All’India AI Impact Summit 2026 a Nuova Delhi, la startup indiana iHub Robotics ha svelato Daksha Gen 2, un robot umanoide di nuova generazione progettato per operare in ambienti industriali reali e ambienti difficili, segnando un importante avanzamento per l’ecosistema nazionale della robotica e dell’intelligenza artificiale fisica. Questo evento, che ha attirato l’attenzione internazionale su tecnologie applicative più che su prototipi da laboratorio, ha offerto a Daksha Gen 2 un palcoscenico ideale per dimostrare capacità tecniche e potenziale di impiego su scala industriale.
Daksha Gen 2, a volte identificato anche come Daksha Gen-2 Pro, è il risultato di anni di ricerca e sviluppo in sistemi autonomi complessi, con particolare attenzione all’integrazione di modelli di intelligenza artificiale di tipo “Physical AI” che consentono al robot di percepire l’ambiente fisico, prendere decisioni basate su modelli linguistici e visivi e agire senza supervisione costante. La piattaforma si avvale di modelli Vision-Language-Action (VLA), che combinano capacità di visione computerizzata con interpretazione linguistica e azione fisica, permettendo al sistema di generare mappe di percorso in tempo reale, riconoscere oggetti e manipolarli con precisione. Queste capacità, cruciali per l’autonomia operativa nei contesti dinamici tipici degli ambienti industriali, rappresentano un significativo passo avanti rispetto a molti robot umanoidi sperimentali che si limitano a dimostrazioni in spazi controllati.
Dal punto di vista dell’hardware, Daksha Gen 2 è progettato per resistere alle sollecitazioni tipiche dei siti di produzione e delle operazioni logistiche. La struttura meccanica integra manipolatori con tre dita di precisione, in grado di gestire oggetti di diverse forme e dimensioni, mentre il sistema di navigazione utilizza sensori avanzati per adattarsi a ambienti non strutturati, superare ostacoli e reagire dinamicamente a cambiamenti improvvisi nello spazio operativo. Tale combinazione di manipolazione fine e mobilità autonoma consente al robot di eseguire operazioni complesse, come il posizionamento accurato di componenti o strumenti, senza necessità di intervento umano continuativo.
Un aspetto tecnico fondamentale di Daksha Gen 2 riguarda l’uso integrato di sensoristica sofisticata e calcolo onboard, che supporta un’elaborazione efficiente dei dati in tempo reale. Questo approccio riduce la dipendenza da collegamenti remoti a server cloud per il processamento critico, aumentando la resilienza operativa e abbattendo latenze che potrebbero compromettere la reattività in applicazioni industriali dove ogni millisecondo può fare la differenza. Il robot è progettato anche per opera 24 su 24, un requisito standard nei contesti di automazione pesante dove la continuità di servizio è essenziale per mantenere linee di produzione o processi logistici ad alto throughput.
Dal punto di vista dell’intelligenza artificiale, i modelli VLA consentono a Daksha Gen 2 non solo di riconoscere e seguire comandi, ma di elaborare informazioni nell’ambito di contesti linguistici e visivi complessi, integrando percezione e azione in un flusso decisionale coerente. Questo tipo di architettura è fondamentale per consentire a sistemi autonomi di affrontare compiti non banali in spazi industriali reali, dove variabili come illuminazione non uniforme, oggetti parzialmente occlusi o oggetti simili ma con ruoli diversi devono essere interpretati correttamente per garantire precisione e sicurezza. La capacità di generare dinamicamente piani di azione basati su input visivi e linguistici rappresenta un metro di misura rilevante della maturità tecnica del sistema.
La presentazione di Daksha Gen 2 al summit sottolinea anche un orientamento strategico più ampio da parte di iHub Robotics e del contesto tecnologico indiano: quello di sviluppare soluzioni robotiche sovrane dal design alla produzione nel paese, con una forte enfasi sul principio “Make in India”. La società ha annunciato inoltre l’intenzione di realizzare una struttura produttiva di 24 000 piedi quadrati dedicata alla robotica umanoide nel Kerala, rafforzando così la propria capacità di produrre e scalare localmente sistemi avanzati. Ciò va di pari passo con iniziative governative e partnership industriali volte a consolidare competenze di alta tecnologia nel campo dell’automazione e dell’IA applicata alla robotica.
Rispetto alle iterazioni precedenti, come il robot TARA Gen-1 di iHub, che era orientato a ruoli di assistenza di base con riconoscimento emotivo e interazione linguistica, Daksha Gen 2 si distingue per il suo orientamento all’automazione industriale robusta. Questo implica non solo un salto nelle capacità di percezione e manipolazione, ma anche nella resistenza meccanica e nella capacità di operare in ambienti dove fattori come polvere, vibrazioni e ostacoli imprevisti costituiscono la norma, piuttosto che l’eccezione.
