Immagine AI

Dopo anni di sviluppo nel campo degli smartwatch e dei visori per realtà aumentata, l’industria tecnologica si sta concentrando su una nuova categoria di prodotti: gli occhiali intelligenti basati su AI. In questo contesto Samsung Electronics ha presentato i primi dettagli relativi alla sua nuova generazione di smart glasses, un dispositivo progettato per integrare una fotocamera posizionata all’altezza degli occhi con sistemi di elaborazione basati sull’intelligenza artificiale e su un ecosistema software collegato allo smartphone. Il progetto, conosciuto internamente con il nome in codice Project HAEAN, rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi dell’azienda di entrare nel mercato emergente dei dispositivi XR e dell’intelligenza artificiale indossabile.

Secondo le informazioni rilasciate dal vicepresidente della divisione MX di Samsung Electronics, Kim Yong-jae, il concetto centrale del dispositivo consiste nell’utilizzare la fotocamera non come semplice strumento di acquisizione di immagini, ma come interfaccia sensoriale per l’intelligenza artificiale. La fotocamera è progettata per raccogliere continuamente informazioni visive dall’ambiente circostante e trasmetterle allo smartphone collegato, dove avviene l’elaborazione dei dati. L’intelligenza artificiale analizza queste informazioni e restituisce all’utente contenuti contestuali, come descrizioni degli oggetti osservati, indicazioni di navigazione o suggerimenti basati sul contesto visivo.

Questa architettura distribuita rappresenta una scelta tecnica precisa. Invece di integrare nei dispositivi indossabili processori molto potenti, che aumenterebbero peso, consumo energetico e produzione di calore, Samsung ha deciso di delegare gran parte dell’elaborazione allo smartphone. Gli occhiali svolgono quindi principalmente il ruolo di sensore visivo e interfaccia utente, mentre il telefono mobile funziona come unità di calcolo principale. Questo approccio consente di mantenere una struttura leggera e simile a quella di un normale paio di occhiali, rendendo il dispositivo più adatto all’uso quotidiano.

Uno degli elementi tecnologici più interessanti del progetto riguarda il posizionamento della fotocamera. Samsung ha dichiarato che l’obiettivo sarà collocato all’altezza degli occhi, con l’intento di allineare il più possibile la prospettiva della fotocamera con quella dell’utente. Nei modelli di smart glasses attualmente disponibili sul mercato, la fotocamera è spesso installata sulla cerniera o sul bordo laterale della montatura. Questa posizione introduce una discrepanza tra ciò che vede l’utente e ciò che viene registrato dal sensore, un fenomeno noto come errore di parallasse. Posizionando la lente vicino alla linea della pupilla, il sistema può catturare immagini molto più fedeli al campo visivo reale dell’utente, migliorando l’accuratezza delle analisi dell’intelligenza artificiale.

L’implementazione di questa soluzione comporta però diverse sfide ingegneristiche. Per collocare una fotocamera in posizione centrale senza rendere la montatura troppo ingombrante è necessario utilizzare moduli fotografici estremamente miniaturizzati. La dimensione del sensore e dell’ottica deve essere sufficientemente ridotta da poter essere integrata nella struttura degli occhiali senza comprometterne l’estetica o il comfort. Inoltre, se la fotocamera venisse collocata sul ponte che collega le due lenti, la concentrazione di componenti elettronici in quella zona potrebbe spostare il baricentro del dispositivo verso la parte anteriore, aumentando la probabilità che gli occhiali scivolino verso il basso durante l’uso.

Per affrontare questi problemi Samsung starebbe collaborando con Qualcomm, azienda specializzata nello sviluppo di chip e moduli hardware per dispositivi mobili e indossabili. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre ulteriormente le dimensioni del modulo fotografico e dei componenti elettronici associati, consentendo l’integrazione nella montatura senza compromettere il design del prodotto. Parallelamente, il sistema potrebbe utilizzare soluzioni software per compensare eventuali disallineamenti della fotocamera rispetto alla linea visiva dell’utente.

Tra queste tecnologie rientra il cosiddetto eye tracking, un sistema che utilizza sensori dedicati per monitorare i movimenti oculari. Anche se la fotocamera non fosse perfettamente allineata con la pupilla, il sistema di tracciamento dello sguardo può determinare con precisione il punto su cui l’utente sta focalizzando l’attenzione. L’intelligenza artificiale può quindi combinare i dati della fotocamera con le informazioni provenienti dai sensori oculari per interpretare correttamente la scena osservata.

Un altro aspetto importante della strategia Samsung riguarda la diversificazione dei modelli di prodotto. L’azienda sta sviluppando due categorie principali di smart glasses. La prima include dispositivi dotati di display integrato nella lente, in grado di sovrapporre informazioni digitali al campo visivo dell’utente, creando un’esperienza di realtà aumentata. La seconda categoria comprende invece occhiali privi di display, progettati principalmente come interfaccia audio e sensoriale per l’intelligenza artificiale. Il primo modello che dovrebbe arrivare sul mercato sarà proprio quello senza display, una scelta che consente di ridurre la complessità tecnologica e di accelerare il lancio del prodotto.

In questa configurazione, le informazioni generate dall’intelligenza artificiale possono essere visualizzate su altri dispositivi collegati, come lo smartphone o lo smartwatch. Questo approccio riflette una strategia basata sull’integrazione tra diversi dispositivi personali, piuttosto che sull’introduzione di un prodotto completamente autonomo.

L’aspetto forse più significativo del progetto riguarda la volontà di Samsung di concentrarsi non solo sull’hardware, ma sulla creazione di un ecosistema software completo. Gli occhiali intelligenti sono infatti progettati per funzionare all’interno della piattaforma Android XR, sviluppata in collaborazione con Google. L’azienda intende fornire agli sviluppatori strumenti di sviluppo e kit software che permettano di creare applicazioni e servizi compatibili con il nuovo dispositivo. Questo approccio ricorda le strategie adottate in passato da aziende come Meta e Apple, che hanno spesso introdotto nuove piattaforme tecnologiche coinvolgendo gli sviluppatori già nelle fasi iniziali.

La creazione di un ecosistema applicativo è considerata fondamentale per il successo dei dispositivi XR. Senza un numero sufficiente di applicazioni e servizi compatibili, anche l’hardware più avanzato rischia di rimanere limitato a poche funzionalità di base. Per questo motivo Samsung intende distribuire kit di sviluppo hardware e software in anticipo rispetto alla diffusione commerciale del prodotto, favorendo la nascita di un ecosistema di applicazioni fin dalle prime fasi del ciclo di vita del dispositivo.

Il mercato degli occhiali intelligenti sta diventando sempre più competitivo. Secondo i dati di Counterpoint Research, gli occhiali Ray-Ban sviluppati da Meta in collaborazione con EssilorLuxottica rappresentano attualmente la maggioranza del mercato globale, con una quota stimata superiore all’80 %. Allo stesso tempo diverse aziende tecnologiche stanno entrando nello stesso segmento, tra cui Alibaba e Xreal, mentre Apple potrebbe lanciare un proprio dispositivo nei prossimi anni.

In questo scenario, Samsung sembra puntare su una strategia basata sulla combinazione di intelligenza artificiale contestuale, integrazione con lo smartphone e sviluppo di una piattaforma software aperta. L’obiettivo non è soltanto vendere un nuovo dispositivo hardware, ma costruire una nuova categoria di prodotti all’interno dell’ecosistema Android XR.

Di Fantasy