La Commissione europea sta valutando la designazione di ChatGPT e Roblox come servizi di dimensioni molto grandi ai sensi del Digital Services Act, dopo che entrambe le piattaforme hanno dichiarato un numero medio di utenti mensili nell’Unione europea superiore alla soglia di 45 milioni prevista dalla normativa. La decisione potrebbe arrivare già nell’agosto 2026 e sottoporrebbe OpenAI e Roblox Corporation al livello più elevato di obblighi introdotto dal DSA per i servizi digitali con una capacità particolarmente ampia di influenzare utenti, diffusione delle informazioni e rischi sociali. La classificazione di ChatGPT dovrà inoltre stabilire se il servizio debba essere trattato come una Very Large Online Platform, una Very Large Online Search Engine oppure attraverso una qualificazione coerente con le sue funzioni ibride di assistente, motore di ricerca e piattaforma che ospita contenuti creati dagli utenti.
Il Digital Services Act considera di dimensioni molto grandi le piattaforme e i motori di ricerca che raggiungono almeno 45 milioni di destinatari attivi mensili nell’Unione, corrispondenti a circa il 10% della popolazione europea. Il superamento del limite quantitativo non produce automaticamente la classificazione, che deve essere formalizzata dalla Commissione dopo l’esame dei dati comunicati dal fornitore e delle caratteristiche del servizio. Il portavoce della Commissione Thomas Regnier ha confermato che l’inclusione di ChatGPT e Roblox è concretamente possibile perché entrambe le aziende hanno dichiarato numeri superiori alla soglia, precisando però che la procedura deve ancora completare la valutazione giuridica necessaria.
Per il semestre terminato il 31 marzo 2026, OpenAI ha comunicato circa 159,1 milioni di destinatari attivi mensili nell’Unione europea per le funzioni di ricerca di ChatGPT. Il valore è più di tre volte superiore al requisito previsto dal DSA e mostra che il servizio non può più essere considerato un’applicazione utilizzata da una platea limitata o sperimentale. OpenAI aveva già riportato circa 120,4 milioni di utenti medi mensili per il precedente periodo di rilevazione, rendendo evidente una crescita che ha portato la Commissione a esaminare formalmente l’applicabilità del regime destinato ai maggiori intermediari digitali.
La misurazione pubblicata da OpenAI riguarda specificamente ChatGPT Search, cioè le funzionalità attraverso le quali il sistema consulta Internet e restituisce informazioni recuperate da fonti online. Questa delimitazione è importante perché il DSA distingue tra differenti categorie di servizi intermediari e attribuisce obblighi specifici alle piattaforme online e ai motori di ricerca. ChatGPT non si limita però a indicizzare e ordinare collegamenti come un motore tradizionale: genera risposte, sintetizza le fonti, ospita GPT personalizzati e conserva contenuti inseriti o prodotti dagli utenti. La Commissione dovrà quindi stabilire quale parte del servizio rientri nella normativa e se le sue funzioni debbano essere valutate congiuntamente.
Roblox ha dichiarato una media stimata di 48 milioni di destinatari attivi mensili nell’Unione europea durante i sei mesi terminati il 13 febbraio 2026. Il superamento della soglia è meno ampio rispetto a quello registrato da ChatGPT, ma è comunque sufficiente per consentire la designazione. Roblox combina un ambiente di gioco, strumenti per la creazione di esperienze interattive, comunicazioni tra utenti e un mercato nel quale sviluppatori e giocatori possono pubblicare o acquistare contenuti digitali. La presenza consistente di minori rende particolarmente rilevanti gli obblighi relativi alla sicurezza, alla progettazione dei sistemi di raccomandazione, alla pubblicità e alla protezione dei diritti fondamentali.
Una volta designati, i due servizi non dovrebbero limitarsi alle regole generali già applicabili alle piattaforme nell’Unione. Dovrebbero svolgere almeno una volta all’anno una valutazione dei rischi sistemici derivanti dal funzionamento del servizio, dagli algoritmi impiegati e dall’uso prevedibile della piattaforma. L’analisi dovrebbe comprendere la diffusione di contenuti illegali, gli effetti sui diritti fondamentali, la manipolazione dei processi democratici, la sicurezza pubblica, la violenza di genere, la tutela dei minori e le possibili conseguenze negative sul benessere fisico e mentale.
