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Google sta lavorando a una possibile estensione delle capacità telefoniche di Gemini che permetterebbe all’assistente di effettuare non soltanto chiamate verso aziende e servizi commerciali, ma anche brevi telefonate personali ad amici, familiari e altri contatti per conto dell’utente. Gli indizi provengono dalle nuove schermate individuate nell’app Gemini, nelle quali compare una funzione indicata come Gemini Calling e vengono mostrati esempi espliciti come chiedere all’assistente di chiamare la propria madre per comunicarle un ritardo di quindici minuti oppure telefonare a una persona di nome John per verificare se parteciperà alla cena. La funzione non è stata ancora annunciata ufficialmente da Google e le schermate provengono dall’analisi di codice e componenti ancora in fase di sviluppo, quindi potrebbero essere modificate, rinviate oppure non raggiungere mai la distribuzione pubblica. Gli elementi trovati mostrano però che Google sta quantomeno sperimentando un’estensione significativa dell’attuale Call for Me oltre il rapporto tra consumatore e azienda.

Call for Me è già disponibile sui Pixel 11 come evoluzione delle precedenti tecnologie telefoniche sviluppate da Google e deriva concettualmente dal lavoro iniziato anni prima con Google Duplex. Nella configurazione attuale Gemini può effettuare determinate telefonate commerciali per conto dell’utente, sopportare anche i tempi di attesa e la musica di hold e svolgere operazioni come chiedere informazioni o effettuare una prenotazione. Il sistema evita quindi all’utente una parte delle normali procedure telefoniche necessarie per interagire con ristoranti o altre attività. La versione personale individuata nell’app trasferirebbe la stessa logica ai contatti privati: anziché chiedere all’assistente di comporre semplicemente un numero e mettere in comunicazione due persone, sarebbe Gemini stesso a pronunciare il messaggio oppure a porre una domanda e successivamente restituire la risposta al proprietario del dispositivo.

Le schermate disponibili suggeriscono tuttavia un’autonomia conversazionale molto più limitata rispetto a una normale telefonata sostenuta dall’AI. Gli esempi sono incentrati sulla consegna di messaggi brevi oppure sulla raccolta di una precisa informazione: comunicare a qualcuno che l’utente arriverà in ritardo, chiedere se parteciperà a una cena oppure ottenere una risposta a una domanda specifica. Più che affidare a Gemini una conversazione personale completa, la funzione assomiglierebbe quindi a una sorta di messaggio testuale trasformato in interazione vocale. Potrebbe risultare utile soprattutto quando il destinatario controlla raramente i messaggi oppure quando una telefonata rappresenta un canale più affidabile per ottenere rapidamente una risposta. Gemini potrebbe chiamare il contatto, trasmettere l’informazione, formulare la domanda prevista e riferire successivamente il risultato all’utente senza che quest’ultimo debba partecipare direttamente alla conversazione.

L’estensione alle chiamate personali introduce però un problema che nel caso delle telefonate commerciali ha caratteristiche differenti: il destinatario potrebbe non voler interagire con un agente AI che telefona per conto di un’altra persona. Le schermate individuate indicano che Google sta quindi preparando meccanismi attraverso i quali un utente possa rifiutare questo tipo di chiamate. È inoltre prevista una comunicazione iniziale che informerebbe il destinatario che la telefonata viene effettuata da un sistema AI per conto di qualcun altro, rendendo esplicita la natura artificiale dell’interlocutore prima dell’avvio dell’interazione. La possibilità di opt-out diventerebbe quindi parte integrante del sistema, proprio perché l’utilizzatore che ordina la chiamata e la persona che la riceve sono soggetti differenti e soltanto il primo ha inizialmente deciso di coinvolgere Gemini.

L’analisi dell’app ha fatto emergere anche nuove impostazioni granulari relative alle azioni che Gemini può effettuare attraverso altre applicazioni. Nella nuova sezione dedicata ai permessi di scrittura e cancellazione compaiono controlli specifici per le diverse app e per particolari categorie di azione, indicando che Google sta lavorando parallelamente a un modello di autorizzazioni più fine per gli agenti capaci di modificare dati o compiere operazioni per conto dell’utente. Menu analoghi possono essere visualizzati per più applicazioni, ma durante i test diverse opzioni non risultavano ancora operative, ulteriore indicazione del fatto che la funzionalità si trova in una fase di sviluppo non definitiva.

La possibile introduzione di Gemini Calling per i contatti personali si inserisce nell’espansione delle funzioni telefoniche introdotte con la serie Pixel 11. Google ha progressivamente trasformato il telefono da semplice endpoint della chiamata in un ambiente nel quale l’AI può gestire parti dell’interazione, attendere al posto dell’utente e dialogare con l’interlocutore per completare uno specifico compito. L’estensione ad amici e familiari trasferirebbe però questo paradigma dall’automazione di procedure commerciali alla comunicazione fra persone, pur mantenendo almeno inizialmente un perimetro molto ristretto di attività. Non ci sono indicazioni su una data di disponibilità né la prova che Google abbia deciso definitivamente di commercializzare la funzione: essendo stata individuata tramite un teardown dell’app, rimane possibile che gli esperimenti vengano modificati o eliminati prima del rilascio.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy