Con la decisione di OpenAI di introdurre la pubblicità all’interno di ChatGPT, quello che fino a poco tempo fa era un ecosistema quasi esclusivamente basato sugli abbonamenti sta per evolversi in un modello di business ibrido, seguendo le orme dei giganti della tecnologia. Secondo le ultime indiscrezioni, l’azienda guidata da Sam Altman ha già iniziato a proporre pacchetti pubblicitari a decine di potenziali inserzionisti, preparando il terreno per una fase di test su larga scala che dovrebbe prendere il via ufficialmente all’inizio di febbraio.
Questa mossa non è solo un tentativo di diversificare le entrate, ma una necessità strategica per sostenere gli altissimi costi operativi e le ambiziose previsioni di crescita. OpenAI ha infatti prospettato agli investitori traguardi finanziari imponenti, con l’obiettivo di generare miliardi di dollari di fatturato nei prossimi anni proprio attraverso l’integrazione di annunci e funzioni di shopping dedicate agli utenti che utilizzano la versione gratuita del servizio. Per le aziende interessate a questa fase sperimentale, i costi d’ingresso sembrano essere stati fissati sotto la soglia del milione di dollari per cicli di prova di alcune settimane, una cifra che permette a OpenAI di selezionare partner di rilievo mantenendo però un controllo stretto sul debutto della tecnologia.
Dal punto di vista tecnico e commerciale, la struttura di questa nuova pubblicità si discosta inizialmente dai modelli consolidati di Google o Amazon. Mentre i colossi dei motori di ricerca si affidano prevalentemente al costo per clic, OpenAI sembra orientata, almeno in questa fase embrionale, verso un sistema basato sulle impressioni, simile a quello utilizzato dai social network come Meta. Al momento, il processo di acquisto non è ancora automatizzato; non esiste infatti una piattaforma self-service, il che costringe gli inserzionisti a una negoziazione diretta con l’azienda. Questa cautela riflette la volontà di OpenAI di preservare l’esperienza dell’utente, cercando di inserire i messaggi pubblicitari in modo contestuale e naturale all’interno delle conversazioni.
Il settore del marketing osserva con estremo interesse questa evoluzione, intravedendo potenzialità enormi. Con quasi un miliardo di utenti attivi ogni settimana, ChatGPT offre un livello di personalizzazione senza precedenti: l’intelligenza artificiale è in grado di comprendere il contesto esatto della richiesta dell’utente e proporre prodotti pertinenti in tempo reale. Un esempio calzante è quello di un utente che, cercando una ricetta specifica, potrebbe visualizzare suggerimenti per marche di salse o ingredienti correlati proprio nel momento della necessità. Restano tuttavia molte incognite sulla reazione del pubblico e sull’efficacia a lungo termine di questo modello, poiché il settore pubblicitario tende solitamente a muoversi con cautela verso formati così radicalmente nuovi. Il successo di questa iniziativa determinerà se il futuro dell’IA sarà dominato dai contenuti sponsorizzati o se rimarrà un servizio prevalentemente a pagamento.
