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MoonPay ha lanciato PayBox, un’infrastruttura di pagamento progettata per consentire agli agenti di intelligenza artificiale di utilizzare denaro e strumenti finanziari senza assumere direttamente la custodia dei fondi dell’utente. Il sistema, disponibile dal 29 luglio 2026 attraverso connettori personalizzati per ChatGPT e Claude, permette di chiedere all’assistente di scambiare token, finanziare un portafoglio digitale, pagare un esercente, effettuare acquisti oppure bloccare una prenotazione al ristorante. Il denaro viene prelevato dal portafoglio o dalla carta dell’utente soltanto dopo l’applicazione delle regole precedentemente definite e, quando richiesto, dopo una conferma effettuata attraverso una passkey. Né l’agente AI né MoonPay possono autorizzare autonomamente una transazione.

La configurazione viene eseguita direttamente all’interno dell’assistente compatibile. L’utente registra una passkey, crea o importa un portafoglio e può aggiungere una o più carte di pagamento. Il conto può essere finanziato trasferendo risorse da un portafoglio esistente oppure acquistando criptovalute mediante il servizio di accesso di MoonPay, che prevede la verifica dell’identità. Ogni credenziale viene successivamente associata a una delle due modalità operative previste dalla piattaforma. Con “Always Ask” ogni operazione richiede una nuova approvazione tramite passkey, mentre con la modalità “Autonomous” l’agente può agire autonomamente entro limiti economici, temporali e operativi stabiliti dall’utente. Anche la modifica di questi limiti richiede un’ulteriore approvazione e l’accesso può essere revocato in qualsiasi momento.

Al momento del lancio PayBox supporta Solana, Ethereum, Base, Arbitrum, Polygon, Hyperliquid, Tempo e Robinhood Chain. Per i pagamenti destinati a servizi esterni all’ambiente strettamente crittografico viene utilizzato x402, uno standard ospitato dalla Linux Foundation che sfrutta la risposta HTTP 402 “Payment Required”. Il meccanismo consente a un server di comunicare il prezzo di un servizio e al client di pagarlo in stablecoin, senza creare preventivamente un account e senza utilizzare una chiave API tradizionale. Nei trenta giorni precedenti al lancio, l’infrastruttura x402 aveva elaborato circa 75,41 milioni di transazioni per un valore complessivo di 24,24 milioni di dollari, con un importo medio vicino a 32 centesimi per operazione.

Le prime integrazioni riguardano prenotazioni di ristoranti, acquisti presso importanti rivenditori online e servizi legati ai viaggi. Nuove funzioni dovrebbero essere aggiunte con cadenza settimanale, ampliando progressivamente il numero di commercianti e attività che possono ricevere pagamenti avviati da un agente. Il sistema è pensato per consentire all’assistente di completare l’intero flusso operativo, dalla ricerca del prodotto o del servizio alla proposta della transazione, mantenendo però l’autorizzazione economica separata dal processo probabilistico utilizzato dal modello linguistico.

La protezione dei portafogli si basa sulla crittografia a soglia. Le chiavi private vengono suddivise in più componenti e conservate all’interno di ambienti hardware protetti, in modo che nessun dispositivo, sessione o soggetto possieda individualmente una chiave completa. Nessuna delle parti coinvolte può quindi firmare autonomamente una transazione. Anche la compromissione del telefono dell’utente non dovrebbe fornire a un aggressore tutti gli elementi necessari per trasferire i fondi, poiché i frammenti della chiave rimangono separati e vengono utilizzati congiuntamente soltanto durante l’operazione autorizzata.

L’infrastruttura di gestione delle chiavi deriva dalla tecnologia di Sodot, società acquisita da MoonPay il 29 aprile 2026 contestualmente allo sviluppo della divisione dedicata ai servizi istituzionali. Prima dell’acquisizione, la tecnologia di Sodot avrebbe protetto oltre dieci milioni di portafogli e messo in sicurezza transazioni per più di 50 miliardi di dollari. Tra le aziende che avevano utilizzato questa infrastruttura figuravano eToro, BitGo ed Exodus.

