Apptronik, azienda con sede ad Austin, ha recentemente finalizzato un’estensione del round di finanziamento Series A per un valore di 520 milioni di dollari. Questo massiccio afflusso di capitale, che porta il totale raccolto a quasi un miliardo di dollari, non rappresenta solo un traguardo finanziario, ma il segnale di una maturazione tecnologica pronta per la distribuzione su larga scala. Il sostegno di partner strategici come Google, Mercedes-Benz e John Deere sottolinea l’interesse dei giganti della tecnologia e dell’industria pesante verso sistemi in grado di operare in ambienti progettati originariamente per l’essere umano.
Il fulcro tecnologico di questa operazione è Apollo, un robot umanoide progettato con un approccio “human-centered” che mira alla versatilità operativa piuttosto che alla specializzazione su un singolo compito. Dal punto di vista delle specifiche tecniche, Apollo presenta una struttura fisica ottimizzata per l’integrazione nei flussi di lavoro logistici e manifatturieri esistenti. Con un’altezza di circa 173 centimetri e un peso di 72,5 chilogrammi, il robot è dimensionato per muoversi in spazi ristretti e interagire con infrastrutture standard. La sua capacità di carico utile arriva a 25 chilogrammi, una soglia critica che gli permette di gestire la stragrande maggioranza dei colli e dei componenti tipicamente movimentati manualmente nei magazzini.
L’architettura di potenza di Apollo si distingue per l’adozione di un sistema di batterie hot-swappable, ovvero sostituibili a caldo, che garantisce un’autonomia di circa quattro ore per ogni pacco batteria. Questa scelta ingegneristica è fondamentale per la continuità operativa in contesti industriali, permettendo al robot di lavorare potenzialmente fino a 22 ore al giorno con interruzioni minime per la sostituzione della fonte energetica. Per le applicazioni che richiedono una postazione fissa o movimenti limitati, il sistema prevede anche la possibilità di alimentazione via cavo (tethered), eliminando completamente i limiti di autonomia.
Il controllo del movimento e l’interazione con l’ambiente sono gestiti da una complessa rete di attuatori lineari elettrici, che riducono la complessità meccanica rispetto ai sistemi idraulici tradizionali, garantendo al contempo una maggiore efficienza energetica e una manutenzione semplificata. La sicurezza è integrata a livello hardware e software tramite un perimetro di rilevamento intuitivo: Apollo è in grado di monitorare la presenza umana nelle sue immediate vicinanze, modulando la velocità o arrestando i movimenti in modo autonomo per prevenire collisioni.
Sotto il profilo computazionale, la collaborazione con Google DeepMind è uno dei pilastri della strategia di Apptronik. L’integrazione di modelli di intelligenza artificiale avanzati, come la piattaforma Gemini Robotics, permette ad Apollo di elaborare compiti semantici complessi e di apprendere nuove abilità attraverso la dimostrazione umana. Questo livello di intelligenza artificiale trasforma il robot da una macchina programmata per compiti ripetitivi a un collaboratore capace di adattarsi a variazioni nel flusso di lavoro, come lo smistamento di merci non standardizzate o la gestione di kit di assemblaggio variabili.
L’investimento attuale è destinato non solo al potenziamento delle linee produttive per soddisfare la domanda di partner come GXO Logistics e Jabil, ma anche alla creazione di centri di addestramento avanzati. In queste strutture, i robot vengono esposti a vasti dataset di interazione fisica per affinare le loro capacità di manipolazione fine. La visione a lungo termine di Apptronik, supportata da questa nuova liquidità, prevede un’espansione che supererà i confini della logistica industriale per approdare, entro il 2026, a nuovi modelli robotici destinati al settore del retail e dell’assistenza sanitaria, puntando a una futura integrazione negli ambienti domestici.