Nokia ha annunciato una nuova scheda di linea per infrastrutture di accesso in fibra ottica, progettata per supportare contemporaneamente quattro generazioni di tecnologia Passive Optical Network: GPON, 10G PON, 25G PON e 50G PON. La soluzione dispone di 16 porte, ognuna delle quali può utilizzare le differenti tecnologie ottiche, permettendo agli operatori di telecomunicazioni di aumentare progressivamente la velocità dei collegamenti senza sostituire necessariamente le schede installate o modificare l’infrastruttura di fibra esistente. Nokia presenta il prodotto come la prima scheda di linea a 16 porte in grado di offrire questa combinazione di tecnologie su ogni singola porta, con l’obiettivo di rendere possibile la distribuzione su larga scala di servizi di accesso fino a 50 Gbit/s. L’architettura è basata sul chipset proprietario Quillion e su moduli ottici multi-PON, che consentono di adattare le capacità delle interfacce alle esigenze dei differenti mercati e servizi. La disponibilità commerciale generale è prevista nel corso del 2027, mentre l’annuncio del 2026 definisce le principali caratteristiche tecniche e le modalità di evoluzione supportate dalla nuova piattaforma.
La tecnologia PON utilizza un’infrastruttura ottica passiva nella rete di distribuzione, attraverso la quale le apparecchiature dell’operatore possono servire più terminali collegati alla medesima architettura di accesso. L’evoluzione delle generazioni PON ha permesso di aumentare progressivamente la capacità trasmissiva, passando dalle connessioni GPON alle soluzioni multigigabit XGS-PON e alle successive tecnologie da 25 e 50 Gbit/s. Questa evoluzione comporta tuttavia problemi di pianificazione per gli operatori che hanno già investito in infrastrutture di accesso e devono decidere quando introdurre apparecchiature più avanzate. Le schede di linea tradizionali possono limitare la scelta a un insieme relativamente ristretto di tecnologie, costringendo a dimensionare in anticipo gli investimenti oppure a installare nuovi componenti quando cambia la domanda. La soluzione multi-PON presentata da Nokia consente invece di mantenere disponibili tutte e quattro le generazioni su ciascuna delle 16 porte, introducendo le velocità più elevate soltanto nelle aree o per le tipologie di utenza che le richiedono. L’incremento delle prestazioni può così avvenire in modo graduale, preservando gli investimenti effettuati sulla rete ottica e riducendo la necessità di anticipare l’installazione di capacità ancora inutilizzata.
L’elemento centrale della nuova scheda è il chipset Quillion, sviluppato internamente da Nokia per le apparecchiature di accesso a banda larga. Il processore opera insieme a moduli ottici multi-PON, che permettono di configurare differenti combinazioni di tecnologie sulla medesima infrastruttura. Ogni porta può essere utilizzata nell’ambito di una strategia di migrazione che coinvolge GPON, 10G, 25G e 50G PON, senza vincolare l’intero sistema a una sola generazione. Nokia descrive, per esempio, un’installazione iniziale che utilizza 10G e 25G PON, con la possibilità di introdurre successivamente 50G PON quando aumenta la richiesta di capacità. Un operatore che abbia invece previsto un’evoluzione direttamente da 10G a 50G può aggiungere servizi da 25G qualora le condizioni commerciali o tecniche rendano conveniente una soluzione intermedia. La configurazione non richiede quindi che ogni area della rete segua una progressione uniforme, ma permette di scegliere la combinazione di tecnologie in funzione delle esigenze locali e dei servizi effettivamente commercializzati.
La disponibilità di più generazioni sulla stessa porta e sulla medesima infrastruttura in fibra costituisce una differenza rispetto agli approcci che richiedono schede dedicate per ogni nuova classe di velocità. L’operatore può utilizzare le risorse hardware già predisposte e modificare la tecnologia di accesso quando il traffico o il numero di utenti rendono necessario un aggiornamento. La possibilità di riutilizzare la fibra è particolarmente rilevante nelle reti già distribuite su territori estesi, dove la posa di nuovi cavi e la sostituzione delle apparecchiature comportano interventi tecnici e costi operativi significativi. Il supporto multi-PON non implica comunque che ogni terminale utente possa passare automaticamente da una generazione all’altra senza interventi: la velocità disponibile dipende anche dagli apparati installati presso gli abbonati, dai moduli ottici adottati e dalla compatibilità delle componenti di rete coinvolte. Il vantaggio introdotto dalla scheda riguarda soprattutto la flessibilità dell’infrastruttura di accesso dell’operatore, che può gestire differenti tecnologie senza dover assegnare preventivamente una scheda di linea specifica a ciascuna generazione.