Le aziende sarebbero tenute a introdurre misure proporzionate per ridurre i rischi individuati e a dimostrarne l’efficacia alla Commissione. Gli interventi potrebbero riguardare la progettazione del servizio, le modalità di moderazione, la verifica dell’età, i sistemi di segnalazione, i controlli sui contenuti, le condizioni di accesso alle funzioni più sensibili e il funzionamento degli algoritmi di raccomandazione. La normativa non impone una soluzione tecnica identica per tutte le piattaforme, ma richiede che ogni operatore individui i rischi specifici prodotti dal proprio sistema e documenti le misure adottate per contenerli.
Per ChatGPT, la valutazione dovrebbe tenere conto del fatto che le informazioni non vengono semplicemente mostrate in base a una graduatoria di collegamenti, ma vengono rielaborate dal modello e presentate sotto forma di una risposta unica. Un contenuto falso, illegale o manipolatorio può quindi essere sintetizzato, riformulato e combinato con altre informazioni, acquisendo una maggiore apparenza di coerenza. Il sistema può inoltre generare autonomamente testi, immagini, codice e istruzioni che non esistevano in precedenza come contenuti pubblicati da un terzo, rendendo più complessa l’applicazione delle procedure tradizionali di segnalazione e rimozione.
La classificazione potrebbe richiedere a OpenAI una descrizione più approfondita dei rischi collegati alle allucinazioni, alla disinformazione, alla generazione di contenuti illegali, alla discriminazione e alla dipendenza degli utenti dalle risposte del modello. Dovranno essere esaminati anche i sistemi utilizzati per selezionare le fonti, stabilire quando effettuare una ricerca online e decidere quali informazioni includere nella risposta. La possibilità che ChatGPT influenzi l’accesso alle notizie, alla conoscenza sanitaria, alle informazioni politiche e ai servizi commerciali trasforma infatti le scelte del modello in decisioni capaci di incidere sulla visibilità delle fonti e sul comportamento degli utenti.
La presenza di GPT personalizzati introduce un ulteriore livello. Gli utenti possono configurare assistenti specializzati, fornire istruzioni, caricare materiali e distribuire il risultato ad altre persone. Questa funzione avvicina ChatGPT a una piattaforma di hosting, nella quale contenuti e applicazioni creati dagli utenti vengono messi a disposizione di un pubblico più ampio. La Commissione dovrà valutare in quale misura OpenAI controlli questi strumenti, come vengano verificati prima della pubblicazione e quali procedure siano disponibili per segnalare un GPT illegale o pericoloso.
Per Roblox, gli obblighi riguarderebbero soprattutto le esperienze create dagli utenti, le comunicazioni, le transazioni economiche e i sistemi che raccomandano giochi e contenuti. La piattaforma ospita milioni di ambienti sviluppati dalla comunità e deve controllare materiali che possono cambiare continuamente, includere funzioni sociali e rivolgersi a fasce di età differenti. Il DSA richiederebbe una valutazione strutturata dei rischi derivanti dall’esposizione dei minori a contenuti inappropriati, contatti indesiderati, pratiche commerciali manipolative e meccanismi progettati per prolungare il tempo trascorso nel servizio.
La classificazione come piattaforma di dimensioni molto grandi comporterebbe verifiche indipendenti annuali. Revisori esterni dovrebbero controllare il rispetto degli obblighi, esaminare i sistemi interni e valutare se le misure di mitigazione dichiarate siano state effettivamente attuate. Un esito negativo richiederebbe la predisposizione di interventi correttivi e potrebbe portare a ulteriori richieste da parte della Commissione. L’audit non riguarderebbe quindi soltanto documenti amministrativi, ma anche il modo in cui i processi tecnici e organizzativi producono risultati concreti.
OpenAI e Roblox dovrebbero fornire maggiore trasparenza sui propri sistemi di raccomandazione e spiegare i principali parametri utilizzati per determinare quali contenuti vengono mostrati. Gli utenti delle piattaforme classificate come VLOP devono poter accedere anche ad almeno un’opzione di raccomandazione non basata sulla profilazione personale. Nel caso di Roblox, questa disposizione può riguardare l’ordine con cui vengono proposte le esperienze; per ChatGPT, l’applicazione dipenderà dalla qualificazione delle funzioni di ricerca e dai meccanismi attraverso i quali il servizio seleziona fonti, strumenti o GPT suggeriti.
