Anthropic ha recentemente dichiarato che il suo strumento Claude Code ha trasformato profondamente il modo in cui gli sviluppatori lavorano, e che ora lo stesso modello concettuale sta alla base di Claude Cowork, un agente desktop di intelligenza artificiale pensato per il lavoro di conoscenza e applicazioni enterprise oltre la scrittura di codice. Il messaggio principale dell’annuncio è che la tecnologia di base che ha permesso a Claude Code di automatizzare compiti di programmazione complessi nel 2025 sarà estesa, nel 2026, a un insieme più ampio di attività tipiche nell’ambito delle aziende, permettendo a lavoratori di delegare compiti operativi e trasformare flussi di lavoro, nonché di integrare l’AI direttamente nei file e nelle applicazioni usate quotidianamente.
Claude Code è stato sviluppato come uno strumento agente che opera in modo autonomo dentro l’ambiente di sviluppo: esso legge, modifica, genera e testa codice senza intervento manuale parte per parte, consentendo agli ingegneri di descrivere un compito e lasciare che l’AI lo esegua. La combinazione di un modello linguistico avanzato (nella sua iterazione moderna come Claude Opus 4.6) con un ciclo di “plan-execute-verify” ha trasformato l’esperienza di programmazione, facendo sì che un volume crescente di codice venga generato o co-scritto dal sistema stesso. Gli ingegneri hanno sperimentato questo approccio in vari contesti, spingendo Claude Code verso compiti non tradizionali sin dalla sua prima apparizione.
Sulla base di questo successo con i compiti di sviluppo, Anthropic ha costruito Claude Cowork come un’estensione diretta del concetto: piuttosto che rimanere confinato nel dominio degli sviluppatori tecnici, Cowork porta le capacità autonome di Claude in un formato desktop destinato a utenti non tecnici e knowledge worker. La filosofia alla base di Cowork può essere riassunta come “Claude Code per tutto il resto del lavoro”: l’idea è quella di permettere all’AI di interagire non solo con codice ma con file, documenti, fogli di calcolo, cartelle sul proprio computer e applicazioni aziendali in modo autonomo e persistente. In termini tecnici, l’utente accredita a Cowork l’accesso a una specifica cartella sul suo sistema, e da quel momento il sistema è in grado di leggere, modificare, creare e organizzare i file al suo interno. Questo va molto oltre il semplice invio di prompt a un modello conversazionale: Claude Cowork si comporta come un agente che sviluppa un piano operativo, esegue più passaggi in sequenza, gestisce errori e conclude operazioni complesse senza intervento umano step-by-step.
Dal punto di vista dell’implementazione tecnica, Claude Cowork è costruito sulla stessa infrastruttura di agenti e SDK che alimenta Claude Code, ma con una interfaccia grafica e un modello di interazione più accessibile per utenti non sviluppatori. Questo implica una architettura in grado di gestire contesti persistenti — file system locali, accesso ai connettori dati e strumenti di automazione — e di mantenere stato operativo attraverso più task. La componente di “contesto persistente” è fondamentale: a differenza dei modelli chat dove ogni conversazione è effimera, Cowork mantiene contesto su file, cartelle e compiti, trasformando l’esperienza in qualcosa di più simile a quella di un collega umano piuttosto che a un semplice assistente conversazionale.
Un aspetto particolarmente rilevante della storia di Cowork, dal punto di vista tecnico, è la rapidità con cui è stato sviluppato: secondo varie fonti la prima versione è stata costruita in circa dieci giorni, con una parte significativa del codice stesso generata da Claude Code. Questo non solo dimostra la potenza dello strumento di sviluppo, ma anche il potenziale futuro in cui agenti AI saranno utilizzati per creare e migliorare altri agenti AI in un ciclo di sviluppo altamente automatizzato.
Cowork è stato reso disponibile come anteprima di ricerca su alcune piattaforme (inizialmente su macOS per utenti con abbonamento Claude Max), ma Anthropic ha già espresso l’intenzione di estendere la disponibilità ad altre piattaforme, come Windows, e di integrare connettori per applicazioni esterne, browser e sistemi cloud. L’integrazione con un ecosistema di connettori consente a Cowork di lavorare anche con strumenti come Google Drive, Gmail, fogli di calcolo, presentazioni e servizi di storage, ampliando notevolmente il ventaglio di attività che l’AI può affrontare senza frizioni.
Questo progresso riflette una tendenza più ampia nel settore in cui le tecnologie di AI agentica si evolvono da semplici strumenti di automazione o assistenza verso componenti integrati e attivi dei flussi di lavoro aziendali. Non si tratta più di rispondere a query o scrivere codice singolo su comando, ma di orchestrare compiti multi-fase, gestire dati, interfacciare con applicazioni, generare documenti strutturati e dare seguito ad obiettivi complessi con un grado di autonomia crescente. Claude Cowork incarna questa evoluzione, cercando di rendere l’interazione con l’AI più naturale e produttiva per utenti professionali di vari settori oltre la programmazione pura.
