OpenAI sta valutando la possibilità di sospendere temporaneamente l’attivazione di nuovi abbonamenti Pro nel caso in cui continui l’aumento della domanda per GPT-6 Astra. La misura avrebbe l’obiettivo di preservare la qualità del servizio per gli utenti già attivi, in una fase nella quale la crescita dell’utilizzo del nuovo modello sta esercitando una pressione particolarmente elevata sulle risorse di calcolo disponibili. Thibault Sottiaux, responsabile di Codex presso OpenAI, ha descritto il livello di domanda registrato da Astra come senza precedenti, sottolineando che l’azienda aveva già affrontato in passato fasi di crescita molto rapide, ma non una situazione comparabile a quella attuale.
OpenAI sta cercando di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere il carico, ma la capacità infrastrutturale rimane necessariamente limitata. Sottiaux ha precisato che la priorità consiste nel garantire un servizio adeguato alla base di utenti esistente e che, qualora l’attuale andamento dovesse proseguire, potrebbe quindi diventare necessario interrompere per un certo periodo le nuove sottoscrizioni al piano Pro. Non si tratterebbe di una chiusura permanente degli abbonamenti, ma di una misura temporanea di controllo dell’accesso destinata a riequilibrare domanda e capacità disponibile.
Sam Altman ha confermato che questa possibilità viene effettivamente presa in considerazione. Il CEO di OpenAI ha spiegato che un blocco delle nuove sottoscrizioni rappresenterebbe uno scenario indesiderato, ma che l’azienda intende dare precedenza alla qualità del servizio offerto ai clienti fino a quando non riuscirà a riportare sotto controllo il rapporto tra domanda e risorse disponibili. La necessità di valutare un intervento di questo tipo indica che l’adozione di GPT-6 Astra ha superato significativamente le previsioni iniziali dell’azienda, fino a rendere la disponibilità dell’infrastruttura di inferenza un possibile limite alla crescita immediata del servizio.
L’espansione dell’utilizzo dei modelli ad alte prestazioni richiede infatti capacità aggiuntiva in termini di GPU e infrastrutture di data center, che non può necessariamente essere incrementata con la stessa rapidità con cui aumenta il numero delle richieste degli utenti. OpenAI aveva già investito nell’ampliamento della propria capacità di calcolo riuscendo a gestire anche la forte crescita di Codex senza evidenziare problemi rilevanti di disponibilità. La situazione si è però ulteriormente intensificata dopo il lancio di GPT-5.6: secondo i dati più recenti di Similarweb richiamati nel contesto della crescita della piattaforma, da luglio è aumentato in modo considerevole anche l’utilizzo di ChatGPT da parte del pubblico consumer.
Per il momento OpenAI intende quindi sfruttare al massimo le risorse disponibili continuando a servire la domanda di Astra, senza aver ancora annunciato una sospensione effettiva delle nuove iscrizioni Pro. Se la crescita dovesse mantenersi sugli attuali livelli, l’azienda potrebbe tuttavia trovarsi a dover limitare temporaneamente l’ingresso di nuovi utenti paganti per evitare che l’aumento del carico comprometta prestazioni e stabilità per gli abbonati già presenti sulla piattaforma.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
