Immagine AI

Alla fine del 2025, in un panorama dell’intelligenza artificiale sempre più dinamico e altamente competitivo, il team di ricerca AI di Alibaba ha annunciato il lancio di Qwen-Image-2512, un modello di generazione di immagini open source pensato per competere con il modello avanzato di Google noto come Nano Banana Pro (ufficialmente Gemini 3 Pro Image). Mentre Google aveva acceso l’attenzione globale con Nano Banana Pro, capace di creare immagini complesse e altamente leggibili da input di testo, Alibaba ha risposto con una proposta che punta non tanto a superare i concorrenti nei benchmark proprietari, quanto a offrire una versione libera, personalizzabile e adatta alle esigenze di imprese e sviluppatori che richiedono controllo, costi prevedibili e libertà di implementazione sul proprio stack tecnologico.

La filosofia che guida Qwen-Image-2512 è profondamente diversa da quella dei modelli proprietari. Invece di legare gli utenti a un’infrastruttura cloud specifica o a costi legati all’uso di API, Alibaba ha reso disponibili i pesos completi del modello sotto licenza Apache 2.0, la quale permette non solo l’utilizzo gratuito ma anche la modifica, la personalizzazione e la distribuzione commerciale. Questo rappresenta una differenza sostanziale per chi desidera integrare la generazione di immagini nel proprio flusso di lavoro senza dover dipendere da servizi esterni con prezzi variabili o requisiti di infrastruttura imposti da un vendor. La libertà di deployment apre la porta a usi più locali, sicuri e governabili, soprattutto in settori regolamentati dove la protezione dei dati è centrale.

Dal punto di vista tecnico, Qwen-Image-2512 è stato sviluppato per affrontare alcune delle principali sfide che hanno finora caratterizzato i modelli open source. Tra queste spiccano la resa realistica di soggetti umani, la coerenza degli ambienti e la fedeltà delle texture naturali, tutti elementi che nel passato spesso venivano sacrificati nei modelli liberamente disponibili rispetto alle soluzioni proprietarie. Secondo gli sviluppatori, il modello non solo migliora questi aspetti, riducendo l’“aspetto generico” tipico dell’AI, ma offre anche una resa di testo incorporato pressoché affidabile in entrambe le lingue inglese e cinese, un elemento cruciale per generare infografiche, slide o materiale visivo che combina grafica e testo. Queste caratteristiche lo rendono adatto non solo alla sperimentazione creativa, ma anche a contesti aziendali reali dove è richiesta qualità di produzione coerente e applicabile.

Un altro punto di forza di Qwen-Image-2512 risiede nella sua flessibilità d’uso. Il modello può essere sperimentato direttamente tramite demo ospitate su piattaforme come Hugging Face o ModelScope, oppure integrato in pipeline di produzione più complesse scaricandone i pesi da repository open source come GitHub. Per le aziende che preferiscono soluzioni gestite ma non vogliono rinunciare all’accesso alle stesse capacità, Alibaba Cloud offre la possibilità di utilizzare Qwen-Image-2512 attraverso un’API commerciale, con limiti di tariffazione e quote pensate per carichi di lavoro in produzione. Questo approccio “ibrido” rispecchia la realtà moderna dell’adozione AI nelle imprese: si parte da sperimentazione e personalizzazione interna, ma si può poi estendere verso servizi gestiti quando la produzione diventa critica.

La comparazione con Nano Banana Pro non è un mero esercizio di benchmarking tra numeri: rappresenta invece il cuore della competizione culturale e strategica tra approcci chiusi e aperti nel campo dell’intelligenza artificiale. Mentre Google ha riposizionato l’AI generativa di immagini come parte integrante del proprio ecosistema commerciale, con profonde integrazioni nei servizi cloud e negli strumenti di produttività, Alibaba propone che una parte significativa del mercato – in particolare quella delle imprese che richiedono controllo, personalizzazione e indipendenza tecnologica – potrebbe preferire modelli che non impongano vincoli di piattaforma. In questo senso, Qwen-Image-2512 non è solo un modello alternativo, ma un simbolo della maturazione dell’open source AI, in cui le organizzazioni possono scegliere non solo cosa utilizzare, ma come e dove farlo.

L’arrivo di Qwen-Image-2512 offre quindi una visione interessante sul futuro della generazione di immagini con intelligenza artificiale: non più una tecnologia confinata a grandi provider cloud, ma una risorsa democratica e accessibile che può essere adattata ai bisogni specifici di realtà di tutte le dimensioni. In un mercato dove la qualità visiva, la fedeltà testuale e la governance dei dati sono sempre più importanti, il modello open source può consentire a startup, PMI e team di innovazione interna di competere con giganti tecnologici senza essere costretti a subire le regole di pricing o di infrastruttura di nessun singolo fornitore.

Di Fantasy