Immagine AI

A partire dal 22 di questo mese, la Corea del Sud entra ufficialmente in una nuova fase della propria strategia tecnologica con l’entrata in vigore della Legge fondamentale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e sulla creazione di fiducia, annunciata dal Ministero della Scienza e delle ICT. Si tratta di un passaggio di grande rilievo non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, perché questa normativa viene considerata la seconda legge sull’intelligenza artificiale promulgata al mondo, dopo l’esperienza europea. Il suo obiettivo dichiarato è ambizioso: costruire una governance chiara dell’IA, sostenere lo sviluppo industriale e infrastrutturale, favorire l’innovazione e, allo stesso tempo, garantire sicurezza e fiducia nell’uso delle tecnologie intelligenti.

La legge è stata approvata dall’Assemblea nazionale nel dicembre 2024 e nasce dopo un lungo e articolato processo di consultazione. Non si tratta di un intervento improvvisato, ma del risultato di un lavoro preparatorio che ha coinvolto decine di esperti del settore privato, numerosi cicli di ascolto e confronti diretti con imprese nazionali e internazionali. L’intento del legislatore sudcoreano è quello di evitare uno dei rischi più temuti dalle aziende tecnologiche: l’incertezza normativa, che spesso frena gli investimenti e rallenta l’adozione di nuove soluzioni basate sull’IA.

Uno degli elementi centrali della legge riguarda la governance nazionale dell’intelligenza artificiale. La responsabilità strategica viene affidata al Comitato Nazionale per la Strategia sull’IA, presieduto dal presidente Lee Jae-myung. Con l’entrata in vigore della legge, questo organismo cambia natura: da struttura istituita tramite decreto presidenziale diventa un vero e proprio comitato statutario, fondato su base legislativa. Questo passaggio non è solo formale, ma rafforza il ruolo del comitato come “torre di controllo” delle politiche nazionali sull’intelligenza artificiale, consentendo l’istituzione di sottocomitati tematici, team di supporto dedicati e persino la nomina di responsabili specifici per l’IA all’interno della strategia nazionale.

Accanto alla governance, la legge quadro dedica ampio spazio agli strumenti concreti di supporto allo sviluppo del settore. Il decreto di attuazione chiarisce e dettaglia gli ambiti di intervento pubblico, che spaziano dalla ricerca e sviluppo per l’industria dell’IA alla creazione di dati di apprendimento, dal sostegno all’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali al supporto alle startup, fino alla promozione della convergenza tra IA e altri settori industriali. Grande attenzione viene data anche alla formazione di personale specializzato e alla creazione di centri dati dedicati all’intelligenza artificiale, considerati infrastrutture essenziali per la competitività futura del Paese.

Ciò che rende particolarmente interessante l’impostazione sudcoreana è però il principio della “regolamentazione minima necessaria”. La legge è esplicitamente orientata alla promozione del settore e mira a ridurre al minimo obblighi e sanzioni per le imprese, almeno nella fase iniziale. Nel testo principale è inserita una clausola chiara: per evitare confusione operativa e garantire alle aziende il tempo necessario per prepararsi, l’applicazione delle sanzioni sarà sospesa per almeno un anno. Questo periodo di grazia normativa non equivale a un vuoto di regole, ma a una fase di accompagnamento e chiarimento, in cui l’accertamento dei fatti avverrà solo in presenza di situazioni particolarmente gravi, come incidenti mortali o violazioni dei diritti umani.

Per rendere questo percorso realmente praticabile, il Ministero della Scienza e delle ICT ha annunciato l’istituzione di un “AI Basic Law Support Desk”, composto da esperti che hanno partecipato direttamente alla stesura della legge. Le aziende potranno rivolgersi a questo sportello per ricevere consulenze dettagliate sull’interpretazione delle norme e sulla preparazione alla piena applicazione della legge, con la possibilità di richiedere anche consulenze in forma anonima. È previsto inoltre un ciclo di sessioni informative dedicate in particolare a startup e imprese locali, organizzate durante il periodo di grazia normativa per diffondere conoscenza, chiarire dubbi e favorire un’adozione consapevole del nuovo quadro regolatorio.

Il percorso che ha portato all’entrata in vigore della legge è stato lungo e strutturato. Già nel gennaio dello scorso anno, il ministero aveva formato un team di revisione composto da circa 80 esperti del settore privato, raccogliendo pareri e osservazioni in decine di occasioni. La bozza dell’ordinanza di applicazione è stata resa pubblica a settembre, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione del Comitato Nazionale per la Strategia sull’IA, e successivamente tutti gli statuti subordinati, comprese linee guida e avvisi pubblici, sono stati sottoposti a consultazione. A questo si sono aggiunte oltre venti sessioni informative con aziende coreane e internazionali, fino all’avviso legislativo del 12 novembre che ha aperto la strada all’entrata in vigore definitiva della legge.

Un tema particolarmente sensibile affrontato dal Ministero riguarda la sicurezza dei prodotti di intelligenza artificiale, in particolare attraverso l’uso di filigrane digitali. Secondo le autorità, l’applicazione di watermark ai contenuti generati dall’IA rappresenta una misura minima ma necessaria per prevenire effetti collaterali tecnologici come l’uso improprio dei deepfake. Il ministero ha sottolineato che questa non è una scelta isolata, ma una tendenza globale già adottata da molte grandi aziende internazionali, e che l’obiettivo non è limitare l’innovazione, bensì rafforzare la fiducia nell’ecosistema digitale.

Nel suo insieme, la legge fondamentale sull’intelligenza artificiale riflette una visione strategica molto chiara: ridurre l’incertezza giuridica, creare un ambiente favorevole all’innovazione e allo stesso tempo stabilire basi solide per un uso sicuro e responsabile dell’IA. La Corea del Sud sembra voler dimostrare che sviluppo industriale e fiducia non sono obiettivi in contrasto, ma due facce della stessa strategia. Se questo equilibrio reggerà nel tempo, il Paese potrebbe diventare uno dei principali modelli di riferimento globali per una regolamentazione dell’intelligenza artificiale capace di sostenere la crescita senza soffocare il potenziale tecnologico.

Di Fantasy