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Al CES 2026 di Las Vegas, uno degli annunci più significativi nel campo della robotica avanzata è arrivato dalla conferenza stampa di Hyundai Motor Group: Boston Dynamics, sua controllata, ha ufficializzato una partnership strategica con Google DeepMind per accelerare lo sviluppo del robot umanoide di nuova generazione Atlas. Non si tratta di una collaborazione sperimentale o limitata alla ricerca accademica, ma di un progetto dichiaratamente orientato all’uso industriale e alla convivenza reale tra robot e persone negli ambienti di lavoro.

L’obiettivo condiviso è chiaro: trasformare Atlas in un robot umanoide multiuso, capace non solo di muoversi con agilità, ma di interagire in modo naturale, sicuro e intuitivo con gli esseri umani. Per Boston Dynamics, da sempre punto di riferimento mondiale per la meccanica e la locomozione robotica, questo passaggio rappresenta un’evoluzione concettuale profonda. Per DeepMind, invece, è l’occasione di portare i propri modelli di intelligenza artificiale dal dominio astratto del software al mondo fisico, dove le decisioni hanno conseguenze concrete.

La collaborazione unisce due competenze complementari. Da un lato, Boston Dynamics mette sul tavolo decenni di esperienza nella progettazione di robot capaci di muoversi in ambienti complessi, mantenere equilibrio, forza e precisione. Dall’altro, DeepMind fornisce i modelli di base dell’intelligenza artificiale, pensati per consentire ai robot di comprendere il mondo, ragionare, generalizzare le esperienze e adattarsi a situazioni nuove. Come ha spiegato Carolina Parada, l’obiettivo è creare un modello di base robotico di livello mondiale, realmente centrato sull’essere umano, e Atlas sarà il primo banco di prova concreto di questa visione.

Questo annuncio arriva a circa un anno dalla presentazione di Gemini Robotics, il modello di DeepMind basato su Gemini progettato per trasferire capacità di percezione, ragionamento, uso degli strumenti e interazione umana a una vasta gamma di piattaforme robotiche. A differenza degli approcci tradizionali, Gemini Robotics non è legato a un singolo tipo di hardware, ma è stato addestrato per generalizzare il comportamento su robot differenti. L’integrazione di questa tecnologia in Atlas segna un passo decisivo verso robot capaci di apprendere come gli esseri umani, partendo da pochi esempi e migliorando rapidamente con l’esperienza.

Hyundai e Boston Dynamics hanno sottolineato più volte che questa collaborazione non si esaurisce in laboratorio. Boston Dynamics è già presente sul mercato globale con il robot quadrupede Spot, utilizzato in oltre 40 paesi, e con il robot logistico Stretch, che dal 2023 ha già movimentato più di 20 milioni di scatole nei magazzini di tutto il mondo. Il passaggio successivo, ora, è l’umanoide. Atlas non è più un semplice prototipo: è già entrato in produzione e verrà impiegato nello stabilimento Hyundai di Savannah, in Georgia, segnando uno dei primi utilizzi reali di un robot umanoide in un contesto industriale su larga scala.

Durante il CES, un prototipo di Atlas è salito sul palco per dimostrare le sue capacità di deambulazione e locomozione, mostrando una fluidità di movimento che pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Ma come ha chiarito Alberto Rodriguez, la sola abilità motoria non è sufficiente. Per diventare un prodotto realmente utile e sicuro, Atlas deve essere in grado di interagire in modo naturale con gli esseri umani, comprendendo intenzioni, segnali impliciti e contesto. Questa interazione “a misura d’uomo” non è solo una questione di usabilità, ma anche di sicurezza, soprattutto in ambienti industriali condivisi.

Dal punto di vista tecnico, il nuovo Atlas rappresenta uno dei robot umanoidi più avanzati mai mostrati pubblicamente. È dotato di una struttura articolata rotante con 56 gradi di libertà, una mano di dimensioni umane equipaggiata con sensori tattili e una forza di sollevamento che arriva fino a 50 chilogrammi. È progettato per svolgere compiti ripetitivi e fisicamente impegnativi, mantenendo al contempo precisione e controllo. La presenza di una telecamera a 360 gradi consente al robot di percepire l’ambiente circostante e di riconoscere persone e ostacoli in avvicinamento, un elemento essenziale per operare in spazi condivisi.

Tuttavia, la vera sfida non è tanto meccanica quanto cognitiva. Robot dotati di questa forza e mobilità devono prendere decisioni comportamentali intelligenti, capaci di bilanciare efficienza, sicurezza e adattabilità. È qui che il contributo di DeepMind diventa cruciale. Come ha spiegato Parada, non basta programmare i robot per eseguire compiti predefiniti: devono comprendere il mondo fisico, imparare dall’esperienza e generalizzare a nuove situazioni, proprio come fanno gli esseri umani. L’obiettivo dichiarato è permettere al robot di apprendere da pochi esempi e poi aumentare rapidamente la propria competenza, che si tratti di assemblare componenti automobilistici o di eseguire azioni quotidiane più complesse.

Hyundai Motor Group prevede di introdurre Atlas nei propri stabilimenti già a partire da quest’anno, con una progressiva estensione delle sue mansioni. L’azienda punta a una implementazione su larga scala entro il 2028, inizialmente in attività come il sequenziamento dei componenti, dove precisione, forza e ripetitività sono fondamentali. Parallelamente, Hyundai sta sviluppando protocolli operativi dedicati per garantire che l’integrazione degli umanoidi avvenga in modo sicuro ed efficiente, riducendo i rischi e massimizzando i benefici.

A supporto di questa strategia, Hyundai ha annunciato la creazione negli Stati Uniti del Robot Metaplant Application Center (RMAC). In questo centro, i robot verranno addestrati a eseguire movimenti complessi come sollevare, ruotare e manipolare oggetti, combinando dati di addestramento simulati con dati operativi reali raccolti nello stabilimento della Georgia. Questo ciclo continuo di apprendimento tra mondo reale e ambiente di addestramento rappresenta uno degli elementi chiave per migliorare rapidamente le prestazioni di Atlas.

La collaborazione tra Boston Dynamics e Google DeepMind segna quindi un punto di svolta nella robotica umanoide. Non si tratta più solo di costruire robot che si muovono bene, ma di creare macchine che comprendono, apprendono e collaborano con gli esseri umani in modo naturale. Atlas diventa così il simbolo di una nuova fase della robotica industriale, in cui l’intelligenza artificiale di base e la meccanica avanzata convergono per portare i robot fuori dai laboratori e dentro la realtà quotidiana del lavoro umano.

Di Fantasy