Samsung sta dando nuova linfa a Bixby, il suo assistente vocale integrato nei dispositivi del brand, attraverso una mossa strategica che punta a trasformarlo da funzione accessoria a strumento AI più sofisticato e competitivo. Per anni, Bixby è rimasto in ombra rispetto ad altri assistenti vocali e servizi basati sull’intelligenza artificiale, venendo spesso superato dalle integrazioni di Google Gemini sui dispositivi Galaxy. Tuttavia, secondo le ultime anticipazioni emerse nella comunità tech, l’azienda sudcoreana ha deciso di rafforzare Bixby grazie all’integrazione delle capacità avanzate di Perplexity, un motore di intelligenza artificiale noto per la sua capacità di cercare informazioni sul web, sintetizzarle e produrre risposte contestuali
Questa scelta non è casuale: Samsung sembra voler rinnovare profondamente l’esperienza offerta da Bixby attraverso l’uso di Perplexity AI, aprendosi a un modello di funzionamento in cui l’assistente vocale combina le proprie funzioni con quelle di un motore di intelligenza artificiale di qualità. Con l’integrazione di Perplexity, Bixby non si limiterà più alle risposte base come impostare allarmi o controllare funzioni di sistema, ma potrà fornire risposte più complete, approfondite e basate su contenuti web aggiornati in tempo reale. Questo approccio ricorda da vicino l’integrazione che Apple ha fatto tra Siri e ChatGPT per migliorare la capacità del proprio assistente di affrontare richieste complesse, e rappresenta per Samsung un modo per ridurre la dipendenza da un singolo partner tecnologico esterno e differenziare la propria offerta AI.
La novità è già visibile in alcune versioni beta dell’interfaccia software One UI 8.5, dove utenti pionieri hanno notato Bixby che attinge all’intelligenza di Perplexity per rispondere a richieste di tipo informativo. Un esempio concreto riguarda una semplice richiesta meteo: invece di limitarsi a recitare i dati di temperatura e precipitazioni, l’assistente elabora una risposta più articolata e utile, suggerendo addirittura se l’utente dovrebbe portare con sé un ombrello, grazie alla capacità di Perplexity di analizzare contesto e tendenze delle condizioni atmosferiche.
Questo cambio di paradigma non riguarda soltanto l’aspetto qualitativo delle risposte, ma anche il modo in cui Samsung intende riposizionare Bixby all’interno del proprio ecosistema. Piuttosto che reinventare completamente l’assistente da zero, la strategia è costruire un assistente ibrido, in cui Bixby continua a gestire i compiti più tipici legati all’esperienza del dispositivo (come comandi vocali diretti per impostazioni o funzioni smart), mentre Perplexity si occupa delle richieste informazionali più complesse e delle elaborazioni che richiedono una comprensione più profonda dei contenuti disponibili sul web.
L’integrazione con Perplexity AI include anche la capacità di Bixby di attingere a dati aggiornati e di fornire risposte con un grado superiore di dettaglio e contesto rispetto a quanto era possibile finora. Questo tipo di funzionalità è particolarmente utile quando si richiede all’assistente di fornire informazioni di tipo contestuale o analitico, come spiegazioni, riepiloghi di fatti o consigli personalizzati basati sui dati più recenti disponibili online. In pratica, la componente Perplexity aiuta Bixby a non essere più solo un semplice esecutore di comandi vocali, ma un vero partner conversazionale capace di gestire domande aperte e risposte articolate.
Perché questa mossa arrivi nella sua forma definitiva, bisognerà attendere il debutto stabile di One UI 8.5 e il lancio dei nuovi dispositivi della serie Galaxy S26, attesi all’inizio del 2026. In quella fase, Samsung prevede di portare l’integrazione con Perplexity AI su una gamma più ampia di dispositivi, facendo di Bixby un elemento chiave della propria strategia di intelligenza artificiale, accanto ad altre soluzioni come Google Gemini o servizi proprietari.
Questa evoluzione di Bixby riflette un momento cruciale nella storia degli assistenti vocali, in cui la qualità delle risposte e la capacità di comprendere e sintetizzare informazioni complesse diventano sempre più importanti per l’esperienza dell’utente. Se l’integrazione con Perplexity manterrà le promesse delle versioni beta, Samsung potrebbe riuscire a rilanciare un assistente che per anni è stato ritenuto meno efficace rispetto ai concorrenti, offrendo un’esperienza più ricca, utile e attuale per gli utenti Galaxy.
