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Microsoft ha presentato Project Perception, una nuova piattaforma di sicurezza informatica basata su agenti di intelligenza artificiale, introducendo contestualmente MAI-Cyber-1-Flash, il primo modello proprietario dell’azienda sviluppato specificamente per attività di cybersecurity. L’obiettivo è automatizzare gran parte del lavoro legato all’identificazione, all’analisi e alla correzione delle vulnerabilità software, mantenendo al tempo stesso costi operativi sostenibili anche su larga scala.

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato da un’architettura multiagente che organizza il lavoro in tre categorie specializzate. I red agent simulano il comportamento degli attaccanti per individuare preventivamente punti deboli e possibili percorsi di compromissione; i blue agent analizzano gli eventi di sicurezza, verificano le vulnerabilità realmente sfruttabili e ne determinano la priorità; i green agent, infine, eseguono le azioni correttive, applicando configurazioni, mitigazioni e correzioni del codice quando necessario. Il passaggio delle attività tra i diversi agenti avviene in modo coordinato, mentre il controllo finale sulle operazioni più critiche rimane affidato agli operatori umani.

MAI-Cyber-1-Flash è stato progettato come modello compatto e altamente specializzato sul codice sorgente. Deriva dalla famiglia MAI-Thinking-1 ed è integrato all’interno di MDASH, l’infrastruttura composta da oltre cento agenti che Microsoft utilizza internamente per individuare e correggere vulnerabilità software. Secondo l’azienda, il modello è in grado di gestire autonomamente circa il 90% delle attività di analisi delle vulnerabilità, demandando solamente i casi più complessi a GPT-5.4, adottando quindi un approccio gerarchico che assegna i modelli più costosi esclusivamente ai compiti che richiedono capacità di ragionamento avanzate.

Microsoft dichiara che la combinazione tra MAI-Cyber-1-Flash e GPT-5.4 raggiunge circa il 96% nel benchmark CyberGym, mantenendo risultati equivalenti o superiori ai principali concorrenti del settore ma con un costo operativo pari a circa la metà della configurazione precedentemente utilizzata. L’obiettivo non è soltanto aumentare la capacità di rilevare vulnerabilità, ma rendere economicamente sostenibile un monitoraggio continuo dell’intero ciclo di vita del software, in un contesto in cui gli strumenti di intelligenza artificiale stanno accelerando sia le capacità degli attaccanti sia quelle dei difensori.

Project Perception rappresenta inoltre un’evoluzione rispetto ai tradizionali assistenti conversazionali per la sicurezza. Mentre Microsoft Security Copilot continua a fornire supporto agli analisti attraverso l’interazione in linguaggio naturale, Project Perception introduce una forza lavoro composta da agenti autonomi che operano direttamente sui dati di sicurezza, sugli strumenti e sui workflow aziendali, coordinando attività di rilevamento, analisi e risposta agli incidenti. Nella fase iniziale la piattaforma verrà distribuita all’interno di Microsoft Defender, con l’obiettivo di estendere progressivamente queste funzionalità all’intero ecosistema Microsoft Security.

Di Fantasy