risorse compromesse per minare criptovalute, l’attaccante sfrutta crediti, capacità di calcolo e servizi di inferenza messi a disposizione dall’account violato. GuardDuty utilizza quindi meccanismi di rilevamento delle credenziali compromesse e dei consumi anomali anche per questa nuova categoria di abuso.
Continuum e Security Hub Extended rimangono prodotti separati. Continuum è focalizzato sul codice scritto dall’azienda e sulle dipendenze open source utilizzate dalle applicazioni, mentre Security Hub Extended raccoglie un insieme più ampio di strumenti destinati a differenti superfici di sicurezza. La nuova categoria supply chain crea però un punto di contatto tra i due servizi, poiché Continuum analizza e valida anche dipendenze di terze parti mentre Chainguard e Socket lavorano direttamente sulla provenienza e sul comportamento degli stessi componenti.
La strategia di sicurezza AWS si è ampliata progressivamente nel corso del 2026. Security Hub era stato riprogettato durante re:Invent 2025 integrando GuardDuty, Inspector, Cloud Security Posture Management e Access Analyzer in un’unica console. Security Hub Extended è stato successivamente lanciato nel febbraio 2026 con 14 soluzioni di partner, aumentate a 21 distribuite su nove categorie a maggio e ora a 23 su dieci categorie. Continuum è stato invece presentato durante l’AWS Summit di New York a giugno e successivamente ampliato con le integrazioni Claude Code e Codex in occasione del Black Hat USA di agosto.
Nel secondo trimestre del 2026 AWS ha registrato ricavi per 42,2 miliardi di dollari, con una crescita del 37% su base annua dei servizi cloud. Nello stesso periodo la società disponeva di circa il 28% del mercato globale delle infrastrutture cloud, rispetto al 20% di Microsoft e al 15% di Google. AWS dichiara inoltre che decine di migliaia di clienti utilizzano almeno uno dei propri servizi di sicurezza in settori commerciali e governativi e in tutte le principali aree geografiche in cui opera.
Con l’integrazione di Continuum in Claude Code, Codex e Kiro, l’espansione di Security Hub Extended e le nuove funzionalità di inventario e monitoraggio dell’AI, AWS sta quindi costruendo un livello di sicurezza che opera trasversalmente rispetto ai singoli modelli e ai singoli strumenti di sviluppo. Continuum utilizza più modelli per individuare, verificare e correggere vulnerabilità, mentre Security Hub Extended combina servizi AWS e strumenti di partner selezionati per proteggere infrastrutture, dipendenze software e workload AI attraverso un unico ecosistema operativo.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
