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Honda sta lavorando con Redwire a un sistema robotico destinato alle future stazioni spaziali commerciali, combinando la propria mano robotica multifinger con il braccio STAARK e con le tecnologie per i moduli sperimentali sviluppate da Redwire. L’obiettivo è automatizzare una parte delle attività di ricerca che oggi richiedono l’intervento diretto degli astronauti, come il recupero degli esperimenti, il trasferimento dei campioni, lo spostamento di materiali tra diverse postazioni e l’utilizzo delle apparecchiature di laboratorio. La soluzione viene sviluppata pensando alla progressiva transizione dalla Stazione Spaziale Internazionale verso piattaforme commerciali in orbita terrestre bassa, che dovrebbero operare con equipaggi più ridotti e permanenze più brevi, rendendo quindi più importante l’automazione delle attività ripetitive e di supporto. Ridurre il tempo impiegato dagli astronauti per queste operazioni potrebbe aumentare la capacità di ricerca disponibile a bordo e permettere di utilizzare con maggiore continuità le infrastrutture scientifiche.

Il componente Honda è una mano robotica progettata per riprodurre una parte significativa della destrezza umana attraverso articolazioni controllate attivamente e sensori di forza e tattili distribuiti tra dita e palmo. La configurazione consente di rilevare con precisione il contatto con gli oggetti e di modulare la presa, caratteristica necessaria per manipolare campioni, piccoli componenti e strumenti di laboratorio senza danneggiarli. Honda ha sottoposto il sistema a prove di durata con differenti carichi applicati alle dita e lo ha sviluppato per operazioni che richiedono contemporaneamente precisione, forza e capacità di adattare la presa. Le specifiche pubblicate dall’azienda indicano 16 articolazioni attuate, sensori di forza a sei assi su ciascun polpastrello e 288 canali di rilevamento tattile complessivi tra dita e palmo; tra le dimostrazioni eseguite figurano l’infilatura di un ago, il serraggio di piccole viti, la rotazione di bulloni e l’utilizzo di forbici.

Redwire fornisce invece il sistema STAARK, un braccio robotico modulare progettato per applicazioni in orbita e configurabile in funzione della lunghezza, della destrezza richiesta e dei vincoli di spazio della missione. Il sistema integra sensori di visione per riconoscere e seguire gli oggetti, può utilizzare differenti effettori terminali e supporta modalità che vanno dalla teleoperazione all’autonomia supervisionata. Test recenti hanno dimostrato la capacità del braccio di seguire e afferrare autonomamente oggetti in movimento, mentre l’architettura modulare permette di impiegarlo anche per ispezione, cattura, berthing e assemblaggio nello spazio. Redwire dispone inoltre di otto infrastrutture operative sulla ISS e di esperienza nella realizzazione e gestione di apparati destinati agli esperimenti scientifici in orbita.

L’integrazione tra il braccio STAARK e la mano Honda dovrebbe consentire di coprire una parte più ampia del ciclo operativo degli esperimenti: il braccio fornisce portata e posizionamento, mentre la mano esegue manipolazioni precise e prese adattabili su oggetti differenti. Oltre alle attività di laboratorio, il sistema potrebbe essere utilizzato per gestione dell’inventario, movimentazione dei carichi, ispezioni e altre funzioni di supporto alla stazione. Honda e Redwire presenteranno e discuteranno le possibili applicazioni della soluzione con sviluppatori di stazioni commerciali e partner industriali durante l’International Astronautical Congress 2026, in programma dal 5 al 9 ottobre ad Antalya, in Turchia.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy