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Perplexity AI ha presentato Perplexity Computer, una nuova piattaforma progettata per superare i limiti dei modelli di intelligenza artificiale singoli, introducendo un sistema di orchestrazione multi-modello che coordina numerose reti specializzate per affrontare compiti complessi in modo autonomo. A differenza dei tradizionali sistemi basati su un singolo grande modello linguistico incaricato di gestire ogni tipologia di richiesta, Perplexity Computer è concepito come un “digital worker” avanzato in grado di scomporre un obiettivo generale in componenti specifici e di affidare ognuno di questi sotto-compiti al modello più adatto, consentendo così di gestire scenari che richiedono diverse competenze come ricerca approfondita, ragionamento strutturato, generazione di contenuti, scrittura e debug di codice o interazione con strumenti esterni ([turn0search1], [turn0search16], [turn0search18]).

La caratteristica fondamentale di Perplexity Computer è l’orchestrazione di modelli diversi, ciascuno ottimizzato per compiti particolari. All’interno di questa architettura, un modello centrale di ragionamento coordina il flusso di lavoro e decide quando inoltrare parti della richiesta ad altri modelli specializzati, analogamente a come un sistema operativo richiama programmi differenti per eseguire attività specifiche. In alcune descrizioni, si parla di un cluster di fino a 19 modelli distinti che collaborano in parallelo all’interno dello stesso workflow, con capacità che spaziano dalla comprensione profonda delle informazioni fino alla produzione di contenuti e alla conduzione di operazioni complesse come lo sviluppo o la gestione di progetti ([turn0news8], [turn0search18], [turn0search1]). Questo approccio riflette una filosofia incentrata sulla divisione del lavoro tra modelli, in cui non si affida a un singolo sistema la responsabilità di ogni compito, ma si sfruttano i punti di forza specifici di più motori di intelligenza artificiale, con evidenti implicazioni in termini di efficienza e qualità delle risposte.

Dal punto di vista tecnico, Perplexity Computer non è un hardware, ma un livello di orchestrazione software che sfrutta le capacità native della piattaforma Perplexity e le estende attraverso integrazioni e automazioni più sofisticate. Il sistema è in grado di interfacciarsi con sorgenti di dati diverse, strumenti applicativi e API, oltre a poter utilizzare memorie persistenti e connessioni a servizi esterni, il che gli consente di agire non solo come generatore di risposte ma come esecutore di workflow reali: può effettuare ricerche sul web, aggregare informazioni, creare documenti, manipolare file, inviare comunicazioni e monitorare operazioni in background con trigger condizionali ([turn0search16], [turn0search1]). In questo senso, la piattaforma assomiglia a un vero e proprio lavoratore digitale autonomo, capace di affrontare processi sequenziali articolati senza richiesta di intervento umano in ogni passaggio.

Un altro aspetto significativo di Perplexity Computer è la possibilità per gli utenti di esercitare un controllo granulare sui modelli assegnati ai singoli sotto-compiti. Questa caratteristica è importante non solo per la personalizzazione delle prestazioni, ma anche per la gestione dei costi operativi, dato che modelli diversi hanno requisiti di token e tariffe differenti; consentire la selezione manuale o la configurazione di quali motori debbano essere utilizzati in specifiche fasi di un workflow offre alle organizzazioni maggiore trasparenza e controllo sulla spesa computazionale ([turn0search1], [turn0search18]).

Il CEO di Perplexity AI, Aravind Srinivas, ha descritto il lancio di Perplexity Computer come il passo successivo per l’azienda dopo aver costruito una reputazione con il suo motore di ricerca conversazionale, spostando l’attenzione da una mera aggregazione di informazioni alla esecuzione autonoma di processi end-to-end, cioè completando progetti complessi dall’inizio alla fine ([turn0search18], [turn0search16]). La transizione verso questa nuova categoria di prodotto riflette una tendenza più ampia nel settore dell’intelligenza artificiale, in cui i sistemi non si limitano più a fornire risposte o sintesi, ma assumono la responsabilità di portare a termine attività concrete, integrando strumenti di calcolo, memoria, interfacce esterne e capacità di esecuzione in un’unica piattaforma orchestrata.

Questa soluzione multi-modello potrebbe avere un impatto significativo su diversi ambiti professionali e industriali, in particolare dove la gestione di attività complesse richiede competenze eterogenee che un singolo motore AI fatico a soddisfare in modo efficiente. Mentre la piattaforma è inizialmente disponibile per utenti con livelli di abbonamento avanzati e aziende, la sua esistenza segnala un movimento verso architetture AI più modulabili e specializzate, in cui il valore non è determinato solo dalla potenza di un singolo modello, ma dalla capacità di coordinarne molti secondo la natura delle richieste. Questa orchestrazione multi-modello, inoltre, apre la porta a futuri sviluppi dove i sistemi di intelligenza artificiale lavorano in cooperazione più stretta con gli utenti e le applicazioni aziendali, non semplicemente rispondendo alle domande ma interagendo con l’ambiente digitale per portare a termine compiti complessi in autonomia.

Di Fantasy