Per i pagamenti con carta viene adottata un’architettura differente. Le transazioni vengono elaborate attraverso il framework di commercio agentico di Visa, che consente a un agente verificato di fornire al commerciante i dati necessari senza che PayBox debba conservare il numero completo della carta. Il sistema può inoltre generare carte virtuali monouso, limitate a uno specifico esercente e a un importo prestabilito. In questo modo una credenziale creata per una singola operazione non può essere riutilizzata per acquisti diversi o per somme superiori a quelle autorizzate.

Ogni conferma tramite passkey è valida per una sola azione e scade dopo l’utilizzo. Questa impostazione limita il rischio che un’autorizzazione legittima venga intercettata e riprodotta per effettuare ulteriori pagamenti. Una conferma destinata a una determinata transazione non può quindi essere trasformata in un’autorizzazione permanente o ampliata a operazioni differenti. La componente crittografica è stata sottoposta ad audit da Trail of Bits e NCC Group, mentre il trattamento delle carte rispetta lo standard di sicurezza PCI DSS.

Il funzionamento di PayBox separa la capacità decisionale del modello dall’autorizzazione finanziaria. L’agente può individuare un prodotto, confrontare alternative, proporre un acquisto e predisporre i dati della transazione, ma l’esecuzione dipende da un motore deterministico che applica le regole definite dall’utente. Nella modalità più restrittiva interviene anche la passkey per confermare ogni singola operazione. Questo approccio risponde al problema giuridico dell’autorizzazione nei pagamenti avviati da agenti AI, poiché molte normative esistenti presuppongono che l’ordine sia riconducibile a una disposizione esplicita impartita dal titolare del conto o da un rappresentante legalmente riconosciuto.

Quando un agente opera sulla base di un mandato permanente, l’autorizzazione non coincide più necessariamente con un clic effettuato nel momento del pagamento. Diventa invece una combinazione di regole, limiti e consensi definiti in precedenza, con conseguenze sulla tracciabilità dell’ordine, sull’attribuzione delle responsabilità e sulla gestione delle contestazioni. PayBox affronta questa struttura mantenendo il ragionamento probabilistico del modello nella fase di proposta e affidando l’autorizzazione e il regolamento a procedure deterministiche. L’agente suggerisce l’azione, mentre le politiche impostate dall’utente e il sistema crittografico stabiliscono se la transazione può essere eseguita.

MoonPay opera inoltre attraverso una struttura regolamentata. La MoonPay Trust Company ha ottenuto nel novembre 2025 una limited purpose trust charter dal Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York. A questa autorizzazione si aggiungono la BitLicense, le licenze statali per il trasferimento di denaro e le autorizzazioni possedute nell’Unione europea. La presenza di un soggetto autorizzato consente alle autorità, alle banche e agli emittenti di carte di individuare un interlocutore responsabile qualora un agente esegua un acquisto errato o una transazione venga contestata.

Il settore dei pagamenti agentici sta attirando anche altri operatori. Stripe permette agli agenti di utilizzare metodi di pagamento memorizzati mediante accessi tokenizzati, mentre Robinhood e Coinbase hanno sviluppato strumenti per finanziare le attività degli agenti. Visa e Mastercard stanno integrando nei propri circuiti sistemi per identificare e verificare gli agenti che avviano una transazione. PayBox si differenzia per l’utilizzo di fondi controllati direttamente dall’utente e di infrastrutture aperte, senza vincolare le operazioni alle autorizzazioni di una singola piattaforma.

Le prossime estensioni riguarderanno il supporto di ulteriori piattaforme di intelligenza artificiale e una maggiore integrazione con la finanza decentralizzata. L’obiettivo è consentire agli agenti di instradare scambi di token, gestire liquidità e operare su contratti perpetui applicando le stesse regole di autorizzazione previste per gli acquisti e le prenotazioni. Il passaggio dalle spese di importo limitato alle operazioni finanziarie con leva rende però ancora più rilevanti i limiti definiti prima dell’esecuzione, poiché una configurazione troppo ampia potrebbe esporre l’utente a rischi significativamente maggiori rispetto a quelli associati a un normale pagamento commerciale.

Di Fantasy