Nokia collega lo sviluppo della nuova piattaforma all’incremento del traffico generato dalle applicazioni di intelligenza artificiale e dai servizi cloud. I sistemi AI utilizzati da consumatori e imprese richiedono trasferimenti continui di dati verso infrastrutture remote, con esigenze crescenti non soltanto nella direzione di download, ma anche nei flussi upstream. Le applicazioni che acquisiscono video, immagini, voce e altri dati possono generare traffico in uscita dalla rete dell’utente verso i servizi di elaborazione, mentre le interazioni in tempo reale richiedono tempi di risposta contenuti e una connessione stabile. La nuova scheda è stata progettata per soddisfare progressivamente questi requisiti, permettendo agli operatori di introdurre capacità superiori nei segmenti dove la crescita del traffico è più elevata. L’utilizzo di tecnologie PON fino a 50 Gbit/s consente inoltre di offrire collegamenti ad alta capacità a clienti aziendali e applicazioni che richiedono prestazioni superiori rispetto ai servizi residenziali tradizionali. Le velocità nominali della tecnologia di accesso non devono tuttavia essere confuse con la velocità effettiva garantita a ogni singolo utente, che dipende dalla configurazione della rete e dalla condivisione delle risorse disponibili.
Un ulteriore elemento riguarda la riduzione della latenza nelle comunicazioni upstream. Nokia dichiara che la nuova soluzione può raggiungere una latenza in direzione di trasmissione dall’utente alla rete fino a quattro volte inferiore rispetto alle configurazioni utilizzate come riferimento. Questa caratteristica interessa in particolare le applicazioni interattive nelle quali i dati devono raggiungere rapidamente i sistemi remoti per essere elaborati e produrre una risposta. Le attività di intelligenza artificiale basate sull’elaborazione cloud, il trasferimento di contenuti ad alta risoluzione e i servizi aziendali sensibili ai ritardi possono beneficiare di una riduzione del tempo necessario per inoltrare il traffico verso l’infrastruttura dell’operatore. Il valore dichiarato rappresenta un miglioramento massimo relativo e non specifica una latenza assoluta valida per tutte le installazioni. Le prestazioni effettive dipenderanno dalla tecnologia PON impiegata, dalla configurazione degli apparati, dalla distribuzione del traffico e dalle condizioni della rete. La riduzione della latenza upstream si aggiunge alla maggiore capacità trasmissiva come caratteristica destinata a sostenere le applicazioni che richiedono un’interazione frequente con servizi AI remoti.
La piattaforma incorpora inoltre funzionalità di cifratura e autenticazione quantum-safe, destinate a proteggere le comunicazioni e i dati degli utenti rispetto all’evoluzione delle minacce crittografiche. Nokia inserisce queste capacità tra i requisiti di sicurezza necessari per le reti di accesso che dovranno rimanere operative durante la transizione verso tecnologie di protezione resistenti agli attacchi quantistici. L’azienda non ha specificato nell’annuncio gli algoritmi crittografici adottati o le modalità esatte con cui le funzioni di protezione vengono applicate ai differenti livelli della connessione. La sicurezza viene associata anche alla resilienza dell’infrastruttura, per la quale Nokia dichiara un’architettura end-to-end priva di singoli punti di guasto. Questa proprietà è destinata ai servizi di connettività mission-critical, nei quali l’interruzione di un componente non dovrebbe comportare automaticamente l’indisponibilità dell’intero servizio. Le prestazioni e le caratteristiche di continuità dipenderanno comunque dalla configurazione complessiva della rete, comprese le eventuali ridondanze previste nelle apparecchiature e nei percorsi di collegamento.
L’introduzione di una scheda multi-PON a elevata densità consente agli operatori di differenziare le offerte commerciali utilizzando una base hardware comune. Le connessioni GPON possono continuare a servire gli utenti che non richiedono velocità superiori, mentre le tecnologie 10G, 25G e 50G possono essere assegnate progressivamente ai segmenti con maggiori esigenze di capacità. Le reti residenziali, i collegamenti aziendali e i servizi destinati alle applicazioni ad alta intensità di dati possono quindi evolvere secondo tempi differenti, senza imporre l’aggiornamento simultaneo di tutte le porte di accesso. Nokia considera questa caratteristica importante anche per la gestione degli investimenti, perché la domanda di connettività associata all’intelligenza artificiale potrebbe svilupparsi in modo non uniforme tra territori e categorie di clienti. L’operatore può introdurre nuove classi di servizio quando emergono esigenze concrete, riducendo il rischio di installare capacità eccessiva in alcune aree o di dover effettuare sostituzioni hardware anticipate in altre.
La nuova scheda amplia il percorso tecnologico che Nokia aveva già avviato con le proprie soluzioni PON ad alta velocità. Nel 2025 l’azienda aveva presentato una tecnologia 50G PON per la connettività aziendale, utilizzabile sulle schede 25G PON della piattaforma Lightspan MF e progettata per offrire capacità elevate insieme a funzionalità di sicurezza post-quantistica. La novità introdotta nell’ottobre 2026 consiste nell’estensione della flessibilità a una scheda di linea con 16 porte, ciascuna compatibile con GPON e con le generazioni 10G, 25G e 50G PON. La differenza non riguarda quindi soltanto il raggiungimento della velocità di 50 Gbit/s, già presente nella precedente offerta, ma la possibilità di combinare e modificare più tecnologie sulla stessa infrastruttura di accesso. Nokia prevede la disponibilità commerciale generale nel 2027 e non ha comunicato prezzi, ordini acquisiti o un calendario dettagliato di distribuzione per i singoli mercati. L’annuncio definisce una soluzione destinata agli operatori che devono modernizzare le reti in fibra ottica conservando la compatibilità con le installazioni precedenti e predisponendo capacità, latenza e funzioni di sicurezza per i servizi a banda larga delle generazioni successive.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
