In un momento storico in cui pochi grandi nomi dominano il settore dell’intelligenza artificiale con risorse immense e visibilità globale, Mozilla, l’organizzazione no-profit celebre per il browser Firefox, ha deciso di giocare una sua partita nel campo dell’AI. La strategia prende forma sotto la guida del presidente Mark Surman, che ha annunciato l’intenzione di utilizzare le riserve finanziarie dell’organizzazione per promuovere una sorta di “alleanza ribelle” di startup, sviluppatori e tecnologi impegnati in progetti di intelligenza artificiale più aperti, trasparenti e affidabili.
La scelta di Mozilla non nasce da una posizione di forza finanziaria, ma piuttosto da una visione culturale e strategica che ricorda le origini dell’organizzazione stessa. Se all’inizio degli anni Duemila Mozilla giocò un ruolo chiave nel rompere il monopolio dei browser web detenuto da Microsoft, oggi la sfida si è spostata nel mondo dell’intelligenza artificiale, dove pochi grandi attori come OpenAI e Anthropic hanno raccolto decine di miliardi di dollari dagli investitori e stanno rapidamente plasmando il mercato globale. Secondo dati di mercato, OpenAI ha raccolto oltre 60 miliardi di dollari e raggiunto una valutazione di circa 500 miliardi, mentre Anthropic ne ha ottenuti oltre 30 con una valutazione stimata di 350 miliardi.
In questo contesto, Mozilla ha deciso di impiegare circa 1,4 miliardi di dollari delle proprie riserve non solo per sostenere progetti mirati all’AI, ma per creare un ecosistema di realtà che condividano valori orientati alla fiducia, all’apertura e al controllo umano. Questa iniziativa non intende competere adottando gli stessi modelli di spesa massive dei giganti tecnologici, ma piuttosto costruire un contrappeso culturale ed economico: un insieme di iniziative e collaborazioni che possano fornire alternative aperte alle tecnologie chiuse e profit-driven dominanti.
Il piano di Mozilla prevede investimenti diretti tramite Mozilla Ventures, il braccio di investimento dell’organizzazione lanciato nel 2022 con un impegno iniziale di 35 milioni di dollari e oggi cresciuto fino a comprendere oltre cinquanta società nel suo portafoglio, molte delle quali operano nell’ambito dell’AI e della governance dei sistemi intelligenti. Startup come Trail, che si concentra su soluzioni di governance dell’intelligenza artificiale per imprese regolamentate, o Transformer Lab, che sviluppa strumenti open-source per l’addestramento e la valutazione dei modelli, rappresentano esempi concreti di come Mozilla stia cercando di tessere una rete alternativa.
Questa alleanza non è concepita come un blocco centralizzato, ma piuttosto come un ecosistema fluido di collaboratori, un network di tecnologi e organizzazioni che condividono l’obiettivo di rendere l’AI più aperta, più accessibile e più controllabile dalle comunità di sviluppatori e dagli utenti finali. In questo senso, il termine “ribelle” non indica una lotta armata o una frattura violenta all’interno dell’industria tecnologica, ma piuttosto un rifiuto della centralizzazione estrema del potere tecnologico nelle mani di pochi attori e un richiamo a un modello più distribuito e sostenibile di innovazione.
Surman stesso ha descritto questa impresa come un ritorno ai valori fondanti di Mozilla: la difesa di un web aperto, accessibile e guidato dalla comunità piuttosto che dalle logiche puramente commerciali. È una scommessa a lungo termine, consapevole delle enormi disparità di risorse rispetto ai colossi dell’AI, ma anche fondata sulla convinzione che un movimento di sviluppatori e organizzazioni impegnate possa realizzare progressi significativi in termini di trasparenza e fiducia degli utenti. La visione è che, con il tempo, l’AI open-source non solo diventi più competitiva, ma si affermi come un’alternativa reale e sostenibile alle soluzioni chiuse e fortemente capitalizzate.
In questo quadro, l’iniziativa di Mozilla non riguarda soltanto una battaglia tecnologica, ma riflette anche un dibattito più ampio sulla direzione che deve prendere l’intelligenza artificiale nei prossimi anni. La concentrazione del potere tecnologico solleva questioni profonde su chi controlla i modelli, i dati e le infrastrutture su cui si basa l’AI moderna, e su quali valori debbano guidare lo sviluppo di queste tecnologie. La proposta di Mozilla – quella di costruire un’alleanza basata su apertura, collaborazione e fiducia – vuole essere una risposta concreta a queste sfide, offrendo spazi e risorse a chi desidera sviluppare IA con un orientamento più responsabile e partecipativo.
Questa scommessa resta comunque ambiziosa: il settore dell’AI è in continua espansione e i giganti consolidati sembrano rafforzare continuamente la loro posizione di mercato. Tuttavia, l’iniziativa di Mozilla indica almeno una cosa chiara: la narrativa attorno all’intelligenza artificiale non è più solo dominio delle grandi corporazioni tech, ma si sta aprendo a nuovi protagonisti e interpretazioni, dove la missione sociale e l’innovazione sostenibile possono avere un ruolo centrale nel plasmare il futuro della tecnologia.
