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Lo sviluppo software sta attraversando una fase di profonda riconfigurazione a causa dell’integrazione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale generativa all’interno dei processi di creazione degli applicativi. Un segnale inequivocabile di questa trasformazione è rappresentato dal recente lancio da parte di Deloitte India di un nuovo strumento basato sul low-code, progettato per automatizzare la generazione di software aziendale. Questa iniziativa non si limita a essere una semplice aggiunta al portafoglio di servizi di una delle principali società di consulenza al mondo, ma agisce come un catalizzatore per le crescenti preoccupazioni riguardanti quella che molti analisti definiscono l’apocalisse del modello SaaS tradizionale.

L’architettura tecnica proposta da Deloitte si fonda sulla capacità di astrarre i livelli complessi della programmazione tradizionale per permettere a utenti con competenze tecniche meno profonde di assemblare soluzioni software robuste in frazioni del tempo precedentemente richiesto. Questo approccio sfrutta modelli linguistici di grandi dimensioni per tradurre requisiti di business espressi in linguaggio naturale in codice eseguibile e strutture database ottimizzate. La democratizzazione dello sviluppo che ne deriva mette in discussione il valore intrinseco delle soluzioni software “off-the-shelf” che hanno dominato il mercato negli ultimi due decenni. Se un’azienda può generare internamente un’applicazione personalizzata che risponde esattamente alle proprie esigenze operative senza dover pagare costosi abbonamenti ricorrenti, il modello di business basato sulla vendita di licenze software standardizzate rischia di diventare obsoleto.

Il fenomeno della cosiddetta SaaS-pocalypse trova le sue radici nella progressiva svalutazione della scrittura del codice come barriera all’ingresso. In passato, costruire un sistema ERP o un CRM richiedeva migliaia di ore di ingegneria specializzata, giustificando il costo elevato dei fornitori esterni. Oggi, strumenti come quello presentato da Deloitte dimostrano che la logica applicativa può essere generata quasi istantaneamente, spostando l’attenzione dall’infrastruttura del software alla specificità del dato e del flusso di lavoro aziendale. Questa capacità di creare strumenti su misura riduce drasticamente il fenomeno del “vendor lock-in”, ovvero la dipendenza forzata da un fornitore di servizi dovuta alla difficoltà di migrare dati e processi su altre piattaforme.

Dal punto di vista dell’integrazione dei sistemi, la soluzione di Deloitte si inserisce in una strategia più ampia che mira a connettere diverse funzioni aziendali attraverso un’unica interfaccia semplificata. Invece di dover integrare faticosamente diversi prodotti SaaS che spesso non comunicano efficacemente tra loro, le organizzazioni possono ora utilizzare piattaforme low-code potenziate dall’intelligenza artificiale per creare un tessuto connettivo digitale che unifica le operazioni. Questo riduce la complessità dell’architettura IT aziendale, eliminando la necessità di middleware costosi e riducendo la superficie di attacco per potenziali vulnerabilità di sicurezza informatica derivanti dall’uso di troppe applicazioni di terze parti.

Tuttavia, l’adozione massiccia di questi strumenti solleva interrogativi critici sulla manutenzione a lungo termine del software generato automaticamente. Sebbene la creazione iniziale sia rapida ed economica, la gestione del debito tecnico e l’aggiornamento delle applicazioni in un ecosistema tecnologico in continua evoluzione rimangono sfide significative. Deloitte e i suoi concorrenti stanno cercando di risolvere questo problema implementando sistemi di monitoraggio autonomo che utilizzano l’intelligenza artificiale per correggere bug e ottimizzare le prestazioni senza l’intervento umano costante. In ultima analisi, la mossa di Deloitte segnala uno spostamento del potere economico dai produttori di software ai fornitori di piattaforme di automazione, delineando un futuro in cui il software non viene più acquistato come un prodotto finito, ma viene generato e rigenerato costantemente come un servizio dinamico e fluido.

Di Fantasy