Contentstack ha lanciato Contentstack Canoe, il suo primo prodotto standalone, progettato per mostrare alle aziende come il proprio brand viene presentato nelle risposte generate dai motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, quali concorrenti compaiono al suo posto e quali fonti vengono citate. Il servizio, annunciato durante ContentCon Europe 2026, dispone di un piano gratuito accessibile a qualsiasi azienda indipendentemente dall’utilizzo della piattaforma Contentstack e nasce per affrontare un problema legato alla crescente diffusione della ricerca generativa. Secondo i dati citati dall’azienda, l’80% dei consumatori utilizza risultati scritti dall’AI per almeno il 40% delle proprie ricerche, mentre il 45% degli acquirenti B2B ha impiegato strumenti di generative AI durante un recente processo d’acquisto, soprattutto per cercare informazioni sui fornitori. I tradizionali strumenti di monitoraggio del posizionamento nei motori di ricerca non permettono però di verificare direttamente che cosa compare all’interno delle risposte prodotte dai modelli, rendendo difficile per un’azienda capire se viene effettivamente menzionata, raccomandata oppure sostituita da un concorrente.
Il funzionamento parte dall’URL del brand: Canoe analizza il sito per identificare attività, prodotti, buyer persona e fino a dieci concorrenti, lasciando poi all’utente la possibilità di verificare e modificare queste informazioni prima di generare le domande che i potenziali clienti potrebbero rivolgere ai sistemi AI. Ogni domanda viene classificata in base alla fase del processo d’acquisto, dall’awareness alla consideration fino alla decisione; gli utenti Growth possono inoltre modificare, aggiungere o eliminare direttamente i quesiti. Il piano gratuito esegue le domande generate una volta al mese, mentre quello Growth permette esecuzioni giornaliere o settimanali, con la possibilità per tutti i piani di lanciare manualmente un nuovo report dopo avere apportato modifiche. Ogni analisi richiede circa due minuti e mostra se il brand è comparso nelle risposte AI, in che modo è stato descritto, quali concorrenti sono stati menzionati e quali fonti sono state utilizzate. I piani a pagamento eseguono il confronto contemporaneamente su ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude, mentre quello gratuito utilizza ChatGPT e Gemini. Tutti i report terminano con una lista ordinata degli interventi consigliati e comprendono anche un audit del sito che verifica se i crawler AI riescono ad accedere correttamente ai contenuti e assegna un punteggio relativo alla preparazione del sito per questo tipo di sistemi.
Nei piani a pagamento Contentstack aggiunge inoltre un server MCP remoto attraverso il quale Contentstack Agent OS, Claude, Cursor e altri client compatibili con Model Context Protocol possono leggere direttamente i risultati dell’analisi, preparare modifiche da sottoporre alla revisione del team e rilanciare successivamente il report per verificare gli effetti degli interventi. L’obiettivo è quindi costruire un ciclo operativo che non si limiti al monitoraggio della presenza del brand nelle risposte AI, ma colleghi l’analisi alle successive attività di ottimizzazione dei contenuti. Secondo Contentstack, ogni report individua infatti sia gli interventi prioritari sia le fonti sulle quali conviene lavorare, consentendo a un agente di utilizzare queste indicazioni per preparare le modifiche e misurarne poi l’impatto attraverso una nuova esecuzione. L’azienda prevede di estendere progressivamente questo meccanismo dalle singole attività a workflow più ampi utilizzati direttamente dai team responsabili dei contenuti. XCentium, partner Contentstack che ha provato Canoe durante la fase di early access, ha indicato proprio nella combinazione tra visibilità delle risposte generate dall’AI e indicazioni operative sui contenuti il principale elemento di interesse dello strumento.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
