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Al Festival di Cannes 2026 uno dei temi più discussi è stato l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella produzione cinematografica, soprattutto dopo la presentazione di “Hell Grind”, lungometraggio di fantascienza realizzato quasi interamente attraverso strumenti AI generativi. Il film, sviluppato dalla startup statunitense Higgsfield AI, viene descritto come uno dei primi esempi di produzione cinematografica “AI-native”, cioè costruita direttamente attorno a modelli di generazione video, immagini ed effetti digitali gestiti da intelligenza artificiale.

“Hell Grind” è un film di circa 95 minuti ambientato in un universo fantasy-action popolato da creature demoniache, guerrieri e scenari post-apocalittici. La produzione è stata completata in sole due settimane da un team di circa 15 persone tra registi, montatori e specialisti AI, con un costo dichiarato di circa 500 mila dollari, dei quali quasi 400 mila destinati esclusivamente alla potenza di calcolo necessaria per generare ed elaborare le sequenze video tramite infrastrutture GPU e modelli generativi avanzati.

Il progetto non è stato costruito attraverso semplici prompt brevi, ma tramite pipeline AI molto complesse. Ogni sequenza sarebbe stata generata utilizzando prompt dettagliati fino a 3.000 parole, nei quali venivano specificati stile cinematografico, illuminazione, movimenti di camera, texture, profondità di campo, fisica dei movimenti e continuità narrativa tra le scene. Secondo gli sviluppatori, per ottenere pochi secondi di filmato utilizzabile erano necessarie migliaia di generazioni iterative, successivamente selezionate e montate manualmente.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la continuità visiva dei personaggi e degli ambienti, considerata finora uno dei principali limiti dei modelli video generativi. Higgsfield AI avrebbe sviluppato sistemi proprietari aggiuntivi per mantenere coerenza estetica tra le inquadrature, evitando variazioni casuali nei volti, nei costumi e negli scenari. Questa capacità viene considerata centrale nello sviluppo futuro del cinema AI, perché i modelli generativi tradizionali tendono ancora a produrre instabilità visive tra una scena e l’altra.

La presenza di produzioni AI a Cannes riflette un cambiamento più ampio all’interno dell’industria cinematografica internazionale. Dopo le forti tensioni emerse durante gli scioperi SAG-AFTRA del 2023 sul possibile impatto dell’intelligenza artificiale su attori, sceneggiatori e creativi, il settore sta entrando in una fase di sperimentazione più concreta. Registi, produttori e studi cinematografici stanno valutando l’utilizzo dell’AI soprattutto per effetti visivi, pre-visualizzazione, post-produzione e abbattimento dei costi operativi. Secondo stime riportate durante il festival, alcune applicazioni AI potrebbero ridurre fino al 30% i costi di post-produzione nei grandi progetti cinematografici.

Il Festival di Cannes mantiene comunque una posizione prudente. Le produzioni che utilizzano intelligenza artificiale possono essere presentate all’interno della manifestazione, ma i film realizzati prevalentemente tramite AI generativa non risultano attualmente ammessi alla competizione per la Palma d’Oro. Parallelamente cresce il dibattito sulla definizione stessa di autorialità cinematografica, perché sistemi AI sempre più sofisticati stanno iniziando a intervenire direttamente nella creazione di immagini, scene, montaggio e sviluppo narrativo.

Di Fantasy