L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi amministrativi rappresenta una delle trasformazioni più significative che stanno interessando il settore pubblico europeo. Negli ultimi anni le pubbliche amministrazioni hanno iniziato a sperimentare strumenti di analisi automatizzata dei dati, sistemi di supporto alle decisioni e applicazioni basate su modelli linguistici avanzati. Questa evoluzione tecnologica, tuttavia, solleva questioni complesse legate alla governance dei sistemi digitali, alla trasparenza delle decisioni automatizzate e alla gestione degli appalti pubblici per tecnologie ad alta complessità. In questo contesto l’Italia ha avviato un percorso di regolamentazione operativa dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione attraverso nuove linee guida tecniche elaborate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), destinate a definire criteri e metodi per lo sviluppo e il procurement delle soluzioni AI adottate dagli enti pubblici.

Le linee guida sono state pubblicate in consultazione pubblica nel marzo 2026 e rappresentano uno strumento attuativo del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2024-2026. Il documento introduce un quadro metodologico destinato a supportare le amministrazioni centrali e locali nella progettazione, acquisizione e gestione di sistemi basati su intelligenza artificiale, con l’obiettivo di garantire coerenza tra le scelte tecnologiche, gli aspetti organizzativi e le esigenze di servizio pubblico. La consultazione, aperta fino all’11 aprile 2026 sulla piattaforma Forum Italia, consente a esperti, amministrazioni e operatori del settore di contribuire alla definizione finale del testo attraverso commenti e proposte di modifica.

Uno degli elementi centrali del nuovo quadro regolatorio riguarda la distinzione tra due ambiti complementari: lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e il loro approvvigionamento tramite procedure di gara pubblica. Le linee guida dedicate allo sviluppo definiscono i principi tecnici e metodologici che le amministrazioni devono seguire quando progettano o implementano soluzioni AI nei propri sistemi informativi. Quelle relative al procurement, invece, stabiliscono le modalità con cui le amministrazioni devono acquistare o commissionare tecnologie basate su intelligenza artificiale, considerando la complessità tecnica e la rapidità con cui evolvono queste soluzioni. In questo modo il processo di adozione dell’intelligenza artificiale viene inquadrato lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi digitali, dalla fase di progettazione fino alla gestione operativa e alla valutazione degli effetti delle tecnologie adottate.

Il documento introduce anche una struttura concettuale che descrive l’architettura tecnologica dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nella pubblica amministrazione. In questa architettura vengono identificati diversi livelli dello stack tecnologico, cioè dell’insieme di componenti che costituiscono un sistema AI. Questi livelli includono le infrastrutture di calcolo e i servizi cloud, i modelli algoritmici e i sistemi di apprendimento automatico, le piattaforme applicative e le interfacce attraverso cui cittadini e funzionari interagiscono con i servizi digitali. La definizione di questo modello architetturale ha l’obiettivo di fornire alle amministrazioni uno schema di riferimento per progettare sistemi interoperabili e coerenti con le infrastrutture digitali nazionali.

Un ulteriore aspetto rilevante delle linee guida riguarda la classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale in base al loro grado di autonomia operativa. Il documento definisce infatti diversi livelli di autonomia degli agenti software, cioè dei sistemi che utilizzano modelli AI per svolgere compiti complessi o prendere decisioni automatizzate. Questa classificazione consente alle amministrazioni di distinguere tra strumenti che svolgono semplicemente funzioni di supporto analitico e sistemi più avanzati in grado di eseguire operazioni in modo semi-autonomo o autonomo. La distinzione tra questi livelli è fondamentale per stabilire i requisiti di supervisione umana, i meccanismi di controllo e le responsabilità amministrative associate all’uso delle tecnologie.

Nel contesto della pubblica amministrazione, infatti, l’intelligenza artificiale non può essere considerata esclusivamente come una tecnologia di automazione. Le decisioni amministrative hanno spesso effetti diretti sui diritti dei cittadini, sull’accesso ai servizi pubblici e sulla gestione delle risorse collettive. Per questo motivo le linee guida insistono sulla necessità di mantenere un adeguato livello di supervisione umana e di garantire la tracciabilità delle decisioni generate dai sistemi digitali. La trasparenza algoritmica diventa quindi un requisito fondamentale, poiché consente di verificare i criteri con cui vengono elaborati i dati e di comprendere le logiche che portano a determinate decisioni o raccomandazioni automatizzate.

Il quadro normativo italiano si inserisce inoltre nel più ampio contesto delle politiche europee sull’intelligenza artificiale, in particolare del regolamento europeo noto come AI Act. Le istituzioni europee hanno infatti sottolineato la necessità di garantire che i sistemi AI siano affidabili, sicuri e rispettosi dei diritti fondamentali, introducendo principi come la supervisione umana, la robustezza tecnica, la trasparenza e la protezione dei dati personali. Questi principi rappresentano la base etica e regolatoria su cui si fondano le iniziative nazionali destinate a disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici.

Le linee guida italiane introducono inoltre strumenti metodologici per migliorare la progettazione dei servizi pubblici basati su tecnologie AI. Tra questi strumenti vi è l’utilizzo delle cosiddette “personas”, cioè modelli rappresentativi dei diversi profili di utenti che interagiscono con i servizi amministrativi. Questo approccio, già utilizzato nel design dei servizi digitali, consente di progettare applicazioni più aderenti alle esigenze dei cittadini e di valutare l’impatto delle soluzioni tecnologiche sui diversi gruppi di utenti. In questo modo l’adozione dell’intelligenza artificiale viene collegata non solo all’innovazione tecnologica, ma anche alla qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche.

Particolare attenzione viene dedicata anche alle procedure di approvvigionamento delle tecnologie AI. Il procurement pubblico rappresenta infatti una leva strategica per orientare l’innovazione tecnologica nel settore pubblico. Le linee guida forniscono criteri operativi per la progettazione delle gare e per la valutazione delle offerte tecnologiche, tenendo conto della complessità dei sistemi basati su intelligenza artificiale e della necessità di garantire sostenibilità economica e controllo pubblico sugli algoritmi utilizzati. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle amministrazioni di gestire contratti tecnologici avanzati e di monitorare l’evoluzione delle soluzioni adottate nel tempo.

Di Fantasy