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Google ha deciso di trasformare profondamente il modo in cui facciamo acquisti online, sfruttando il suo assistente basato sull’intelligenza artificiale per rendere l’esperienza di shopping più fluida, personalizzata e integrata direttamente nelle interazioni quotidiane con i suoi servizi. La novità, annunciata nelle ultime settimane, si basa essenzialmente sull’uso avanzato di Gemini, la piattaforma di intelligenza artificiale di Big G, e sulla cosiddetta AI Mode integrata nella ricerca e nell’app Gemini stessa. Questa innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma rappresenta un tentativo di ripensare il commercio digitale portando il percorso di scoperta, decisione e acquisto direttamente nella conversazione tra utente e assistente digitale, senza che chi cerca debba abbandonare l’ambiente in cui sta già operando.

Nel concreto, la nuova funzione consentirà agli utenti di dialogare con l’assistente di Google in modo naturale, proprio come farebbero con un personale di vendita digitale. È possibile chiedere consigli, confrontare prodotti, capire quali offerte o sconti sono disponibili in quel momento e, in molti casi, completare l’acquisto senza lasciare la schermata principale dell’app o del motore di ricerca. Questo avviene grazie a strumenti di AI che analizzano il contesto della richiesta e attivano offerte personalizzate — chiamate Direct Offers — basate sugli interessi e sul comportamento dell’utente. Tali offerte possono includere sconti dedicati, promozioni esclusive o codici speciali offerti dai negozi partner, e sono visualizzate direttamente nel flusso della conversazione con l’intelligenza artificiale.

La spinta verso questa nuova esperienza di acquisto si inserisce in un più ampio sforzo di Google di riunire funzioni di e-commerce, pubblicità personalizzata e assistenza all’acquisto in un’unica realtà digitale. Piuttosto che indirizzare l’utente verso siti esterni per comparare prezzi o cercare offerte, Gemini e AI Mode diventano una sorta di “personal shopper digitale”, capace di guidare l’utente attraverso l’intero processo. In alcuni casi, grazie a partnership strette con grandi retailer come Walmart o Shopify, è possibile anche completare il checkout direttamente nell’app, includendo opzioni di pagamento come Google Pay e, a breve, anche PayPal, rendendo così l’esperienza di shopping ancora più rapida e integrata.

Questa trasformazione non riguarda solo l’utente finale, ma tocca anche profondamente il mondo della pubblicità e del commercio digitale. Google ha introdotto quello che definisce il Universal Commerce Protocol (UCP), un nuovo standard aperto che permette agli assistenti basati su intelligenza artificiale di comunicare con i sistemi di vendita dei negozi e dei marketplace. Grazie a questo protocollo, l’assistente può “capire” quando un utente è pronto ad acquistare e attivare promozioni o suggerire prodotti in modo molto più fine rispetto ai tradizionali annunci pubblicitari. I partner coinvolti nello sviluppo di questo standard includono nomi importanti dell’e-commerce globale, oltre ovviamente a compagnie di pagamento e servizi finanziari, a sottolineare l’ampiezza dell’ambizione di Google in questo campo.

Il risultato di queste innovazioni è una shopping experience che tende ad abbattere le tradizionali barriere tra ricerca, scoperta di offerte, confronto tra prodotti e acquisto vero e proprio. L’assistente AI non è più solo uno strumento di risposta a domande testuali o di supporto alla ricerca, ma diventa un vero e proprio facilitatore del commercio, in grado di leggere gusti, preferenze e bisogni degli utenti per proporre offerte su misura. In questo senso, il confine tra motore di ricerca, piattaforma pubblicitaria e sistema di e-commerce si assottiglia sempre di più, in un contesto competitivo in cui anche altri attori come OpenAI e Microsoft stanno sperimentando soluzioni analoghe per portare l’intelligenza artificiale al centro dell’esperienza di acquisto digitale.

Questa novità, per ora focalizzata principalmente sul mercato statunitense, potrebbe in futuro estendersi ad altri Paesi e mercati, portando una nuova concezione di shopping digitale anche alle realtà italiane ed europee. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale permea sempre più aspetti della nostra vita quotidiana, l’integrazione di queste tecnologie nel processo di acquisto rappresenta un passo significativo verso un’economia digitale ancora più personalizzata, efficiente e conversazionale.

Di Fantasy