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La piattaforma social X, guidata da Elon Musk, ha preso una decisione che ha attirato l’attenzione sia degli appassionati di tecnologia sia della comunità delle criptovalute, segnando un cambio di rotta significativo nel modo in cui vengono gestite alcune applicazioni esterne e i modelli di interazione che incentivano la pubblicazione di contenuti. La novità è che X ha annunciato una revisione delle proprie politiche di accesso alle API per gli sviluppatori, con l’obiettivo di vietare le cosiddette applicazioni InfoFi, ovvero quei progetti crittografici che incoraggiano gli utenti a pubblicare sul social network in cambio di ricompense tokenizzate, dopo aver riscontrato un incremento massiccio di contenuti di bassa qualità, spam e risposte automatiche generate o potenziate dall’intelligenza artificiale.

Nel cuore di questo cambiamento c’è una constatazione da parte di X: negli ultimi tempi piattaforme e progetti che ricompensano l’attività degli utenti con token crittografici hanno contribuito a un enorme flusso di post di scarso valore, generati spesso da bot o da intelligenze artificiali in grado di rispondere tempestivamente a qualsiasi stimolo pur di ottenere ricompense. Il risultato è stato un aumento di spam di risposta sulla piattaforma e di contenuti che non arricchiscono realmente le conversazioni, ma che anzi ne degradano la qualità complessiva, rendendo l’esperienza meno rilevante per gli utenti e più difficile da governare per l’algoritmo stesso.

La decisione di revocare l’accesso alle API per queste applicazioni, quindi di bloccare lo sviluppo e l’uso di strumenti basati su InfoFi, è stata annunciata dal capo prodotto di X, Nikita Bier, il quale ha spiegato che la piattaforma non intende più consentire app che premiano gli utenti per pubblicare contenuti su X. Secondo Bier, questo tipo di incentivi ha portato “una quantità enorme di spam” e di risposte ripetitive, soprattutto legate a interazioni automatiche con sistemi di intelligenza artificiale, e per questo X ha deciso di intervenire in modo deciso.

Questa scelta ha avuto ripercussioni immediate anche sui mercati legati alle criptovalute. Alcuni token associati a progetti InfoFi, come Kaito, hanno visto un calo significativo del loro valore dopo l’annuncio, con perdite di oltre il 15 % nel giro di poco tempo, segno che gli investitori e le comunità attive attorno a questi strumenti avevano già integrato nella propria valutazione il ruolo della piattaforma X come spazio per incrementare visibilità e engagement.

La logica alla base di questo intervento è legata a una visione più ampia di qualità e affidabilità dell’esperienza sulla piattaforma. X vuole ridurre il numero di contenuti generati in modo automatico o incentivato artificialmente, in particolare quelli che rimpiazzano conversazioni autentiche con bot o script programmati per massimizzare il proprio ritorno economico. In questo senso, la decisione di vietare le app InfoFi rientra in un più ampio sforzo di X di raffinare i meccanismi che regolano il comportamento degli utenti e la diffusione dei contenuti all’interno del social.

È interessante notare come questa politica arrivi in un momento di crescente scrutinio sulle funzioni di intelligenza artificiale legate alla piattaforma, in particolare sul chatbot interno Grok, che nei giorni scorsi è stato al centro di polemiche per la capacità di generare immagini potenzialmente problematiche o di bassa qualità, portando alcuni organismi di regolamentazione internazionali ad aprire verifiche su come vengano gestite tali attività.

Le reazioni alla mossa di X sono state contrastanti. Da una parte, alcuni utenti e osservatori ritengono che si tratti di un passo necessario per arginare l’inondazione di contenuti spam e preservare un livello di discussione più autentico e interessante per chi usa il social in modo costruttivo. Dall’altra, alcune comunità crittografiche hanno espresso disappunto, ritenendo che una piattaforma che penalizza gli strumenti di post-to-earn rischi di limitare opportunità alternative di guadagno per i creatori di contenuti rispetto agli stessi sistemi di monetizzazione offerti da X.

Di Fantasy