Meta ha deciso di rinviare il lancio internazionale dei suoi nuovi occhiali intelligenti con realtà aumentata, i Meta Ray-Ban Display, segnando una battuta d’arresto temporanea nella strategia di espansione globale di uno dei prodotti più osservati nel panorama dei dispositivi AI di nuova generazione. Non si tratta però di un passo indietro dovuto a scarso interesse del mercato, bensì dell’esatto opposto: la domanda negli Stati Uniti ha superato le aspettative, mettendo sotto pressione una supply chain che al momento non è in grado di sostenere una distribuzione su larga scala fuori dal mercato domestico.
Meta aveva inizialmente pianificato di portare i Ray-Ban Display nel Regno Unito, in Francia, in Italia e in Canada all’inizio dell’anno, ma il piano è stato rivisto. L’azienda ha spiegato che, dal lancio avvenuto lo scorso autunno, l’interesse è stato così elevato da generare una lista d’attesa che si estende addirittura fino al 2026. Con un inventario estremamente limitato, Meta ha quindi scelto di dare priorità all’evasione degli ordini negli Stati Uniti, rimandando la disponibilità internazionale e lasciando per ora indefiniti i tempi di arrivo nei singoli mercati esteri.
I Meta Ray-Ban Display nascono dalla collaborazione con Ray-Ban, marchio storico dell’occhialeria di proprietà di EssilorLuxottica. A differenza delle precedenti generazioni di smart glasses, questi occhiali introducono un elemento chiave che li distingue in modo netto: un display integrato direttamente su un lato della lente. Questa soluzione consente di visualizzare informazioni contestuali senza dover ricorrere a uno schermo tradizionale, permettendo agli utenti di leggere messaggi, seguire indicazioni stradali, consultare traduzioni in tempo reale e interagire con servizi digitali in modo discreto e continuo.
Al momento del lancio, il prezzo di 799 dollari aveva sollevato più di una perplessità, soprattutto in un mercato che ha ancora ben presente i fallimenti commerciali di precedenti tentativi di smart glasses. Tuttavia, i numeri iniziali raccontano una storia diversa. Secondo i dati diffusi dalla società di ricerca IDC, Meta avrebbe venduto circa 15.000 unità nel primo trimestre di disponibilità, conquistando una quota di mercato del 6% nella categoria. Si tratta di un risultato significativo per un prodotto di fascia alta e tecnologicamente ambizioso, che suggerisce come il pubblico stia iniziando a percepire gli occhiali intelligenti non più come un esperimento futuristico, ma come un possibile strumento quotidiano.
Proprio questo successo iniziale ha messo in evidenza uno dei nodi centrali dell’attuale fase di sviluppo degli smart glasses: la stabilità della catena di approvvigionamento. Con l’hardware che torna a essere una leva strategica per le grandi aziende tecnologiche, la capacità di produrre, distribuire e supportare dispositivi complessi diventa una variabile determinante per il successo. Meta, consapevole di questo equilibrio delicato, ha scelto di rallentare l’espansione internazionale per riorganizzare la propria strategia di fornitura nel medio-lungo termine, evitando di compromettere l’esperienza degli utenti o di creare aspettative che non potrebbero essere soddisfatte.
Nel frattempo, l’azienda non ha fermato lo sviluppo del prodotto e ha approfittato del palcoscenico del CES di Las Vegas per presentare nuove funzionalità dedicate sia ai Ray-Ban Display sia ad altri dispositivi indossabili del suo ecosistema. Tra le novità più interessanti c’è l’introduzione di una funzione di tipo “teleprompter”, che consente agli utenti di scorrere appunti e testi direttamente sugli occhiali, controllandoli tramite un braccialetto dedicato. Questa funzione apre scenari interessanti non solo per creator e professionisti, ma anche per presentazioni, formazione e supporto operativo sul campo.
Meta ha inoltre ampliato il servizio di navigazione pedonale, estendendolo a 32 città e aggiungendo nuove località come Denver, Las Vegas, Portland e Salt Lake City. È un segnale chiaro di come l’azienda stia puntando su casi d’uso concreti, legati alla mobilità urbana e all’assistenza contestuale, piuttosto che su semplici dimostrazioni tecnologiche. L’obiettivo sembra essere quello di rendere gli occhiali un’interfaccia naturale per accedere all’intelligenza artificiale, riducendo la dipendenza dallo smartphone e spostando l’interazione verso un modello più continuo e ambientale.
Il rinvio del lancio internazionale dei Meta Ray-Ban Display, quindi, non va letto come un segnale di debolezza, ma come la conferma di una fase di transizione complessa. Gli smart glasses stanno emergendo come uno dei formati più promettenti per l’AI consumer, ma il loro successo non dipenderà solo dall’innovazione tecnologica o dal design, bensì dalla capacità delle aziende di garantire produzione, distribuzione e supporto su scala globale. In questo scenario, la scelta di Meta di consolidare prima il mercato statunitense appare come una mossa prudente, in attesa di costruire le basi necessarie per un’espansione internazionale più solida e sostenibile.
