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Uno studio di DerivateX ha analizzato il comportamento di ChatGPT e Google AI Overviews nelle ricerche con intento di acquisto, rilevando una separazione netta tra i prodotti consigliati e le fonti utilizzate per giustificarli. Le due piattaforme mostrano una convergenza parziale sugli strumenti citati, ma costruiscono le risposte attingendo a universi informativi quasi indipendenti.

La ricerca, denominata The Agreement Gap, ha raccolto 402 citazioni generate da 15 query rivolte a buyer software in cinque segmenti dell’infrastruttura cloud per media e contenuti. Ogni domanda è stata inviata più volte a entrambi i sistemi, da cinque a dieci esecuzioni per query, per ridurre l’effetto della variabilità delle risposte generative e consolidare l’insieme di prodotti nominati e pagine web citate.

Il primo dato riguarda la sovrapposizione tra i tool consigliati. Considerando le domande aperte di discovery, ChatGPT e Google AI Overviews hanno indicato gli stessi brand in circa il 38% dei casi. Nelle query orientate alla risoluzione di un problema specifico, la sovrapposizione scende al 22%. Su tutte le domande considerate, il livello di accordo sui prodotti è stato pari a circa il 32%, segnalando che le due piattaforme possono portare l’utente verso una parte comune del mercato, pur non restituendo classifiche o percorsi di scoperta identici.

La differenza più marcata emerge nelle fonti. Le due piattaforme hanno condiviso appena il 4% delle pagine citate nelle query aperte, anche quando i prodotti suggeriti risultavano simili. Persino nelle richieste di confronto diretto, dove venivano nominati esplicitamente tre strumenti e i modelli erano quindi vincolati a discutere lo stesso insieme di soluzioni, la sovrapposizione tra le fonti è rimasta attorno al 30%.

L’analisi ha verificato anche se questa distanza dipendesse semplicemente da un diverso ordinamento delle stesse pagine. Il risultato indica che non è così. Unendo le citazioni principali e secondarie prodotte da ChatGPT, solo circa il 25% delle fonti poste in primo piano da Google AI Overviews compariva nell’insieme complessivo delle risposte di ChatGPT. Circa il 75% delle fonti principali di Google non risultava quindi citato in alcun punto dalle risposte dell’altro sistema.

Le preferenze editoriali e informative delle due piattaforme appaiono differenti. ChatGPT ha fatto maggiore ricorso a discussioni della community, forum e Reddit, che hanno rappresentato circa il 25% delle sue citazioni. Reddit è stato richiamato 39 volte nel campione analizzato. Google AI Overviews ha utilizzato fonti community in misura molto inferiore, intorno al 4%, con soltanto sette citazioni Reddit, privilegiando invece pagine dei fornitori, siti dei competitor e contenuti commerciali o comparativi. Questa categoria ha rappresentato circa il 45% delle citazioni di Google AI Overviews.

Google AI Overviews ha inoltre utilizzato un numero medio di fonti più elevato per risposta, circa 16 contro le 10 di ChatGPT. La piattaforma di Google ha citato con maggiore frequenza anche i siti ufficiali degli strumenti menzionati, presenti in circa il 20% delle citazioni rispetto al 15% osservato per ChatGPT. Il dato suggerisce che il sistema tende a costruire una risposta più vicina alla logica della ricerca web tradizionale, con una maggiore presenza di fonti proprietarie, vendor page e contenuti già facilmente indicizzabili.

Nonostante la divergenza sulle prove utilizzate, alcuni prodotti sono emersi con continuità in entrambe le piattaforme. Vimeo, Wistia, Gumlet e Cloudinary hanno costituito il nucleo di strumenti più frequentemente nominati dai due sistemi nell’area presa in esame. Nelle query di problem solving, invece, entrambe le piattaforme hanno spesso scelto di rispondere senza indicare alcun prodotto specifico, rendendo più difficile per i brand ottenere una citazione in quel tipo di richiesta.

Il risultato principale non riguarda quindi soltanto la visibilità di un’azienda nei motori AI, ma il modo in cui questa visibilità viene costruita. Un contenuto che ottiene citazioni in ChatGPT non ha automaticamente le stesse probabilità di comparire in Google AI Overviews, perché i due sistemi sembrano riconoscere e valorizzare fonti diverse. Le conversazioni tecniche, le recensioni e il sentiment nelle community possono avere un peso più rilevante nel primo caso, mentre nel secondo diventano centrali contenuti strutturati, pagine di prodotto, confronti espliciti e asset già presenti nell’indice di Google.

Per le aziende che misurano la propria presenza nelle risposte AI, lo studio evidenzia quindi la necessità di trattare ChatGPT e Google AI Overviews come canali distinti. Non basta verificare se un brand viene nominato: occorre analizzare quale fonte viene citata, in quale tipo di domanda compare e quale combinazione di contenuti permette di mantenere visibilità nei diversi sistemi di risposta generativa.

Di Fantasy