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Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore della Legge fondamentale sull’intelligenza artificiale, la Corea del Sud compie un passo concreto verso la regolamentazione tecnica dei contenuti generati dall’IA. In questo contesto si inserisce l’annuncio di DeepBrain AI, che il 6 gennaio ha presentato quella che definisce la prima soluzione di filigrana invisibile del Paese, progettata per rispondere in modo diretto e operativo agli obblighi di trasparenza previsti dalla nuova normativa.

La legge, che entrerà ufficialmente in vigore il 22 gennaio, impone a tutte le aziende che sviluppano o utilizzano prodotti di intelligenza artificiale l’obbligo di indicare chiaramente quando un contenuto è stato generato dall’IA, indipendentemente dal settore di appartenenza o dalle dimensioni dell’organizzazione. Non si tratta quindi di una regolamentazione limitata ai grandi player tecnologici, ma di un quadro normativo che coinvolge l’intero ecosistema digitale, dalle startup alle imprese tradizionali che integrano strumenti di AI nei propri processi.

La soluzione proposta da DeepBrain AI affronta questo requisito attraverso una tecnologia di filigrana invisibile, ovvero un sistema che inserisce informazioni identificative direttamente all’interno dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale senza alterarne l’aspetto visivo o testuale. A differenza delle etichette esplicite o dei watermark visibili, facilmente rimovibili o aggirabili, la filigrana invisibile integra dati come la fonte del contenuto e il suo stato di creazione in modo impercettibile all’occhio umano, ma rilevabile a livello tecnico anche dopo modifiche, duplicazioni o altre elaborazioni successive.

Questo aspetto è particolarmente rilevante in un’epoca in cui i contenuti AI possono essere facilmente rielaborati, condivisi e decontestualizzati. La possibilità di tracciare l’origine di un contenuto anche dopo passaggi multipli rappresenta uno strumento chiave non solo per la conformità normativa, ma anche per la lotta alla disinformazione e ai deepfake. DeepBrain AI sottolinea infatti che la propria soluzione non si limita a “marcare” i contenuti, ma consente una vera e propria gestione del ciclo di vita delle informazioni generate dall’IA.

La filigrana invisibile è disponibile immediatamente tramite la piattaforma AI Studio dell’azienda e, per le realtà con esigenze di sicurezza o di controllo più stringenti, sarà offerta anche in modalità on-premise. Questa doppia opzione riflette la volontà di DeepBrain AI di rivolgersi sia a clienti cloud-native sia a organizzazioni che operano in ambienti regolamentati o sensibili, come media, settore pubblico e grandi imprese.

Un elemento distintivo dell’annuncio è l’approccio sistemico adottato dall’azienda. Oltre alla filigrana invisibile, DeepBrain AI ha sviluppato un’infrastruttura che copre l’intero processo di gestione dei contenuti AI. Questo include strumenti per il rilevamento dei deepfake tramite la soluzione AI Detector, l’inserimento e la gestione dei metadati, la pre-notifica e visualizzazione dei contenuti generati, fino alla documentazione della creazione e alla conservazione dei record di rischio. L’obiettivo dichiarato è offrire alle aziende non solo una tecnologia puntuale, ma un framework completo di conformità, capace di accompagnarle nell’adeguamento alla nuova legge.

Dal punto di vista strategico, la mossa di DeepBrain AI arriva in un momento cruciale. A livello globale, governi e autorità di regolamentazione stanno cercando di bilanciare l’innovazione nell’intelligenza artificiale con la necessità di garantire fiducia, sicurezza e responsabilità. La Corea del Sud, con la sua Legge fondamentale sull’IA, si posiziona tra i Paesi che stanno cercando di tradurre questi principi in requisiti concreti e applicabili. In questo scenario, soluzioni tecniche come la filigrana invisibile diventano un tassello essenziale per rendere la regolamentazione effettivamente praticabile.

Il CEO di DeepBrain AI, Jang Se-young, ha sottolineato come l’entrata in vigore della legge renda inevitabile per tutte le aziende che utilizzano l’IA dotarsi di strumenti di gestione delle fonti e di trasparenza dei contenuti. Secondo Jang, la sfida non è solo rispettare formalmente la normativa, ma farlo in modo sostenibile, senza rallentare l’adozione dell’intelligenza artificiale o appesantire i flussi operativi. Da qui l’enfasi su “misure di risposta tecnica pratica”, pensate per essere integrate facilmente nei sistemi esistenti.

In prospettiva, l’introduzione della filigrana invisibile potrebbe avere un impatto che va oltre i confini della Corea del Sud. Man mano che altri Paesi adotteranno regole simili sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, soluzioni di questo tipo potrebbero diventare uno standard de facto, soprattutto per le aziende che operano su più mercati. La capacità di dimostrare in modo verificabile l’origine di un contenuto AI potrebbe trasformarsi in un requisito competitivo, oltre che legale.

L’annuncio di DeepBrain AI mostra quindi come la regolamentazione dell’intelligenza artificiale stia entrando in una fase più matura, in cui ai principi etici e normativi si affiancano strumenti tecnologici concreti. La filigrana invisibile non è solo una risposta a un obbligo di legge, ma un tentativo di costruire un ecosistema di fiducia attorno ai contenuti generati dall’IA, rendendo possibile un uso più sicuro, trasparente e responsabile di queste tecnologie in un contesto sempre più complesso.

Di Fantasy