Il DSA prevede inoltre la creazione di archivi pubblici degli annunci pubblicitari, contenenti informazioni sul messaggio mostrato, sul soggetto che lo ha finanziato, sul periodo di diffusione e sui criteri utilizzati per individuare i destinatari. L’obbligo sarebbe immediatamente rilevante per Roblox, che già integra promozione e monetizzazione all’interno del proprio ecosistema. Per OpenAI assumerebbe una portata crescente con lo sviluppo di forme pubblicitarie e commerciali all’interno di ChatGPT, imponendo di mantenere distinguibili le risposte generate, i risultati organici e i contenuti sponsorizzati.
La protezione dei minori costituisce uno dei punti centrali della procedura. Roblox è utilizzato diffusamente da bambini e adolescenti, mentre ChatGPT sta introducendo sistemi di previsione dell’età e modalità differenziate per gli account che potrebbero appartenere a persone con meno di 18 anni. La designazione richiederebbe alle aziende di dimostrare che tali meccanismi non siano semplici funzioni accessorie, ma parti di una strategia verificabile per ridurre l’esposizione a contenuti inadatti, manipolazione commerciale, contatti pericolosi e sistemi potenzialmente capaci di creare dipendenza.
Le piattaforme dovrebbero permettere ai ricercatori accreditati di accedere ai dati necessari per studiare i rischi sistemici. L’accesso non comporta la pubblicazione indiscriminata delle informazioni personali o dei segreti commerciali, ma deve consentire analisi indipendenti sul funzionamento degli algoritmi e sugli effetti sociali del servizio. Per ChatGPT potrebbero diventare oggetto di studio la diffusione di determinate risposte, le differenze tra lingue e gruppi di utenti, l’impatto delle fonti selezionate e l’efficacia delle protezioni. Per Roblox, le ricerche potrebbero concentrarsi sui contenuti raccomandati ai minori, sulle interazioni sociali e sui modelli di spesa.
La supervisione principale passerebbe direttamente alla Commissione europea, che dispone di poteri investigativi e può richiedere dati, documenti, spiegazioni e accesso ai sistemi. Le aziende designate devono inoltre pagare una commissione annuale destinata a coprire i costi dell’attività di controllo. L’importo dipende dalle spese sostenute dall’Unione e dalle dimensioni economiche del servizio, entro i limiti stabiliti dalla normativa.
In caso di violazione, la Commissione può applicare sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo dell’azienda interessata. Per inadempienze relative alla trasmissione di informazioni o alla collaborazione durante un’indagine possono essere previste ulteriori penalità, mentre le violazioni persistenti possono condurre a misure correttive e, nei casi più gravi, a restrizioni temporanee dell’accesso al servizio. La classificazione non equivale quindi a una semplice etichetta amministrativa, ma trasferisce le piattaforme sotto un regime di controllo continuo accompagnato da conseguenze economiche rilevanti.
L’eventuale inserimento di ChatGPT stabilirebbe un precedente importante nell’applicazione del Digital Services Act ai sistemi di intelligenza artificiale generativa. La normativa era stata progettata principalmente pensando a social network, marketplace, app store e motori di ricerca, nei quali il contenuto viene pubblicato da utenti o siti esterni e successivamente distribuito dalla piattaforma. Un assistente generativo svolge invece contemporaneamente attività di recupero, selezione, sintesi e produzione, rendendo meno netta la separazione tra contenuto ospitato, risultato di ricerca e risposta creata dal fornitore.
Il DSA non sostituirebbe gli obblighi previsti dall’AI Act. Le due normative intervengono su livelli differenti: l’AI Act disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale in base alle categorie di rischio, mentre il DSA regola i servizi intermediari e gli effetti prodotti dalla loro distribuzione su larga scala. ChatGPT potrebbe quindi essere soggetto contemporaneamente alle regole sui modelli di AI per finalità generali e agli obblighi destinati alle piattaforme o ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi.
Roblox rientrerebbe invece in una categoria più tradizionale, ma la designazione confermerebbe che gli ambienti di gioco con contenuti creati dagli utenti devono essere trattati anche come grandi piattaforme sociali e commerciali. La presenza di giochi non elimina infatti le funzioni di comunicazione, raccomandazione, pubblicazione e monetizzazione che determinano i rischi considerati dal DSA.
La Commissione dovrà ora completare l’esame e adottare una decisione formale per ciascun servizio. Dopo la designazione, le aziende dispongono normalmente di quattro mesi per adeguarsi agli obblighi specifici applicabili alle piattaforme e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi. Fino alla pubblicazione del provvedimento, ChatGPT e Roblox non possono essere considerati già inclusi nell’elenco, anche se i numeri dichiarati rendono probabile un intervento regolamentare in tempi brevi.
