Negli ultimi mesi il cinema sta vivendo una fase di sperimentazione profonda, in cui l’intelligenza artificiale generativa non è più soltanto uno strumento di supporto alla produzione, ma diventa il cuore stesso del processo creativo. Aumentano infatti le uscite di film realizzati in larga parte con tecnologie AI, capaci di ricostruire mondi, volti, suoni e intere sequenze narrative partendo da modelli generativi. In questo scenario si inserisce Code: Moochi, un cortometraggio che rappresenta un caso particolarmente significativo perché unisce la sperimentazione tecnologica a una forte ambizione culturale e storica.
Il film è stato presentato in anteprima da Aims Media, guidata dal CEO So Hui-soo, e proiettato in un cinema dotato di tecnologia Dolby Cinema con audio immersivo Dolby Atmos. Già questa scelta segnala la volontà di collocare un’opera basata sull’intelligenza artificiale all’interno dei circuiti cinematografici tradizionali, superando l’idea che i contenuti generati da AI siano relegati a dimostrazioni tecniche o a piattaforme sperimentali online.
Code: Moochi racconta la vita dello scienziato italiano Antonio Meucci, figura storica complessa e a lungo sottovalutata, oggi riconosciuta come uno dei pionieri fondamentali della comunicazione moderna. Il film ricostruisce il suo percorso umano e scientifico, dall’oppressione politica e dalle torture subite in Italia, alla difficile emigrazione negli Stati Uniti, fino alla povertà estrema che lo accompagnò anche dopo l’invenzione del “Teletrofono”, considerato il primo prototipo di telefono. Attraverso una narrazione intensa, il cortometraggio mette in scena anche l’ingiustizia storica che impedì a Meucci di sostenere i costi per il rinnovo del brevetto, contribuendo alla sua esclusione dai riconoscimenti ufficiali per decenni.
La prima proiezione nazionale si è tenuta il 16 dicembre al Megabox Dolby Cinema, all’interno dell’edificio Art & Science del grande magazzino Shinsegae di Yuseong, a Daejeon. Il cortometraggio, della durata di sedici minuti, è stato realizzato utilizzando una piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale, tecnologie e tecniche di produzione sviluppate internamente, con l’obiettivo dichiarato di andare oltre le piattaforme di AI generativa già esistenti a livello internazionale. La proiezione, organizzata in concomitanza con una presentazione DFX, ha attirato studenti e funzionari, riempiendo una sala da circa trecento posti, segno di un interesse concreto e trasversale verso questo nuovo modo di fare cinema.
Ciò che rende Code: Moochi particolarmente rilevante non è soltanto l’uso dell’intelligenza artificiale, ma il modo in cui questa viene integrata nella struttura narrativa. Il film utilizza la generazione di immagini e video basata su AI per ricostruire episodi storici poco documentati o del tutto assenti dalle fonti visive tradizionali. In questo senso, l’intelligenza artificiale diventa uno strumento di “restauro immaginativo”, capace di colmare vuoti nella storia della scienza e di restituire al pubblico scene e momenti che altrimenti resterebbero astratti o confinati ai testi scritti.
Questa ricostruzione culmina idealmente nella risoluzione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti del 2002, che ha riconosciuto ufficialmente i contributi di Meucci all’invenzione del telefono. Il film utilizza l’AI non per riscrivere la storia, ma per renderla visibile e comprensibile, intrecciando immagini generate, narrazione e una regia attenta alla dimensione emotiva. La combinazione tra contenuti generativi, effetti grafici basati sulla fisica e una messa in scena orientata al racconto crea una struttura drammatica che va ben oltre la semplice dimostrazione delle capacità tecnologiche dell’intelligenza artificiale.
Code: Moochi rappresenta il secondo capitolo del “Science History AI Film Project”, un progetto più ampio ideato e prodotto da So Hui-soo con l’obiettivo di raccontare la storia della scienza attraverso il linguaggio del cinema e il supporto dell’AI generativa. Il film è stato realizzato grazie al Generative AI Content Support Project della Daejeon Information & Culture Industry Promotion Agency, e la produzione del prossimo capitolo della serie è già prevista per il 2026, a testimonianza di una visione di lungo periodo.
Dal punto di vista tecnico e percettivo, la proiezione in Dolby Cinema con mixaggio audio Dolby Atmos ha avuto un ruolo fondamentale. Park Jin-ho, restauratore digitale di beni culturali, ha sottolineato come questo sia il primo film basato sull’intelligenza artificiale a essere proiettato in una sala Dolby Cinema con audio immersivo completo. Il pubblico ha potuto vivere in modo spaziale e tridimensionale momenti chiave del racconto, come lo scambio dei primi suoni tra i coniugi Meucci, il rumore della nave che parte per l’emigrazione e l’evoluzione della “storia del suono”, che collega la nascita del telefono agli smartphone moderni e alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
In un contesto più ampio, Code: Moochi mostra come il cinema basato su intelligenza artificiale stia rapidamente passando da esperimento a linguaggio espressivo autonomo. Non si tratta più soltanto di ridurre costi o accelerare la produzione, ma di esplorare nuove possibilità narrative, soprattutto quando l’AI viene utilizzata per raccontare storie complesse, stratificate e culturalmente rilevanti. La scelta di partire dalla storia di Antonio Meucci non è casuale: è un esempio di come l’intelligenza artificiale possa contribuire a una rilettura critica del passato, restituendo visibilità a figure dimenticate e creando un ponte tra memoria storica, tecnologia e sensibilità contemporanea.
